Sara e l’inafferrabile popolo del vento…

Una volta l'anno, il 24 e 25 maggio, il popolo del vento si riunisce nel sud della Francia in Camargue in un ambiente naturale unico in Europa abitato da fenicotteri rosa, cavalli bradi e tori… Arriva, il popolo del vento, a Saintes Maries-de-la-Mer nei pressi di una chiesetta medioevale senza finestre, e porta con se' una carovana di suoni e di colori (Elisabetta Caravati).


Arriva, il popolo del vento, e porta con sè un colossale accampamento di zingari veri, con le loro roulottes irte di antenne satellitari, le Mercedes, i denti d'oro, i mucchi di spazzatura abbandonata, gli odori grevi, la musica a tutto volume da altoparlanti un po' sfondati… Disobbedienza, mistero, fede. Ricchezza e miseria. Sortilegi, lacrime e riso.

Concepiti nella musica, impregnati di buona e cattiva sorte; per loro il tutto e il niente non esistono, cosi' come il capire di non poter capire per loro significa, forse, capire. Inafferrabili, sono. Il culto dell'ignoto apre loro le porte dell'avvenire.

Prezioso e' il tempo, la magia sta nello sprecarlo… Dare e ricevere, per loro, ha lo stesso valore. Niente e nessuno puo' fermarli, perche' loro a niente e a nessuno appartengono.

Ignorano la liberta', perche' loro sono la libertà ! Gitani spagnoli, Rom balcanici, Sinti dispersi qua e la', Manouche e tutte le altre tante declinazioni del popolo zingaro si ritrovano per il loro annuale Pellegrinaggio in onore della loro Santa protettrice, Santa Sara. La tradizione vuole che Sara fosse la schiava egiziana di Maria Jacobe' (zia di Gesu') e di Maria Salome' (madre degli apostoli Giacomo e Giovanni) cacciate dalla Palestina insieme a un gruppo di altre donne al seguito di Gesu'. L'imbarcazione, senza timone e senza remi, sulla quale furono abbandonate approdo' su quel lembo di terra, e le donne si diedero subito da fare per convertire la popolazione locale allora dedita all'adorazione del dio egizio Ra.

Non si sa come sia cominciata la tradizione di questo ritrovarsi del popolo del vento; ma qualunque sia la sua origine, la tradizione vive almeno da cinquecento anni, e l'essere diventata il principale evento turistico della zona non le ha tolto nulla della sua spontaneita' zingaresca.

Elisabetta Caravati

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IL POPOLO DEL VENTO

tratto da
http://www.sguardioltreilconfine.it/documenti/camargue/camargue_2005.pdf

La leggenda narra che poco dopo la morte di Gesù, un gruppo di cristiani cacciati dalla Palestina approda dolcemente sulle rive provenzali della Camargue. Da qui gli esuli partono per la loro missione di evangelizzazione, mentre Maria Giacoma e Maria Salomè insieme a Sara restano a diffondere la nuova fede nel luogo di approdo a Saintes-Maries-de-la-Mer (che dal 1839 prende il nome da loro).

Sara la Nera, aiuta le due sante nella diffusione della dottrina di Gesù, ma non è riconosciuta dalla Chiesa Cattolica. In realtà nessuno sa chi è Sara, forse la domestica delle due Marie, forse una gitana che viveva in questi luoghi, di certo i gitani si riconoscono in lei, la chiamano Sarah-la-Kali, parola tzigana che significa sia gitana che nera e ogni anno il 24 maggio si ritrovano a Saintes-Maries-de-la-Mer per festeggiarla. Nella chiesa fortificata, di Saintes-Maries-de-la-Mer, la cassa contenente le reliquie delle Sante Marie, viene calata dalla cappella alta e subito dopo la statua di Santa Sara, viene portata in processione per le vie del borgo scortata da cavalieri camarguensi e da un colorato folcloristico corteo. Il momento culminante della processione è la discesa in mare della santa, i portatori, immersi nell”acqua fino ai polpacci, continuano a cantare gli inni sacri celebrando la venuta dal mare della nuova Fede e la mistica unione con le acque degli abitanti della Camargue.

Se misteriosa è l”origine di Santa Sara, lo è anche l”origine degli Zingari: si presume che abbiano lasciato l”India Settentrionale circa mille anni fa raggiungendo il Medio Oriente. La loro organizzazione sociale si fonda su clan che rispecchiano le origine geografiche o i mestieri tradizionali dei vari gruppi:
– Gitani, sono il gruppo più numeroso. La Spagna è stata per lungo tempo la nazione prediletta, regalandole il meglio dell”arte flamenca e generazione di toreri. Oggi si trovano anche a decine di migliaia nel sud della Francia, dove molti si sono sedentarizzati da anni;
– Rom, sono il gruppo che più gelosamente ha conservato la propria cultura e la lingua vicino al sanscrito. Le donne indossano le tradizionali gonne multicolori lunghe fino ai piedi e dopo il matrimonio un foulard annodato sulla testa. I più ricchi esibiscono gioielli doro che rappresentano il tesoro del gruppo. I Rom dopo aver attraversato l”Europa Centrale, vivono oggi sparsi nel mondo intero;
– Manouches e Sinti, i due gruppi sono imparentati. Gli uomini portano baffi o una piccola barba. Solitamente gestiscono i luna park. Grandi appassionati di musica, spesso fanno parte delle famose orchestre tzigane. I Manouches hanno vissuto in Germania, dei Sinti troviamo tracce del loro passaggio in Piemonte.

La divisione dei vari gruppi si ricompone di fronte all”ostilità verso i non zingari, i gagè, i quali in Europa li hanno da sempre perseguitati. La Chiesa li considera eretici; per lo Stato il nomadismo era un comportamento antisociale. In alcuni Paesi furono ridotti in schiavitù, la follia nazista ne ha sterminato nelle camere a gas 500 mila e forse più. Nel corso dei secoli hanno subito ogni genere di soprusi, le loro donne sterilizzate, i loro figli sottratti ai genitori e dati in adozione a famiglie non zingare.

Nonostante tutto lo zingaro come gruppo etnico è sopravvissuto. Gli zingari non hanno mai espresso il desiderio di avere una terra tutta per sé. E” anche vero che gli stili di vita degli zingari stanno cambiando, soprattutto nelle nuove generazioni: i bambini vanno a scuola, i matrimoni misti con i gagè aumentano e la cultura si fonde con altre culture. Non è di certo la realtà italiana dove pregiudizio, paura e ostilità persistono nei confronti degli zingari. Speriamo che la festa possa essere un punto di partenza per la conoscenza del popolo del vento

Siti da visitare:
www.etudestsiganes.asso.fr
www.nonluoghi.it
www.saintes-maries-camargue.fr

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