Era un perfetto sconosciuto fino a ieri, ma oggi il leader del partito Debout la Re’publique, e’ in corsa per l’Eliseo.
Articolo di Sebastiano Caputo * Rinascita
u tempo di elezioni in Europa. Dopo le votazioni in Spagna e in Russia, questa volta e’ l’Eliseo a doversi ridisegnare. Ma le presidenziali francesi faticano ad entusiasmare gli elettori malgrado la candidatura di alcuni volti nuovi. L’apatia di questi giorni di campagna elettorale certifica il dissenso crescente dei francesi contro un sistema, l’Umps (la destra, l’Ump, e la sinistra, il Ps), che s’incammina verso la sua dissoluzione.
Tanti sono i candidati che si dicono portatori di un progetto nuovo per la Francia, dal centrista Franu§ois Bayrou (Modem), allo pseudo-insurrezionalista Jean Luc Me’lenchon (Parti de Gauche), dal neo-gollista Nicolas Dupont-Aignan (Debout La Re’publique), alla presidentessa del Fronte Nazionale, Marine Le Pen. Tuttavia, se i primi due esponenti sono in fin dei conti considerati dei finti candidati anti-sistema, dato che hanno entrambi ricoperto cariche istituzionali negli anni passati ” come ministri, senatori o deputati ” gli altri due possono dirsi in qualche modo resistenti alla tirannia dell’Umps.
Se fino a pochi anni fa il Fronte Nazionale, fondato da Jean Marie Le Pen negli anni Settanta, era stata l’unica vera forza di opposizione popolare non essendo mai sceso a compromessi politici e istituzionali con i vecchi governi, adesso a fare muro c’e’ anche il partito neo-gollista De’bout la Re’publique ideato e presidiato da Nicolas Dupont-Aignan. I guardiani della pense’e unique l’hanno voluto oscurare in tutti modi. Da una parte perche’ propone le stesse soluzioni politiche per uscire dalla crisi economica e sociale di Marine Le Pen, candidata del Front National, e dall’altra perche’ Nicolas Dupont-Aignan e’ un dissidente dell’Union pour un Mouvement Populaire, il partito dell’attuale capo dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy. Attualmente, il leader di Debout la Re’publique ha un seggio al Parlamento con l’Ump, nonostante abbia abbandonato la destra liberale sei anni fa.
Il 28 novembre del 2004 era candidato per la presidenza dell’Ump, contro Nicolas Sarkozy e Chrisitine Boutin, ma ne usci sconfitto ottenendo il 9,7 per cento dei voti. Nel 2005, la maggioranza dei parlamentari si schiera a favore del Trattato di Lisbona, innescando la campagna referendaria per votare si alla Costituzione Europea (che alla fine sara’ bocciata dai francesi). Iniziano allora le prime fratture. Nicolas Dupont-Aignan accusa l’Ump di aver tradito i valori gollisti, ed e’ costretto a lasciare.
Decide infine di camminare con le sue gambe, e nel 2007 fonda il suo movimento politico Debout la Re’publique e oggi, nel 2012 e’ in corsa per l’Eliseo. Boicottato dai media ha tenuto duro e, se fino a ieri era un perfetto sconosciuto, il suo partito sale sempre di piu’ nelle intenzioni di voto dei francesi. Alcuni sondaggi lo accreditano addirittura al 5 per cento. Il suo programma elettorale si articola fondamentalmente su due punti focali, ovvero la riconquista della sovranita’ nazionale attraverso la rinegoziazione dei trattati che reggono la comunita’ europea e la nazionalizzazione della Banca di Francia. Nicolas Dupont-Aignan sostiene che l’Unione Europea sia una istituzione illegittima, che opera contro i popoli, sino a imporre personalita’ politiche non elette democraticamente.
Mentre nel suo trattato contro l’euro, intitolato L’arnaque du sie’cle (L’inganno del secolo), il leader neo-gollista spiega come la moneta unica sia l’artefice dell’esplosione dei debiti pubblici europei, poiche’ secondo l’articolo 123 del Trattato di Lisbona, ripreso dall’articolo 104 del Trattato di Maastricht, gli Stati non possono piu’ richiedere prestiti presso la loro Banca Centrale (con tassi d’interesse a 0 per cento o a poco piu’), ma devono fare domanda presso le banche private (i cosiddetti mercati finanziari) mediante tassi d’interesse colossali. Di conseguenza le politiche sociali e gli investimenti si estinguono, a discapito di una politica di risanamento del debito pubblico. Infatti nel saggio Dupont-Aignan spiega come un ritorno al franco ridurrebbe il deficita’ statale, rilanciando allo stesso tempo le politiche sociali e di conseguenza combattendo le delocalizzazioni, il declino demografico e le privatizzazioni. Non a caso Nicolas Dupont-Aignan ha recentemente attaccato in un discorso all’Assemblea Nazionale l’eurorapina architettata da Bruxelles, chiamata Esm, il cosiddetto Fondo Salva-Stati che ha come obiettivo quello di usurpare qualsiasi liberta’ e sovranita’ dei popoli e delle nazioni europee.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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