Occorre tornare ai biglietti di stato, lo spauracchio del rischio inflazione e’ stato smontato dal vecchio Chicago plan rivalutato negli USA persino dal FMI (vedi articoli sotto)
Non e’ una manifestazione esattamente organizzata dagli indignados, sembra non portare alcuna etichetta la protesta che dopo le 21, ora prestabilita per la fine del corteo, si e’ estesa attorno al Parlamento a Madrid, fino a dopo la mezzanotte, ieri 25 settembre 2012.
La piazza era gremita, dicono 6000 persone, ma dalle immagini si direbbe molte di piu’, e in questo assomiglia alle tante altre piazze del Mediterraneo dove ultimamente la gente senza voce urla regolarmente, sulla sponda settentrionale contro la democratura dell’usura (Spagna, Grecia, Portogallo, i Forconi in Italia), sulla sponda meridionale a favore del “dittatore” designato di turno dall’usurocrazia internazionale, designato per farlo fuori, quella stessa che ci ha imposto in puro stile dittatoriale la Monti-nomics. Bombe ai derivati, bombe tout court, o proiettili di gomma come ieri sera a Madrid, aggressioni sono, violenza, prepotenza, in poche parole la democratura all’attacco dei popoli, in particolare del Mediterraneo.

Non e’ degli indignados, avrebbe avuto la ribalta sulla nostra stampa, e’ invece la manifestazione dei desesperados, quella di ieri sera a Madrid, del popolo disperato che scende in piazza contro le misure di austerita’ del governo, e che ne chiede le dimissioni.
Massimo dei paradossi, il popolo spagnolo chiede le dimissioni del suo governo eletto, mentre il popolo italiano cui e’ stata imposta direttamente la dittatura dal Bilderberg/Goldman Sachs, se ne sta all’ignaro di quello che sta succedendo in un popolo compagno di sventura di Spread e PIIGS, fratello per latinita’ e ubicazione geografica. Neanche abbiamo piu’ la forza di chiedere niente. Non per niente ci nascondono la notizia, la minimizzano – 3 paragrafi sul Giornale a pag. 21 e 2 paragrafi sul Corriere, qualche paragrafo sulla Stampa, in una paginetta in fondo: per evitare l’effetto contagio. Ma sulla rassegna stampa della Camera, solo l’articoletto del Giornale…I deputati soprattutto non devono sapere?

Numerosi scontri con la polizia, si parla di 26 arresti, ma forse di piu’, decine di feriti: un uomo in mutande si aggira con una scritta davanti ai poliziotti inebetiti, “questa e’ la Madrid disperata”. Un cartello dice: “Spagna in svendita”. Un altro dice: “Banchieri e politici al fresco: rubano i nostri soldi”.

Poi verso le 21 un uomo prende il microfono e dice testuale: “Da dove vengono i soldi?? Niente, se li inventano e poi ce li prestano, con gli interessi.” (L’ho sentito con le mie orecche, meno male che ho studiato lo spagnolo).
Il segreto di pulcinella apparentemente e’ oramai di dominio pubblico, come un virus e’ uscito dal net e infuoca le folle. Solo alcuni, impediti?, ci sono o ci fanno?, si chiedono ancora cos’e’ che non vada nel pacchetto/soluzione Barnard/MMT e continua imperterrito a chiedermi: ma non c’e’ rischio di inflazione in caso di stampa moneta popolare?
No, non c’e’ rischio, lo dice persino l’FMI rispolverando il vecchio Piano Chicago degli anni 30, che doveva servire a risolvere la Grande Depressione e che alcune forze politiche vogliono applicare oggi (vedi articolo sotto).
E si, la soluzione c’e’: ritornare ai biglietti di Stato, come dice cosi bene Marco Saba in questo articolo (vedi sotto). Applicando il Piano Chicago, si sarebbe evitata la Grande Depressione, altro che la politica rooseveltiana della spesa dello Stato senza specificare chi e come si emette la moneta!!
Quegli imbroglioni della MMT, la chiamano sovranita’ monetaria, ma non lo e’: e’ semplicemente una BC privata che compra direttamente i titoli di Stato senza necessita’ del mercato/monopolio delle banche dealer. Ma fino a quando ci sara’ scambio di moneta e titoli di Stato nell’emissione stessa della moneta, per lo Stato ci sara’ rendita da pagare ai privati banchieri e indebitamento del popolo.
Perche’ la sovranita’ monetaria vera e’ quella per cui Moro e Kennedy furono uccisi, altro che mafia, fu bankenstein: emissione di biglietti di Stato alla stregua delle monete metalliche, con rendita monetaria senza interessi direttamente allo Stato, senza scambio con i titoli del debito, che come indica la parola, indebitano, e non solo per gli interessi, come affermano imperterriti i negazionisti, ma per l’intero valore nominale della moneta emessa, visto che la BC – per mezzo delle banche dealer – ce la presta tutta…/p>
Nicoletta Forcheri
Altri link: http://rt.com/news/spain-protests-parliament-crisis-942/
Occorre tornare ai biglietti di Stato
Pubblicato il 15 Marzo 2012 * Articolo di Marco Saba
Se recuperassimo l’idea di Aldo Moro di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiedere banconote in prestito via Bankitalia-Bce, potremmo non soltanto assolvere i vari bisogni del popolo italiano, ma anche varare un bel corso gratuito di criminologia monetaria e bancaria.
Fu infatti cosi che i governi Moro finanziarono le spese statali, per circa 500 miliardi di lire degli anni ’60 e ’70, attraverso l’emissione di cartamoneta da 500 lire biglietto di stato a corso legale (emissioni Aretusa e Mercurio). La prima emissione fu normata con i DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie Aretusa, (Legge 31-05-1966). La seconda emissione fu regolata con il DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2 aprile 1979.
Questa moneta di stato tra l’altro aveva l’importante funzione di immettere denaro senza debito che rendeva solvibile – almeno in parte – il sistema usuraio poiche’ serviva per pagare gli interessi per i quali il sistema bancario NON emetteva moneta e strozzava il paese (come invece ora fa). L’idea era stata copiata dal periodo fascista in cui tante opere pubbliche vennero finanziate a questo modo. Mentre l’analoga operazione di emettere Am-Lire da parte degli occupanti alleati fu una vera e propria opera di falsari che imposero la loro moneta a suon di bombardamenti addebitandola per lo piu’ a debito pubblico (una perdita di circa 300 miliardi di lire dell’epoca 1943-1952, oltre a tutti i beni di cui si erano appropriati con questo denaro falso). Fu Giovanni Leone a firmare l’ultimo DPR con cui si emettevano le 500 lire. Sia Moro che Leone non ebbero gran fortuna e sappiamo come vennero ringraziati da Bankenstein…Ma ora c’e’ internet, ora sarebbe molto piu’ facile impedire la reazione della bancocrazia totalitaria diffondendo la conoscenza della materia. Infatti, col senno di poi, non e’ difficile capire a cosa doveva portare il disegno del terrorismo nel nostro paese: gli anni di piombo si chiusero con due stragi nell’anno del Trattato di Maastricht, il 1992…Questo trattato e’ un papello tra Stati e banchieri mannari, il cui risultato oggi e’ sotto gli occhi di tutti. Ci ha portato al golpe morbido del governo Monti…br /> Comunque, in seguito all’assassinio di Moro e alle dimissioni anticipate di Leone, l’Italia smise di emettere cartamoneta di Stato. La bancocrazia ci aveva anche provato prima a ricattare lo Stato, emettendo i famosi miniassegni per erodere il signoraggio che lo stato guadagnava con la propria moneta, ma poi, non essendo la misura sufficiente, ricorsero ai mitra e bombe. Ricordatevi che il terrorismo in Italia inizia con due attentati dinamitardi negli anni ’60 contro due banche di Stato (all’epoca): Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano e BNL a Roma…Oggi lo Stato guadagna decisamente spiccioli con il conio delle monetine, dove i margini e la quantita’ di signoraggio sono niente rispetto all’emissione di cartamoneta e denaro virtuale, proprio una mancia per salvare le apparenze. Dobbiamo proporre di introdurre con vigore una cartamoneta complementare nazionale chiamata Biglietto di stato, con cui soddisfare i bisogni interni del paese. Questa cartamoneta non influirebbe sui parametri di Francoforte, non creerebbe debito e darebbe la liberta’ al paese di soddisfare tutte le esigenze di base della cittadinanza. La Moro-nomics e’ un’alternativa degna di essere seriamente presa in considerazione.
Marco Saba, marzo 2012
FMI SMONTA LO SPAURACCHIO DEL RISCHIO INFLAZIONE IN CASO DI STAMPA MONETA IN MANO ALLO STATO
Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.it
Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com
Il Chicago Plan era stato previsto e promosso dai nostri migliori economisti negli anni ’30 (Henry Simons, Irvin Fischer, Doulas et al) per tirar fuori la nazione dalla Grande Depressione. Prevedeva di nazionalizzare il sistema privato della Federal Reserve; di attribuire la facolta’ di creare l’offerta monetaria unicamente al governo e di eliminare definitivamente la cosiddetta riserva frazionaria. E’ il modello del deputato attuale Dennis Kucinich NEED Act (National Emergency Employment Defense Act ” Atto di emergenza nazionale per la tutela del lavoro) introdotto attualmente al Congresso con il nome “HR 2990.”
Kumhof presenta i risultati dello studio all’8° Conferenza dell’Istituto Monetario americano, presso il centro dell’Universita’ di Chicago alle 9,30 venerdi 21 settembre 2012.
Lo studio conclude che :
Il Piano Chicago potrebbe notevolmente ridurre il ciclo di volatilita’ del business causato dai rapidi mutamenti negli atteggiamenti bancari nei confronti del rischio al credito, eliminerebbe rischi di corse agli sportelli e provocherebbe la riduzione immediata ed estesa dei livelli di indebitamento sia nel pubblico che nel privato. Nel privato, emettendo moneta statale, che rappresenti valore nel commonwealth [o una determinata comunita’, Ndtr] e non debito, che e’ il principale valore liquido dell’economia attuale, mentre le banche si concentrerebbero sulla loro forza, sull’ampliamento del credito ai progetti di investimento che richiedono un controllo e una perizia nella gestione del rischio…Questa abilita’ a generare e a vivere con un tasso stabile di inflazione pari a zero e’ un grosso risultato perche’ risponde alla dichiarazione confusa degli oppositori della stampa moneta in monopolio pubblico esclusivo, cioe’ che tale sistema causerebbe alti tassi d’inflazione. Non vi e’ nulla nel nostro contesto teorico che possa dimostrare tale affermazione e, come visto alla Sezione II, anche nella storia monetaria delle societa’ antiche e delle nazioni occidentali vi sono pochissimi elementi per avvalorarla.
Madrid: assedio del parlamento in diretta.
Non vi preoccupate e non spaventatevi, siamo in Spagna, mica in Italia. Continuate a stare comodamente seduti dietro la tastiera, lamentatevi sempre, sbraitate comunque, imprecate piove: governo ladro ma, mi raccomando, non muovetevi dai vostri rifugi.
Potrebbero cambiare le cose, in Italia.
Articolo di Claudio Marconi

Segui la diretta. Madrid invasa dai manifestanti. Vogliono le dimissioni del governo, lo scioglimento del Parlamento e la creazione di un’assemblea costituente con una legge elettorale proporzionale. Media e classe politica li accusano di golpismo. Citta’ blindata.
17:00: Prosegue l’assemblea in Piazza del Nettuno. Megafono alla mano un attivista ha gridato: abbiamo molta piu’ paura del mondo che ci aspetta che della strategia della Polizia.
16.40: In tutte le piazze del centro di Madrid sono in svolgimento assemblee popolari con la partecipazione di migliaia di persone. Molto grande quella in atto in Plaza de Espau±a de Madrid, un’altra e’ in corso nel paseo del Prado.
16.35: Riferisce il quotidiano Publico che la Polizia sta identificando vari manifestanti nella stazione di Atocha. Un gruppo di attivisti del movimento ’15 M’ di Malaga sono stati fermati e identificati addirittura due volte, la prima volta sono stati fatti scendere da un autobus e la seconda volta bloccati in piazza.
16.30: Durante un suo intervento all’interno del Parlamento, la portavoce del Partito Socialista (l’opposizione) Soraya Rodruguez ha detto: Non ci piace vedere il Congresso come sta oggi. Capiamo il malessere di molti cittadini (¦). Sono molte le ragioni che li animano. Ma il Congresso e’ il luogo dove lavorano i rappresentanti del popolo legittimamente eletti.
16.20: Otto attivisti che partecipavano a un’assemblea di preparazione della mobilitazione, sono stati fermati venerdi scorsi e denunciati per un reato contro alti organismi della nazione, punibile fino a un anno di carcere. La delegata del governo (il prefetto) di Madrid, l’esponente del Partito Popolare Cristina Cifuentes, ha avvertito che non sara’ consentito in nessun modo ai manifestanti di circondare il Parlamento, perche’ sarebbe un reato, anche se ha ‘generosamente’ autorizzato vari concentramenti e marce, oltre a un’assemblea generale, distante della Camera Bassa.
16.15 – Il delegato del governo a Madrid, Cristina Cifuentes, ha affermato ieri che tra i manifestanti ci sono gruppi neonazisti. Una sua collega di partito, la segretaria del PP Marua Dolores de Cospedal, e’ tornata a paragonare la protesta odierna con il tentativo di colpo di stato militare del 23 Febbraio del 1981, quando i militari fecero irruzione in Parlamento per imporre una svolta a destra delle nuove istituzioni spagnole uscite dalla dittatura franchista (e ci riuscirono¦).
16.10: Mentre i manifestanti affluiscono a Madrid contro i nuovi tagli previsti da Rajoy ” 40 miliardi di euro ” l’agenzia di rating Standard eamp; Poor’s ha aumentato di otto decimi di punto le previsioni di recessione per la Spagna per il prossimo anno. Cio’ significa che e’ previsto che nel 2013 il Pil cadra’ dell’1,4% invece che dello 0,6% finora pronosticato.
Per molti oggi, in Spagna, e’ il 25S ( che sta semplicemente per 25 settembre), una giornata campale.
Avevano denominato la manifestazione di oggi a Madrid ‘Occupa il Congresso’. Poi media e destra spagnola avevano accusato gli organizzatori di minacciare le istituzioni democratiche e di avere nientemeno che intenti golpisti. E quindi, dopo giorni di dibattito anche aspro all’interno del vasto coordinamento che ha lanciato l’iniziativa di oggi pomeriggio nella capitale spagnola, lo slogan e’ diventato Circonda il Parlamento.
Mentre migliaia di cittadini sono gia’ scesi in strada in diversi punti della citta’ ed altrettanti stanno arrivando a Madrid dagli altri territori dello Stato Spagnolo, il governo di Rajoy ha promesso che forse aumentera’ un po’ le pensioni ma intanto ha mobilitato almeno 1350 poliziotti per circondare e difendere il Congresso, la Camera Bassa del Parlamento, ‘protetta’ da chilometri di transenne e di reti metalliche che impediscano ai manifestanti di avvicinarsi.
Ma i manifestanti sono determinati.
Alcuni gruppi politici e sociali hanno accettato malvolentieri il cambiamento di parola d’ordine e caldeggiano ancora un’occupazione, per quanto temporanea e simbolica, di un’istituzione considerata non l’organo che rappresenta la volonta’ popolare ma che esegue gli ordini delle banche e dei poteri forti spagnoli e dell’Unione Europea, scaricando i costi della crisi sulla povera gente, sulle masse popolari. Altri hanno intenti meno bellicosi e puntano ad una grande mobilitazione di massa pacifica e simbolica.
I manifestanti, chiamati in piazza dal movimento ’15M’ (i cosiddetti ‘indignados’), dalla piattaforma ‘En Pie!’ (in piedi) e da altri coordinamenti creati ad hoc, puntano il dito contro un sistema condizionato e costretto dai mercati, chiaramente insostenibile e chiedono al Governo di dimettersi, al Parlamento di sciogliersi e l’avvio di un processo Costituente con una legge elettorale proporzionale. Parole d’ordine radicali al di la’ di quali saranno i comportamenti concreti dei manifestanti, che hanno messo in serio allarme l’establishment e la stampa, che continuano ad accusare gli organizzatori di ‘golpismo’.
Tre cortei prenderanno il via da diversi punti della citta’ nel pomeriggio e si dirigeranno verso il Parlamento mentre e’ in corso una seduta plenaria sull’approvazione del bilancio statale preventivo per l’anno 2013. Essendo la Spagna paese altamente democratico, la legge vieta esplicitamente di manifestare vicino alla sede del Congresso quando vi sono riuniti i deputati. E cosi l’atteggiamento della Polizia mobilitata in forze e’ stato da subito assai duro: strade chiuse al traffico, blocchi improvvisi di autobus pieni di manifestanti con perquisizioni e sequestri di materiali (soprattutto telecamere e fotocamere), qualche fermo preventivo.
Ma la gente ” giovani, lavoratori, immigrati, sindacalisti e attivisti di alcuni partiti della sinistra radicale ” continua ad affluire nelle stazioni di Atocha e di Plaza de Espana, con l’intenzione di formare almeno una lunga e fitta catena umana intorno al Congresso a partire dalle 18. A quell’ora i tre cortei cominceranno a muoversi da Puerta del Sol e dalle Piazze Neptuno e Cibeles.
Le forze di sicurezza hanno stabilito vari filtri ” a volte veri e propri check point ” per evitare l’infiltrazione dei manifestanti in una enorme zona rossa attorno al palazzo del parlamento.
Fonte: lospecchiodelpensiero.wordpress.com
Tratto da: contropiano.org
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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