Confisca dei depositi bancari: a marzo 2013 la vicenda di Cipro ha scioccato il mondo intero. Qualcuno ha cercato di farla sembrare una misura d’emergenza, ma esistono solide basi per credere che i prelievi forzosi diventeranno un elemento della vita quotidiana. Lo sostiene l’economista Valentin Katasonov, presidente della Sharapov Russian Economic Society. La crisi cipriota? Una mossa in realta’ ‘concertata e ben preparata, approvata dai vertici, tra i quali attori della scena extraeuropea’. Un precedente, un vero e proprio test ‘per lanciare una tendenza mondiale e diffondere la confisca in tutto il mondo’. Gia’ nel 2009-2010, quando nei summita’ internazionali si discuteva sulle possibili vie d’uscita dalla crisi mondiale (G7, G8, G20 e altri incontri di questo livello), nei programmi comparivano punti come modalita’ non-standard per salvare, in caso di necessita’, le banche. Tra queste modalita’, modelli di ‘bailout’ a spese dei titolari di conti: tagli ai depositi, congelamento dei conti e loro conversione: alla banca il cash, al correntista semplici azioni. (continua)
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