(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Il governo chiede sacrifici, ma sempre ai soliti noti. Gli ‘altri’, ovvero i boss del Palazzo, incassano stipendi da favola.
Ancora una volta l’Italia si e’ dimostrata il Paese della ‘trasparenza opaca’. La presidenza del Consiglio ha reso noti i redditi dei principali manager pubblici, ma la notizia stranamente non ha ricevuto dai media l’accoglienza che meritava.
Ecco un elenco di dirigenti pagati coi soldi dei cittadini ed i redditi percepiti nel 2010:
Pierfrancesco Guarguaglini (ex presidente Finmeccanica) – 5,5 milioni di euro
Augusto Fantozzi (commissario straordinario Alitalia) – 3,6 milioni di euro
Alessandro Pansa (ex direttore generale Finmeccanica) – 2,6 milioni di euro
Giorgio Zappa (ex direttore generale Finmeccanica) – 2,5 milioni di euro
Giovanni Tempestini (ad Cassa depositi e prestiti) – 1.925.997 euro
Giuseppe Orsi (ad Finmeccanica) – 1.654.416 euro
Antonio Mastropasqua (presidente Inps) – 1.361.617 euro
Dario Fruscio (presidente Agea) – 1.048.478 euro
Mario Draghi (ex governatore Banca d’Italia) – 1.021.616 euro
Giuseppe Bonomi (presidente Sea) – 919.847 euro
Fabrizio Saccomanni (direttore generale Banca d’Italia) – 838.569 euro
Domenico Arcuri (ad Invitalia) – 727.170 euro
Paolo Garimberti (ex presidente Rai) – 670.304 euro
Mauro Moretti (ad Fs) – 649.487 euro
Lorenza Lei (dg Rai) – 424.106 euro
Ignazio Visco (presidente Banca d’Italia) – 405.201 euro
La campagna, spesso demagogica, sul numero di parlamentari e sui loro privilegi dovrebbe essere martellante nel caso dei boss di Stato. Invece stranamente molti dei nomi di questi ‘fortunati’ sono sconosciuti al grande pubblico.
Tra i ‘beneficati’ dalla generosita’ della Repubblica italiana ci sono anche Attilio Befera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate e capo di Equitalia. Il capo della voracissima azienda di recupero crediti (a volte non dovuti), dipendente del ministero del Tesoro, incassava due anni fa 627.863 euro annui. Con lui a godere di un reddito da sogno anche Nando Pasquali, amministratore delegato Gestore dei Servizi Energetic, che guadagnava 587.803 euro.
Monti, che solo per i circa nove anni trascorsi a Bruxelles all’Unione europea dovrebbe percepire una ‘pensione’ di 7000 euro mensili oltre allo stipendio di senatore (211.502 euro annui), avrebbe fissato un tetto di non oltre 300 mila euro l’anno per gli alti dirigenti pubblici.
Ma la ‘regoletta’ non sembra aver fatto breccia. Il Cda della Rai, azienda con una situazione patrimoniale molto delicata, nominando qualche giorno fa il nuovo direttore generale non solo lo ha assunto inspiegabilmente con un contratto a tempo indeterminato, ma ha anche diciso una retribuzione di 650 mila euro annui.
Il nuovo capo dell’azienda pubblica radiotelevisiva non e’ per altro un premiato ‘a tempo’. Quando cessera’ il suo mandato continuera’ a percepire 500 mila euro anche se non svolgera’ il ruolo di dg. Ma non c’e’ da stupirsi: perche’ mai nei suoi anni da presidente a viale Mazzini, Paolo Garimberti, con una carica del tutto senza poteri ha incassato circa 670 mila euro annui?
Val la pena di ricordare che secondo l’Istituto nazionale di statistica nel 2011, l’11,1 per cento delle famiglie era relativamente povero (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2 per cento lo era in termini assoluti (3.415 mila).
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
Be the first to comment on "Superpagati di Stato"