La libertà al pc..appunti sul software libero

L’utilizzo del pc è ormai cosa buona e giusta visto che non esiste ambito lavorativo in cui non sia presenta anche un solo pc. A volte questo rappresenta l’unico oggetto di lavoro di una persona, ciò che vede e tocca tutto il giorno. Ma un consumo consapevole in questo ambito è possibile? Ci risponde Alberto Arpaia, gestore del sito linuxitaliano.it e membro dell’associazione padovana faberlibertatis.org che proprio della diffusione e utilizzo del software libero anche all’interno di istituzioni.

“Spesso si sente parlare di Software Libero e magari anche di Gnu/Linux.
Ora come ora quella di scegliere questi software free per lavoro o per studio è scelta percorribile per la stragrande maggioranza dei casi.

Questo può valere anche in altri ambiti ma sicuramente le competenze richieste sarebbero superiori alla media e quindi sono gli stessi sviluppatori a sconsigliarne l’uso.
Le persone “normali” di solito quando devono acquistare un computer vanno in un centro commerciale o tuttalpiù, prima di acquistarlo, si fanno consigliare da un amico o un parente. Questo avviene perché  spesso esiste una diffusa ignoranza tra le persone “non addette ai lavori” riguardo a cosa sia l’informatica e cosa si può realmente fare con un computer. Per la maggioranza delle famiglie, il computer è una sorta di giocattolo che si deve comprare ai figli per effettuare le ricerche scolastiche (quando in realtà i figli lo chiedono soprattutto per giocare), o che serve per navigare in Internet, o per gestire il proprio conto in banca. Poi c’è l’enorme schiera degli scaricatori di musica, film e software pirata, che si affannano a scambiarsi centinaia di giga byte di dati per non dover pagare altrettante centinaia di euro nell’acquisto di musica, film o giochi. In realtà pochi avranno effettivamente il tempo di poter ascoltare interminabili ore di musica o vedersi dei film che spesso si sentono male o che devono cancellare perché invece del film scelto, hanno scaricato un titolo pornografico.

Le ragioni secondo molti esperti ma anche informartici appassionati del settore possono essere rintracciate sotto vari punti di vista. Il primo è sicuramente riconducibile allo scarso interesse della politica a tale riguardo che sembra disinteressarsi del tutto della questione visto che comunque anche all’interno della scuola pubblica non  viene insegnato l’uso consapevole degli strumenti informatici hardware e software.

Succede spesso infatti che i docenti non sono preparati a dovere e invece che vedere l’insegnamento come una missione di importanza vitale, antepongono i propri interessi alla vera ragione per cui sono pagati. Nelle scuole si dovrebbe prediligere l’uso di software libero smettendo di cedere alle frequenti offerte commerciali delle multinazionali di software che vincolano così la scuola a servirsi di un unico padrone, invece di sviluppare e formare anche localmente, personale in grado di riversare la propria conoscenza agli insegnanti e di conseguenza anche agli alunni. Da questo ne deriva che anche a casa poi i nostri figli sono indotti ad usare gli stessi prodotti che usano a scuola, ossia spesso strumenti non liberi.

I genitori, nella stragrande maggioranza dei casi ignorano il problema, accettando passivamente di usare questi prodotti perché a loro volta sono vittime della mancanza di tempo e di voglia di esaminare queste tematiche. Altro problema è l’Italia dei furbi. Alzi la mano chi non ha installato in maniera illegale un programma coperto da licenza proprietaria. Ottenere illegalmente il software è una pratica comune spesso tollerata dalla legge, e ancor di più da chi detiene i diritti di copia che salvaguardandoli appositamente in maniera poco efficace, ne favorisce la redistribuzione illegale. Vengono tollerate le copie non autorizzate e lo scambio addirittura di completi Sistemi Operativi e programmi del valore di migliaia di euro.

E intanto l’assuefazione al software dominante aumenta.

Del resto cosa dovrebbe fare un padre di famiglia a cui suo figlio chiede di usare anche a casa un programma (esempio autocad, photoshop ecc) del valore di centinaia di euro? … comprarlo? Ma no! è meglio rimediarlo da un amico, o peggio dal professore di suo figlio. Ecco che ignorando queste problematiche si ottiene un apparente beneficio economico e una sicura futura manipolazione. Invece non esiste solo il software proprietario anzi, le sue funzioni possono essere implementate e a volte interamente sostituite dal software libero.”
L’importante è saperlo.

Martina Celegato

per approfondimenti:

http://www.linuxitaliano.it

http://www.faberlibertatis.org

 

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