di Paul Mason ”’ 4 gennaio 2015
La prospettiva di vittorie elettorali della sinistra populista in Grecia e in Spagna quest’anno e’ reale. Tanto reale, di fatto, che i sopravvissuti della vecchia sinistra non populista del ventesimo secolo hanno concluso, in anticipo, che incombe il disastro.
In tutti i media sociali, cercando le parole Podemos e Syriza, si possono leggere tante denunce della sinistra dura quante critiche della destra.
Anche se insignificante di per se’, la dolente indignazione di questi gruppi di estrema sinistra e’ segno che nella politica europea sta succedendo qualcosa di grosso e di reale. A me pare che sia nata una nuova forma di socialdemocrazia, plasmata su insieme di priorita’ molto diverse da quelle che hanno guidato il Laburismo e le sue varianti socialiste nel ventesimo secolo.
E’ stato =”http://www.businessweek.com/articles/2014-12-30/is-this-the-dawn-of-the-tsiglesias-era-in-the-eurozone”>il giornalista di Bloomberg, Joe Wiesenthal, a inventare il termine per essa: ‘Tsiglesias’, un termine composto dal nome del leader della Syriza, Alexis Tsipras e da quello del leader di Podemos, Pablo Iglesias. Ma per cosa sta effettivamente Tsiglesias? Quando in carica come potrebbe reagire? E in caso di successo, e’ replicabile in tutta Europa?
Diciotto mesi fa il partito di Iglesias non esisteva; Syriza, un prodotto piu’ convenzionale della nuova sinistra degli anni ’70, ha evoluto rapidamente sia la sua politica sia la sua struttura con =”http://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/crucial-moment-europe-greeces-government-falls/2799″>l’imminenza della prospettiva di salire al potere. Ma se si guarda ai rispettivi manifesti, essi sono modellati sul programma delle elezioni europee del 2014 della sinistra europea, il cui gruppo forte di 52 membri al parlamento europeo ne ha quattro di piu’ dell’Ukip.
Ristrutturazione del debito
Al centro della politica economica vi e’ la ristrutturazione del debito: la proposta che la dimensione della riduzione del debito che ha di fronte la maggior parte dell’Europa periferica e’ di dimensione tale che sopprimera’ la crescita per una generazione. Una cancellazione dell’austerita’, qualche timida espansione fiscale e il rovesciamento o la fine dei programmi di privatizzazione completano la lista.
Anche se questo si scontra sia con i principi sia con le norme dell’eurozona, quasi nessuno dei partiti populisti della nuova sinistra vuole rinunciarvi. Essi propongono, invece, che la BCE divenga un vero prestatore di ultima istanza e utilizzi gli alleggerimenti quantitativi per ravvivare i consumi e gestire il perdono del debito.
I partiti della nuova sinistra, in altri termini, vogliono che l’Europa diventi un’unione fiscale keynesiana con un forte stato sociale. Non e’ lo status quo, ma non e’ nemmeno quello che i professori marxisti che occupano i loro uffici economici hanno sognato quando erano nelle piazze nel 1968.
La reazione apoplettica dei commentatori libero-mercatisti alla possibilita’ di un governo della Syriza in Grecia, o di una =”http://www.economist.com/news/europe/21633855-podemoss-leader-seeks-sustain-its-position-spains-third-party-three-cornered-hat”>coalizione Socialisti-Podemos in Spagna piu’ avanti quest’anno, pone una domanda interessante, la risposta alla quale potrebbe determinare la politica tanto in Gran Bretagna quanto nella periferia europea.
Uno stato sociale keynesiano, dedito alla proprieta’ pubblica e alla crescita finanziata a debito e’ possibile, o ammissibile, nell’Unione Europea?
Sinora gran parte di cio’ che ha mosso l’euroscetticismo e’ stato il desiderio degli elettori conservatori di vari paesi della UE di riprendere il controllo di temi importanti per la destra: immigrazione, regolamentazione dell’economia, criminalita’, agricoltura e politica estera. Non c’e’ stato praticamente nemmeno un barlume di opposizione al progetto della UE tra i socialdemocratici tradizionali.
Prendere esempio da Grecia e Spagna
Ma la logica di Grecia e Spagna puo’ consistere nel cambiare cio’. Tra un mese Tsipras ha una possibilita’ del cinquanta per cento di diventare primo ministro della Grecia. Anche se e’ pronto a un negoziato prolungato con Francoforte e Washington sulla riduzione del debito, ha promesso di cancellare, fin dal primo giorno in carico, le misure d’austerita’ imposte dai creditori della Grecia.
Uno scontro con la BCE, la Commissione e probabilmente parti dello stato greco e’ parecchio probabile dopo, e l’esito sara’ osservato con attenzione da tutta l’Europa. Poiche’ se un keynesismo di base e uno stato sociale ampliato non fossero ammissibili e se le istituzioni europee fossero viste colludere attivamente in tentativi di sabotarli, potrebbe seguirne nel centrosinistra un cambio di sentimento nei confronti della UE.
Se si studia il programma della nuova sinistra europea, gran parte di esso non e’ economica. Podemos, =”http://www.theguardian.com/world/2014/jul/06/pablo-iglesias-indignado-podemos-spain”>che ha arruolato migliaia di giovani attivisti dal movimento di protesta degli indignados del 2011, introduce il suo manifesto con richieste di revoca delle leggi contro le dimostrazioni e a favore del diritto di aborto e di quello all’indipendenza delle regioni spagnole.
Il programma 2012 di Syriza ha enfatizzato ”’ assieme alle sue politiche anti-austerita’ ”’ richieste quali la depenalizzazione delle droghe, la smilitarizzazione della polizia, il ritiro dalla NATO e il riconoscimento della Palestina.
I principi che hanno radicalizzato i giovani di tutta Europa nel 2011-12, e che hanno continuato a guidare numerosi movimenti di protesta da allora, sono sintetizzati nella frase spesso ripetuta: ‘Non voglio vivere in un’economia’.
L’unica cosa che il bolscevismo aveva in comune con la socialdemocrazia tradizionale era che entrambi erano definiti da programmi economici. La nuova sinistra populista ha cominciato dal riconoscimento che ”’ nell’economia fortemente mercatizzata, globalizzata e granulare creata negli ultimi venticinque anni ”’ la giustizia sociale comincia su piccola scale e dal basso. Si tratta tanto di ripristinare il potere di protagonismo di comunita’ deprivate e a pezzi, e di autonomia per le vite individuali, quanto di conseguire punti percentuali in varie misure economiche.
E l’assoluta linea di base dei giovani che sciamano nei partiti della nuova sinistra e’ che lo stato deve uscire e restar fuori dalle loro vite private.
E in Gran Bretagna?
In Gran Bretagna ”’ a parte la turbolenza individuale rappresentata da =”http://www.russellbrand.com/”>Russell Brand ”’ la sola forza politica che ha compreso la potenza di questi temi e’ stata la =”https://www.youtube.com/watch?v=Zu1YCwzTU5g”>Campagna Radicale per l’Indipendenza nel referendum scozzese. Essa ha promosso l’idea che la Scozia diventasse il ‘sud caldo della Scandinavia’, e se ci pensate tutto cio’ che Podemos e Syriza stanno realmente cercando di fare e’ introdurre il modello scandinavo nell’Egeo e nel Mediterraneo.
Ma ecco il problema: nel mondo neoliberista, persino uno stato sociale elementare puo’ apparire rivoluzionario. La maggior parte delle proiezioni per la sopravvivenza del capitalismo del libero mercato implica la creazione di una maggiore disuguaglianza, un settore statale piu’ limitato e una manodopera pagata di meno.
E’ allora piu’ probabile che un governo populista di sinistra in Grecia o in Spagna possa scontrarsi con le autorita’ europee e le e’lite locali non tanto su qualche prolungato processo di ristrutturazione del debito, quanto, piuttosto, su temi ‘scandinavi’, come la smilitarizzazione della polizia, l’aborto, la ri-disciplina del mercato del lavoro o un tentativo di offrire soluzioni umanitarie fondamentali agli immigranti illegali che strepitano ai confini di entrambi i paesi.
Per piu’ di un decennio i dimostranti radicali hanno innalzato striscioni che dicevano ‘Un altro mondo e’ possibile’. Quest’anno potremmo arrivare a vedere quale fase mostrera’ uno di quegli altri mondi. La domanda che cio’ pone alle istituzioni UE e alle e’lite che le amministrano e’ esistenziale: un’altra strategia e’ mai tollerabile?
La risposta rendera’ il 2015 un anno cruciale per la sinistra piu’ vasta in Europa. L’intera crisi e declino della socialdemocrazia europea dopo il 2008 sono stati scatenati dalla convinzione che non esistessero alternative all’austerita’. Politici come =”http://www.channel4.com/news/ed-miliband”>Ed Miliband, =”http://www.channel4.com/news/hollande-cameron-anglo-french-pub-summit”>Francois Hollande e, quanto a questo, =”http://www.channel4.com/news/jim-murphy-scottish-scotland-labour-leader-elected-announced”>Jim Murphy, non e’ sul destino della Syriza che dovrebbero concentrarsi, bensi sul destino del loro partito socialdemocratico fratello in =”http://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/crucial-moment-europe-greeces-government-falls/2799″>Grecia, il Pasok. Esso attualmente e’ al 4,6 per cento. Due anni fa governava la Grecia.
Per quanto inesperta, ingenua e priva della disciplina di una macchina di partito, la nuova sinistra populista in Europa sta decidendo l’ordine del giorno.
Da Z Net ”’ Lo spirito della resistenza e’ vivo
=”http://www.znetitaly.org/”>www.znetitaly.org
Fonte: =”https://zcomm.org/znetarticle/enter-europes-new-populist-left-movement/”>[https:]
Originale: =”http://blogs.channel4.com/paul-mason-blog/enter-europes-populist-left-movement/2835″>4 News
traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2015 ZNET Italy ”’ Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0
(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)
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