di Giacomo Belisario – 09/04/2014
Fonte: L’intellettuale dissidente
Oggi, i mass media permettono alla maggior parte delle persone di avere accesso a una fonte primaria di notizie e di informazioni che, pero’, sono contaminate, incomplete, e talvolta inattendibili, a tal punto da conformare gli atteggiamenti, le opinioni, i valori e i prototipi di comportamento della massa.
La globalizzazione, considerata dal punto di vista culturale, si basa sull’affermazione dell’idea di una societa’ mondializzata dell’informazione, dove la massa prevale sul singolo: positivamente perche’ vi e’ l’affermazione della democrazia e del diffuso benessere, negativamente perche’ vi e’ un processo di appiattimento della psiche e di condizionamento della liberta’ di scelta e opinione.Le cause principali di questo fenomeno sono individuabili nel sistema totalitario delle comunicazioni, i cosiddetti ‘mass media’, controllato da pochi personaggi di spicco che, manipolando intimi conoscenti, giornalisti e conduttori televisivi, riescono a imporre tutto cio’ che porta loro vantaggio. Questo sistema e’ talmente forte che ogni tentativo di opporsi a questa compagine, dando l’opportunita’ di aprirsi alla liberta’ di pensiero e di parola, e’ stato annientato -esempio tangibile e’ la chiusura o la censura di svariati programmi indipendenti che tendono a separarsi da questa malsana struttura ‘oligarchica’­.Ma quali sono gli effetti della diffusione dei mezzi di comunicazione? Oggi, i mass media permettono alla maggior parte delle persone di avere accesso a una fonte primaria di notizie e di informazioni che, pero’, sono contaminate, incomplete, e talvolta inattendibili, a tal punto da conformare gli atteggiamenti, le opinioni, i valori e i prototipi di comportamento della massa. La ‘scatola’ puo’ anche danneggiare le nostre personalita’ che, diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti, mandando in onda reality show e quiz televisivi, trasmettendo pubblicita’ profittatrici che inducono al consumismo, esaltando false visioni della vita, contribuisce a inculcare il relativismo morale e a incrementare e il conformismo.Spesso, dunque, gli individui si trovano a subire delle pressioni provenienti da altri, che spingono loro a uniformarsi ad alcune idee. Ora, se in taluni casi l’influenza e’ reciproca, dando luogo cosi ad una molteplicita’ di fonti e di bersagli influenzabili, altre volte, invece, puo’ verificarsi che l’influenza si manifesti in una sola direzione: quella espressa dalla maggioranza.E’ necessario percio’ lottare contro la privatizzazione e la mercificazione dell’informazione, avviando una ‘insurrezione’ di coscienza che riesca a porre alla ribalta il problema’. Ecco perche’, occorre arrivare ad una conseguenza istituzionale, magari formando un comitato di ‘mediaetica’ incaricato di vegliare sul sistema e difendere i valori fondamentali dell’etica. Piu’ etica puo’ significare anche piu’ affari, laddove si giunga ad un lavoro basato su piu’ verita’ dei fatti, piu’ qualita’ dell’informazione, piu’ cultura, in un sistema mediatico dominato dalle immagini e percio’ frammentato e bisognoso di approfondimenti di qualita’.L’informazione, oggi, significa ‘potere’. Una volta poteva anche assumere il senso di ‘verita”, intesa non come assoluta oggettivita’ (quasi impossibile da praticare), bensi come ricerca dettagliata dei fatti, scevra da pressioni dei vari poteri forti. Informare deve essere un’operazione di onesta’. Cio’ non significa che non dobbiamo essere sempre piu’ esigenti nella ricerca della verita’ dei fatti. Dobbiamo renderci conto del potere della verita’: una volta detta, difficilmente puo’ essere distrutta.Atal proposito citiamo il testamento morale di Steve Jobs:’Il vostro tempo e’ limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non crediate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno gia’ cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto e’ secondario’. (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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