Grillo: Siamo vivi. Sara’ vero?

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Il comico esulta dopo la sua Woodstock 5 stelle. Ma a Cesena e’ emerso un ribellismo senza passioni e senza idee. L’Italia del nulla che cerca se stessa e trova l’ennesimo Berlusconi mascherato.

Quando a poche decine di miglia da Manhattan, nello Stato di New York,  per la precisione a Bethel, un paesino nella contea di Sullivan a 69 km a sud-ovest di Woodstock, arrivarono centinaia di migliaia di ragazzi da tutti gli States, il mondo si accorse definitivamente che qualcosa doveva cambiare. Erano i giorni a cavallo del ferragosto del 1969 e l’esercito americano combatteva la guerra del Vietnam, che avrebbe causato la morte di 58.226 e il ferimento di 303.704 soldati statunitensi e l’uccisione di oltre un milione e mezzo di vietnamiti, in massima parte civili.

Nella conca naturale di Yasgur fu montato un palco, sulle colline circostanti l’ingegnere del suono Bill Hanley fece sistemare decine di amplificatori e lo show ebbe inizio.

Suonarono in quei tre giorni coloro che sono diventati storia della musica: Richie Havens, Swami Satchidananda, Country Joe McDonald, John Sebastian, Sweetwater, The Incredible String Band, Bert Sommer, Tim Hardin, Ravi Shankar, Melanie, Arlo Guthrie, Joan Baez, Quill, Keef,  Hartley Band, Carlos Santana, Canned Heat, Janis Joplin & The Kozmic Blues Band, Mountain, Sly & The Family Stone, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, The Who, Jefferson Airplane, Joe Cocker, The Grease Band, Ten Years After, The Band, Blood, Sweat & Tears, Johnny Winter, Crosby, Stills, Nash & Young, Paul Butterfield Blues Band, Sha-Na-Na, Jimi Hendrix con lo Gypsy Sun and Rainbows.

Il lungo elenco di quegli straordinari musicisti serve a capire quanto Woodstock sia stato un evento straordinario, unico ed irripetibile. Molto lontano dal meeting di Grillo.

Definito il contesto e’ interessante comprendere come lo ha descritto il suo organizzatore. Ha scritto il comico sul suo blog: “Siamo vivi, vivi! Siamo usciti dalle catacombe. Siamo sopra e oltre. Sopra al nulla della politica, oltre questa civilta’ basata sul denaro e sul consumismo. Sopra e oltre. Io ci credo, voi ci credete. La Rete ci ha unito. Possiamo cambiare la societa’, il mondo solo se lo vogliamo. Cosa abbiamo da perdere? Ognuno vale uno. Chiunque di voi puo’ fare la differenza, essere un leader. Ognuno e’ un leader se riesce a trasformare i suoi sogni in realta’. Oggi, qui, ci sono migliaia di ragazze e di ragazzi. Siete l’avanguardia di una Nuova Italia, un posto piu’ bello di questo, onesto, piu’ leggero, senza odi, senza mafie. Voi avete il vostro destino nelle mani, non fatevi comprare, non perdetevi dietro a falsi valori. Quando vi ricorderete di Woodstock, magari tra trent’anni, e vi domanderete cosa avete fatto per voi e per gli altri, che cosa vi risponderete? Cosa direte ai vostri figli? Potrete guardarvi allo specchio?”.

Il nuovo guru della politica italiana assomiglia in modo impressionante al Cavaliere. In un misto di invocazioni, promesse, frasi ad effetto ed auspici, il nuovo venditore del nulla ha esploso contro il cuore della democrazia italiana un nuovo proiettile, forse mortale.

La sua kermesse chiamata Woodstock, ma senza Jimi Endrix, Janis Joplin o The Who e con Francesco Baccini, Samuele Bersani o Daniele Silvestri ha lanciato la nuova bufala del millennio: tutti possono essere leader, esiste il mondo perfetto, quasi bello come quello dell’amore, la trovata del premier.

L’appuntamento, pero’, invece di riaccendere la passione per la politica ha acceso l’odio contro il “nulla della politica”.

Il grillismo, versione rivisitata del berlusconismo, ha ucciso Aristotele ancora una volta. Il filosofo greco, uno degli inventori della democrazia, pensava al contrario del comico che la politica fosse il fine della vita etica.

Per il Saggio ellenico l’essere umano e’ uno ‘zoo’n politiko’n’, un animale politico, che ha bisogno di pensare, vivere con gli altri nella citta’, confrontarsi, trovare accordi e disaccordi, decidere.

Ma Grillo non sa nulla di tutto questo. Ed infatti non distingue politica da partiti ed ideali da ideologie. Ed infatti l’imbonitore ha affermato: “Noi non siamo di destra ne’ di sinistra, siamo sopra, siamo andati oltre”.

La superiorita’ assunta come dogma, le proprie intuizioni considerate uniche e perfette, il confronto con gli altri abolito, trasformato in processo con connessa pena di morte per gli altri, per gli infedeli.

Cose non diverse dalle radici del regime berlusconiano. Con una sintesi finale spaventosa e preoccupante: “Vogliamo tutto e lo vogliamo subito. Cosa abbiamo da perdere?”.

Le migliaia di giovani andati al meeting organizzato dal comico poco o nulla sanno cosa sia combattere per degli ideali. Cittadini allevati nel deserto dell’era del Cavaliere e nella desolazione di una sinistra senza strategie e passioni.

Cosi il comico-imbonitore ha spazio per seminare, intercettando il disagio per il vivere di molti.

Nell’Italia delle tifoserie per i suoi seguaci Grillo e’ diventato intoccabile, come Berlusconi lo e’ per le sue truppe. Ma solo quando sara’ il nome di un’idea ad accendere i sogni (non come adesso i nomi di qualche furbacchione) vorra’ dire che il nostro Paese ha ritrovato il senno. Vecchie parole, come socialismo, laicita’, liberalismo, socialdemocrazia, comunismo o nuove parole che ancora non ci sono.

Discorsi difficili, troppo complicati. E’ piu’ facile urlare alla luna.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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