nque la Corte di Cassazione ha deciso e ora quel che gia’ sapevamo, nella accezione pasoliniana del termine, e’ verita’ giudiziaria. Molte sensazioni si rincorrono. Mi tornano alla mente le parole di Sepulveda il giorno dell’arresto del generale Pinochet: ‘Scrivo queste righe perche’ non so fare altro. Abbraccio mia moglie e tutti e due piangiamo. Piangiamo il pianto liberatorio di quanti non abbiamo mai dimenticato, di quelli che non hanno mai smesso di credere nel giorno della minima giustizia. Carmen ed io usciremo a fare una passeggiata, e sentiremo che la pioggia sui nostri volti comincia finalmente a lavare le vecchie ferite’. E’ questo il primo pensiero. La condanna non solo degli esecutori materiali del massacro della Diaz ma anche dei funzionari che hanno coordinato le operazioni e sono ricorsi al falso per giustificare la mattanza (continua…)
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