(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Il ministro dell’Istruzione Gelmini e’ una fan delle prove a quiz, anche se quasi tutti gli educatori le contestano. Ma si continua lo stesso.
Oggi i ragazzini di terza media sopportano le controverse prove Invalsi. Alle otto in tutte le scuole si aprono le buste e la prova parte alle 8,30. Ogni test dura 75 minuti.
I ragazzi si cimenteranno prima con la matematica e, dopo una pausa di 15 minuti, con l’italiano.
In piena epoca digitale, nel il primo esercizio e’ consentito l’uso del righello graduato, della squadra, del goniometro e del compasso, ma non quello della calcolatrice. Nel secondo non e’ consentito l’uso del vocabolario.
Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione e’ un Ente di ricerca incaricato tra l’altro di effettuare verifiche sulle conoscenze e abilita’ degli studenti e sulla qualita’ complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale ed e’ anche nel contesto dell’apprendimento permanente.
Come si legge sulla sua pagina on line, Invalsi “in particolare gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione ed e’ soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione che individua le priorita’ strategiche delle quali l’Istituto tiene conto per programmare la propria attivita’. La valutazione delle priorita’ tecnico-scientifiche e’ riservata all’Istituto”.
Il pediatra milanese Italo Farnetani ha commentato: “Cosi come sono disegnati, i test per gli alunni di terza media non permettono di scattare una fotografia oggettiva del livello dei ragazzi. Inoltre saranno favorite le piccole ‘allodole’, quei bambini che vanno a letto presto e si svegliano all’alba senza fatica, rispetto ai gufi, che alla mattina impiegano piu’ tempo per ‘carburare'”.
Il medico ha sostenuto che le prove dovrebbero essere “piu’ rispettose della cronobiologia e dunque dei ritmi naturali dei ragazzi”.
Per Farnetani “ormai grazie agli studi sappiamo che il momento in cui e’ piu’ attiva la memoria a breve termine, e dunque e’ piu’ opportuno programmare i compiti in classe, va dalle 11.00 alle 13.00. Fino alle 10.00, in media, l’alunno si sta ancora svegliando. Ebbene, lunedi i ragazzi si troveranno a iniziare alle 8.30 addirittura con i 75 minuti della prova di matematica, quella che richiede maggiormente il ricorso alle operazioni astratte. Invece se proprio si vuole iniziare presto, sarebbe meglio farlo con la prova di italiano”.
“Inoltre ormai e’ ben noto – ha insistito il pediatra – che due alunni su tre non fanno una prima colazione sufficiente. E lunedi, complice la paura, sicuramente mangeranno poco. Cosi si ritroveranno a fare il test senza ‘carburante’ per la mente. E senza neppure poter contare sul rinforzo garantito dallo spuntino di meta’ mattina”.
Per concludere lo specialista ha ricordato che l’organizzazione delle prove Invalsi “non e’ su misura per i ragazzi: occorrerebbe ritardare un po’ l’inizio dei test, o invertirli per consentire agli alunni di dare davvero il massimo”.
Tuttavia, i problemi sui test fortemente voluti dal ministro Gelmini, sono ancor piu’ gravi. Perche’ come molti hanno fatto notare non e’ possibile esprimere un giudizio serio su un adolescente valutando una prova cosi congegnata
Il dissesto della scuola nazionale peggiora.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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