(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Dopo il decreto del governo gli impianti tornano ai Riva, ovvero agli indagati per disastro ambientale. Tutto come sempre, anche la morte.
Sono passate poche ora da quando Tonia Marsella, cittadina di Taranto e madre di un bambino malato di cancro ha scritto al presidente Napolitano una lettera durissima: “Avevo davvero riposto in Lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in Lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la Vita e non la morte.. E invece ha firmato la nostra condanna”.
La signora Marsella continuava: “A Taranto c’e’ un’ordinanza del sindaco che vieta il pascolo entro un raggio di non meno di 20 km attorno all’area industriale…ma in quei 20 km noi ci viviamo! Vivono i nostri bambini!! Le pecore e le capre sono state uccise…ora lo Stato uccide anche noi…per decreto!!! Ho bisogno di sapere da Lei, signor presidente, cos’hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri. Perche’ li l’area a caldo e’ stata CHIUSA, in quanto incompatibile con la citta’, e la produzione spostata a Taranto? Chi ha compiuto il “miracolo” rendendola “compatibile”?!”.
Infine, la mamma della citta’ devastata dall’inquinamento industriale concludeva: “Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce. Dica alle loro mamme che la malattia e la morte del figlio e’ necessaria altrimenti cala il PIL!!! Una pagina vergognosa e vigliacca della storia di questa nazione e’ stata scritta oggi..e porta la sua firma! Ora le auguro buona notte, presidente..ma non so se e come riuscira’ a dormire…e se ci riuscira’ allora si preoccupi, perche’ temo che ha barattato la sua coscienza col vile denaro”.
In nome del lavoro che uccide, con l’accordo dei sindacati e nel silenzio dei partiti, la Procura del capoluogo jonico ha precisato ieri: “Non e’ da considerare un dissequestro degli impianti il provvedimento della Procura di Taranto che oggi, in attuazione del decreto legge del 3 dicembre scorso, ha disposto la reimmissione in possesso dell’azienda degli impianti dell’area a caldo sequestrati il 26 luglio 2012″.
Taranto e’ comunque in ginocchio. Ieri solo un centinaio di ambientalisti ha manifestato per protestare contro il decreto.
Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sostenuto: “E’ una cosa assolutamente normale, va bene. I magistrati stanno applicando la norma, non c’e’ nulla di straordinario”. Ed ancora, con singolare veemenza il rappresentante del governo ha aggiunto: “La legge e’ quella pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale. E deve essere rispettata da tutti. Se qualcuno non vuole rispettarla, non e’ questione di cui debba occuparmi io. La mia preoccupazione e’ di far partire l’azione di risanamento ambientale dell’Ilva. E mi auguro che nessuno si opponga”.
Immediata la risposta dei vertici dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, Anna Canepa e Maurizio Carbone: “Vogliamo credere che l’invito a rispettare la legge fosse rivolto non ai magistrati, che rispettano e fanno rispettare le leggi, ma a coloro che non le hanno rispettate”.
Inqualificabili le considerazioni del leader dei metalmeccanici della Fiom, Landini: “Ci auguriamo che gli investimenti per l’Ilva vengano fatti perche’ e’ importante che la siderurgia resti in Italia”.
Con un cinico manicheismo il sindacalista ha sostenuto: “Siamo sempre stati dalla parte della difesa del lavoro e della salute. Il problema non e’ da che parte stare, ma che si facciano gli investimenti”.
Da Wikipedia: “…Per cio’ che riguarda la perizia epidemiologica, i periti nominati della Procura di Taranto hanno quantificato, per tutte le cause di morte, nei sette anni considerati: un totale di 11 550 morti, con una media di 1650 morti all’anno, soprattutto per cause cardiovascolari e respiratorie; un totale di 26 999 ricoveri, con una media di 3 857 ricoveri all’anno, soprattutto per cause cardiache, respiratorie, e cerebrovascolari. Di questi, considerando solo i quartieri Tamburi e Borgo, i piu’ vicini alla zona industriale: un totale di 637 morti, in media 91 morti all’anno, e’ attribuibile ai superamenti dei limiti di PM10 di 20 microgrammi a metro cubo (valore consigliato OMS) (rispetto al limite di legge italiana/europea di 40 microgrammi a metro cubo Particolato il valore attribuibile e’ praticamente nullo); un totale di 4 536 ricoveri, una media di 648 ricoveri all’anno, solo per malattie cardiache e malattie respiratorie, sempre attribuibili ai suddetti superamenti. Secondo i periti nominati dalla procura, la situazione sanitaria a Taranto e’ molto critica, anzi unica in Italia. Gran parte delle sostanze rilevate nella perizia sulle emissioni sono state poi considerate in quella epidemiologica come “di interesse sanitario”. Gli inquinanti sono in concentrazioni piu’ elevate nei quartieri in prossimita’ dell’impianto. Le stesse concentrazioni variano nel tempo e dipendono dalla direzione del vento”.
Nel silenzio agghiacciante dei partiti, Pd compreso, solo il radicale Pannella ha sentito il dovere di parlare: “Non vorrei che si consideri come ormai fatto compiuto ed indiscutibile la decisione del governo, con il beneplacito immediato del Presidente Napolitano, sull’Ilva e sulla magistratura di Taranto, sui suoi atti e sulle sue decisioni. Vorrei che non venga ritenuto fatto normale ed accettabile. E al limite, come invece io penso, venga considerata una decisione eversiva, anche se vede il massimo magistrato dello Stato troppo esposto. Mi auguro che su questo si manifesti un dibattito e una presa di coscienza”.
Da ieri tutto e’ tornato come sempre e si attende ‘il risanamento’.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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