Intervista a Noam Chomsky di Jim Cason e David Brooks:
Non è un”esagerazione dire che il futuro della specie umana dipende dal fatto che queste forze [di ribellione contro il neoliberismo] possono arrivare ad essere abbastanza forti, mobilitate e organizzate da contrastare l”onda in direzione opposta, afferma Noam Chomsky. Il famoso intellettuale statunitense dice che, sebbene alcuni vedono la protesta antiliberista di Seattle durante il vertice dell”Omc nel 1999 come il punto di partenza di questo movimento, in verità esso si era sviluppato negli ultimi venti anni nel sud del pianeta…
Per questo, fa notare nell”intervista a La Jornada, i forum sociali mondiali sono stati organizzati a Porto Alegre [il prossimo sarà in India], visto che questi movimenti sono nati in paesi del sud del mondo, come Brasile, India e Sudafrica, tra gli altri. Sono arrivati alla fine anche nel nord, a Seattle, e non li si può ignorare, afferma Chomsky. Da allora il movimento è cresciuto molto, le sue dimensioni sono cosiderevoli, e c”è molto impegno. In parte, indica Chomsky, questo movimento ha anche fatto resuscitare la domanda di pace negli Usa. L”opposizione alla guerra in Iraq è stato qualcosa senza precedenti. Non c”è mai stato un momento nella storia degli Stati uniti o dell”Europa con proteste tanto grandi prima che una guerra cominciasse; è stato qualcosa di completamente nuovo e non è svanito. Tornerà ogni volta.
Questo movimento di democratizzazione si oppone all”imposizione di politiche neoliberiste che, negli ultimi venti anni, sono state coscientemente dirette a eliminare il pericolo della democrazia. Spiega Chomsky: il libero movimento dei capitali limita la capacità dei governi di realizzare politiche a beneficio della loro popolazione, visto che, praticamente, è la comunità internazionale degli investitori e dei creditori che decide quali politiche si possano fare e quali no. Se a questa comunità non piace una serie di scelte di politica economica, semplicemente è in grado di distruggere l”economia di un paese, sostiene. Ogni volta, ogni misura neoliberista ha lo stesso effetto: ridurre o limitare l”arena pubblica dove la gente può decidere, e trasportare questa decisione in mani private, una tirannia privata.
Contro tutto questo, dice Chomsky, ci sono delle realizzazioni che inducono a sperare, generate dal movimento di resistenza in tutto il mondo. Da un lato: c”è un gruppo di sgherri che porta il mondo all”orlo del precipizio, e dall”altro c”è una marea di forze che cercano di avanzare in senso contrario. In questo schema, Chomsky sottolinea l”esempio del Brasile. Quello che è successo lì è incedibile ed è una lezione vera per le democrazie occidentali. Un movimento popolare, con base tra i lavoratori, i Sem terra e molti altri movimenti sociali è riuscito a superare ostacoli tremendi, un”alta concentrazione del capitale, l”odio della comunità finanziaria internazionale, e a fare eleggere come proprio presidente un tipo meraviglioso, non conosco nessuno come lui in occidente. Ma avverte: è vero che il Brasile si trova in un cappio, grazie alle politiche neoliberiste degli ultimi venti anni. Pertanto, se pure è certo che i brasiliani sono riusciti a ottenere un trionfo della democrazia, sarà molto difficile che riescano a farci qualcosa, solo per l”effetto asfissiante che il neoliberismo ha sulla democrazia. E aggiunge che non è più necessario fare i colpi di stato militari come nel passato, si può strangolare un paese in modi molto più semplici.
Insiste, però, che non si tratta solo del Brasile e che ci sono molti altri esempi, nel continente americano e nel mondo. Segnala, per esempi, la Turchia, il cui governo ha obbedito al desiderio della popolazione di non offrire il paese come base statunitense per la guerra contro l”Iraq, anziché obbedire agli ordini dati da Crawford, Texas. La reazione estrema della cupola politica statunitense di fronte a questo rifiuto dimostra, dice Chomsky, una volta ancora quanto sia profondo l”odio per la democrazia nelle alte sfere di Washington, che hanno condannato un paese per non aver obbedito agli ordini e aver seguito l”opinione del 95 per cento dei suoi cittadini. Questi esempi, aggiunge Chomsky, sono lezioni per l”occidente: dovremmo prestare attenzione ai successi della democrazia popolare in tutte le parti del mondo, dovrebbero essere un”ispirazione per tutti noi. Viste le sfide che il Brasile è riuscito a vincere, sarebbe molto più facile farlo qui, democratizzare questo paese, conclude.
Alla fine di questa intervista, commentando la comparsa del suo nome nella lista nera degli indesiderabili stilata dal governo messicano, Chomsky ha espresso, scherzando, la propria delusione per essere stato classificato come moderato e chiede: Per favore, fatemi un”introduzione molto rossa a questa intervista, così il governo messicano può spostarmi nella lista degli estremisti. Perché questo fatto del “moderato” è stato molto offensivo.
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