Se continuiamo a discutere solo di spread, di titoli pubblici e di bail out dalla mattina alla sera, la UE non fara’ un solo passo avanti. Gli incontri tra i cosiddetti leader sembrano revisioni contabili organizzate dalla BCE con la partecipazione delle agenzie di rating. Si parla solo di strumenti finanziari per evitare la crisi. I focolai, sempre piu’ frequenti, sono gestiti con l’ottica del qui e ora, del ‘doman non v’e’ certezza‘. Ieri il maxi prestito alle banche di mille miliardi di euro per l’acquisto dei titoli pubblici di Italia e Spagna. Oggi l’anti spread, che assomiglia a un nuovo prodotto antiparassitario, un DDT finanziario. Domani, forse l’eurobond e la perdita di ulteriore sovranita’ nazionale dei Pigs. E’ un pestare l’acqua nel mortaio. Reali politiche di sviluppo comuni e integrate europee non vengono messe in agenda. Eppure sono, insieme a una convergenza politica, l’unico motivo dello stare insieme. L’euro dovrebbe essere una conseguenza dell’esistenza della UE.
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