(Fonte: znetitaly.altervista.org)
L’America si prende cura di voi – fino a quando iniziate a fare domande
Di Gary Younge
13 agosto 2013
Quando Ray Kelly, l’uomo che Barack Obama sta attualmente considerando di mettere a capo della sicurezza nazionale, era il capo della polizia della Citta’ di New York, presumibilmente seguiva la politica di terrorizzare i quartieri abitati da persone di colore e di origini latino-americane (chiamati anche Ispanici).
In una udienza tenuta in primavera per le politiche chiamate (“stop-and-frisk) fermate-e-perquisisite e’ sentito Kelly dire al senatore dello Stato di New York, Eric Adams che “prendeva di mira e sin concentrava su [i giovani neri e ispanici] perche’ voleva istillare in loro la paura, ogni volta che uscivano di casa, che potevano essere nel mirino della polizia”. Nell’udienza si e’ anche sentita una registrazione segreta del vice ispettore del South Bronx, Christopher McCormack, che diceva a un suo subordinato di fermare “le persone giuste al momento giusto, nel posto giusto”, e di concentrare le azioni di fermate-e-perquisite sui “maschi di colore” di eta’ compresa tra in 14 e i 21 anni.
Una decisione sulla costituzionalita’ delle procedure di fermte-e-perquisite si aspetta da un momento all’altro e segnera’ la piu’ recente di queste in un’estate di resa dei conti legale che hanno mostrato sia il potere che la parzialita’ dello stato americano. Molti che in precedenza hanno compreso che il sistema legale e coloro che lo attuano per essere arbitri della giustizia spassionati che operano nell’interesse della societa’ nel suo complesso, sono stati costretti a rivalutare le loro supposizioni.
Prima e’ arrivato il processo a Bradley Manning, imputato in un tribunale militare di “aver aiutato il nemico” consegnando dispacci diplomatici e altre informazioni riservate di tipo militare a WikiLeaks. Poi c’e’ stata la caccia all’uomo per Edward Snowden, l’ex collaboratore dell’ Agenzia Nazionale per la Sicurezza (NSA), che ha fatto trapelare prove di spionaggio massiccio. Piu’ di recente c’e’ stato il processo a George Zimmerman, la guardia di quartiere della Florida che ha seguito Trayvon Martin, un adolescente di colore non armato e lo ha ucciso dopo che Martin lo aveva affrontato. Presto verra’ il verdetto su fermate-e-perquisite.
Ognuno e’ chiaramente un caso a se’, con le sue proprie dinamiche, risultati e i fatti concreti. Ci sono molti che saranno a favore del procedimento legale in un caso, ma non in un altro. Il punto e’ che i vari casi non pongono identici problemi.
E tuttavia, con tutte le loro evidenti differenze, condividono alcune caratteristiche fondamentali: ognuno, a suo modo, solleva domande fondamentali sulla funzione e lo scopo dello stato americano, le basi morali del sistema legale su cui e’ fondato, e il grado in cui la legge e’ destinata a operare a favore o contro le persone in nome delle quali opera. In ogni caso, in modi diversi, le seguenti domande diventano serie: verso chi e’ responsabile lo stato? Chi si pensa che debba proteggere? Manning e’ stato condannato a 90 anni, (invece che a 136) dopo che l’accusa di “aver aiutato il nemico” e’ caduta; Zimmerman e’ stato assolto, a Snowden e’ stato garantito asilo politico in Russia dopo che gli e’ stato revocato il suo passaporto statunitense, lasciandolo rintanato nell’aeroporto di Mosca per settimane cercando di evitare l’estradizione.
Il caso di Snowden e’ il piu’ eclatante. Il governo insiste che la massiccia raccolta di dati sulle telefonate telefoni e la sorveglianza delle comunicazioni via internet – molte delle quali sono supervisionate da una corte che pochi sapevano esistesse e che opera in segreto – sono essenziali per la sicurezza delle persone. Quando gli sono state fatte domande sull’esistenza di questo tipo di sorveglianza, chi era incaricato di questa hanno mentito “per ragioni di sicurezza”. Se la gente avesse saputo si sarebbe preoccupata, e’ stata la spiegazione, sono piu’ al sicuro nella loro ignoranza. Fidatevi di noi e andate avanti; non c’e’ nulla da vedere. Per dirla francamente, agli americani e’ stato detto che sono stati spiati e male informati per il loro bene, riducendoli contemporaneamente allo stato infantile e criminalizzandoli.
L’assoluzione di Zimmerman e’ la piu’ ardua perche’ e’ stato chiaramente il sistema giudiziario che ha operato come dovrebbe, completo di processo con giuria trasmesso in diretta televisiva. L’assoluzione motivata dall’autodifesa significa essenzialmente che un ragazzo disarmato non ha alcuna protezione legale contro un uomo armato che, ignorando il consiglio della polizia, decide di seguirlo di ucciderlo con un’arma da fuoco. In tale situazione l’insistenza che la giuria ha fedelmente difeso la legge, non e’ confortante, ma profondamente preoccupante. Conferma infatti il sospetto che la legge e’ profondamente selettiva riguardo a chi cerca di proteggere e di perseguire.
Il caso di fermate-e-perquisite mescola la logica paternalistica della NSA con la cruda strategia di “sorveglianza” di Zimmerman. La difesa del Dipartimento di polizia di New York e’ stata che e’ nel miglior interesse delle persone che vivono in certi quartieri che venga sistematicamente tracciato il profilo dei loro figli, amanti e padri e che vengano sistematicamente non molestati. Tra le registrazioni c’e’ quella di McCormack che dice anche: “Il 99% delle persone di questa comunita’ sono individui ottimi che meritano di andare a piedi al treno, alla loro macchina, al supermercato, senza diventare vittime della criminalita’.” I difensori di Ray Kelly dicono che lui si riferiva in generale alla sorveglianza di aree ad alto tasso di criminalita’. Questa e’ la loro difesa: dobbiamo terrorizzare il villaggio allo scopo di salvarlo.
Coloro che difendono questa versione dello stato onnipotente e che si prende cura di tutti, hanno poca scelta, tranne che demonizzare quelli che vi si oppongono. Assumono i loro poteri in base al fatto che sono qualificati piu’ di tutti a sapere che cosa e’ meglio per il pubblico, anche quando il pubblico la pensa in maniera diversa. Coloro che sfidano una tale arroganza sono trattati severamente. Il nemico nello scandalo della NSA non sono quelli che vi spiano e che mentono su questo, ma quello che ve lo rivela. Il criminale, nel caso Manning, non sono i soldati che uccidono civili innocenti e ridono di questo, o i politici che li mandano in guerra, ma il giovane uomo che rivela i loro crimini.
Lo stato ha ragione ad essere preoccupato. Infatti mentre ha accumulato potere, non e’ riuscito a guadagnare l’influenza per sostenerlo o per giustificarlo. Manning ha detto che sperava che rivelando i dispacci avrebbe suscitato “discussioni a livello mondiale, dibattiti e riforme.” Le notizie che ha fatto trapelare hanno informato la Primavera Araba, rivelando la venalita’ dei loro leader e la complicita’ degli Stati Uniti.
Quando e’ venuto fuori che Snowden era una talpa, ha detto che il suo piu’ grande timore era che “nulla cambiera’”. Mentre Obama si accinge a riformare modestamente la NSA, il pubblico che egli sostiene di proteggere, mostra crescente appoggio per Snowden. Ne’ il governo ne’ la magistratura sono stati in grado di citare un singolo esempio credibile di come la sua segretezza, incuria, inganno o persecuzione in questi casi abbia mai protetto qualcuno o qualche cosa. Quando insistono che tali misure sono fondamentali per la sicurezza, essi evidentemente intendono la sicurezza dello stato, non delle persone ci vivono.
In seguito all’assoluzione di Zimmeman, Obama e’ stato ansioso di far notare che “l’America e’ una nazione di leggi”. Nessuno ne dubita. Quello che e’ meno chiaro e’ se e’ una nazione di giustizia.
nella foto:protesta contro stop-and-frisk e contro la schedatura in base alla razza
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza e’ vivo
www.znetitaly.org
Fonte:http://www.zcommunications.org/america-cares-for-you-until-you-start-asking-questions-by-gary-younge
Originale: The Guardian
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY – NC-SA 3.0
(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)
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