Trattativa Stato-mafia, fin dai tempi del bandito Giuliano

velenato in carcere, come da copione, per impedirgli di parlare. E’ la tragica fine di Gaspare Pisciotta, noto come il luogotenente infedele di Salvatore Giuliano, rievocata nel film di Francesco Rosi del 1962. La tesi: Pisciotta fu assassinato per evitare che raccontasse la verita’, smentendo la versione ufficiale. Ovvero: Giuliano non cadde in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine, ma fu venduto, tradito e giustiziato in un vero e proprio agguato. Sicuri? No, non piu’. Perche’ Pisciotta forse custodiva altri segreti, ancora peggiori. Per esempio: e’ possibile che a cadere nell’imboscata di Castelvetrano, 5 luglio 1950, non sia stato Salvatore Giuliano, ma un suo sosia. Il vero Giuliano non e’ morto quella notte in provincia di Trapani, ma e’ riparato negli Usa sotto falso nome? Se fosse ancora vivo, oggi avrebbe 90 anni. Fantasma scomodo, quello del bandito di Montelepre. Autore del massacro di Portella della Ginestra, la madre di tutte le stragi: all’origine di quello che oggi si chiama trattativa Stato-mafia. Obiettivo: strategia della tensione, per condizionare la democrazia. (continua…) (Approfondisci la notizia su: http://www.libreidee.org)

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