[la prima parte e’ qui, la seconda qui, la terza qui, la Non ci si puo’ piu’ raccontare che tutto il lavoro e’ uguale.
E questo la crisi dell’economia ci vien in aiuto. Cosi da discernere cos’e’ etica e cosa non lo e’. Con questa crisi ormai di sistema non ci si puo’ piu’ raccontare che una laurea in scienze sopravvalutate con master in pubbliche relazioni valga piu’ di una laurea in medicina, cosi old economy. Con questa crisi ormai internazionale non ci si puo’ raccontare che se programmi un oroscopo erotico sei utile come chi fa il cibo che mangi. Mangiamo. Abbiamo vissuto tutti, negli ultimi 30 anni, un incubo immorale.
Un mostruoso abominio che ha divorato risorse in quantita’ pazzesche. Abbiamo permesso che si investissero milioni e milioni e milioni di denari per avere strumenti utili per sentire il nostro oroscopo erotico o sempre dal nostro smartphone la notizia che Clooney e la Canalis si sposano, mentre chi studia come curare la sclerosi multipla deve chiedere, nell’indifferenza piu’ che generale, l’elemosina? Un mostruoso abominio che ha divorato risorse in quantita’ pazzesche.
Perche’? Non per costruire il vestito che ti copre, ma per decidere come chiamarlo! Cioe’ un indecente, disgustoso, patetico show dell’inutilita’ umana ribattezzata ‘valore aggiunto’. Abbiamo vissuto uno show disumano nel quale un tizio che produce database puo’ comprare un Mig27 per hobby. Tutto questo e’ stato elevato a sistema, e solo una grossa crisi poteva riportare l’etica nell’economia. Perche’ chi, come molti, viene, seppur si e’ dimenticato, ha voluto dimenticare, da una famiglia proletaria (e no, non ci si deve vergognare di aver indossato i vestiti smessi dei vicini di casa) sa quanta etica ci sia nelle scelte che fai quando le risorse non bastano. Portare l’etica nei consumi significa portarla nell’economia intera.
E per portare l’etica nei consumi, qualcosa doveva cambiare.
Ancor oggi, ancor adesso molti dicono in peggio, ma sempre di piu’, domani, nel futuro, diranno ‘in meglio’. Un proletario sa quanto sia morale la scala dei valori che usi quando hai pochi soldi e devi decidere come spenderli. Cosi finalmente oggi possiamo dire che tutto va bene perche’ sentiamo, che ‘la moda’ e’ in crisi. Certo che e’ in crisi: un vestito non puo’ essere ‘da buttare’ perche’ e’ uscita la ‘nuova collezione primavera estate 2011’³.
Se e’ ancora integro e scalda ancora, e’ immorale buttarlo via. E oggi che mancano i soldi, la scelta morale e’ sempre piu’ obbligata. E l’immoralita’ ci si ritorce contro. Ci presenta il conto. Oggi che e’ piu’ difficile gettarlo via, e quindi non c’e’ piu’ bisogno di farne un altro, un consumo piu’ etico ci presenta la lettera di licenziamento che abbiamo sempre meritato.
Si sapeva benissimo che non ci fosse bisogno di attaccare una toppa, un fregio inutile con lo stemma di un battaglione di marines, sulla giacca di uno studente delle scuole medie: non e’ un soldato. Non ha bisogno di uniformi. E quindi neanche di stemmi. E neanche di ‘appartenenza’. Ha bisogno di una giacca.
Oggi, le famiglie hanno meno soldi. E l’unica toppa che guardano e’ quella col prezzo. E la nostra inutilita’ lavorativa ci si presenta di fronte. E noi da qui sebbene indicati come cinici, ne siamo felici. Insultateci pure. Dite quello che volete. Ma veder crollare, una ad una, tante PMI che producevano brand anziche’ prodotti, che producevano moda anziche’ vestiti, che producevano valore aggiunto anziche’ lavoro, per noi qua e’ un momento di festa. Continueremo a dire che tutto va meglio di prima proprio perche’ la pensiamo cosi. Diciamo esattamente quel che pensiamo. Non quel che piace sentirsi dire.
(Tratto da: http://www.finansol.it)
Be the first to comment on "Portare l’etica nei consumi significa portarla nell’economia intera (Etica ed economia: ultimo)"