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Il best seller per finanzieri, banchieri, economisti e responsabili vari, ai vari livelli della gestione economica di quest’anno, come lettura rilassante per la pausa estiva e’ un volume del costo di 699 $ dal titolo ‘Dying of Money: Lessons of the Great German and American Inflations’, scritto da un certo Parsson diversi anni fa, sulla evoluzione che ha portato la repubblica di Weimar alla ormai famosa iperinflazione (e successivo evento del nazismo). Forse e’ sintomatico che proprio QUEL libro venga ricomprato e riletto con tanta foga dai maggiori responsabili economici, cosa che fa nascere un dubbio: ci saranno mica i sintomi di un ripetersi dell’evento, vero ? Da parte mia e’ un po’ di tempo che faccio presente che l’apparente paradosso :’ scarsa liquidita’ con eccesso di liquidita” e’ un paradosso solo per chi lo vuole considerare tale. Ed ora spiego il perche’.
Innanzitutto occorre ricordare come la massa monetaria utilizzabile sia una funzione della quantita’ di denaro, ma anche della velocita’ di circolazione. Se ogni persona spende nel giro di una settimana il denaro che guadagna ci saranno globalmente un certo numero di acquisti, ma se le persone accelerano e lo spendono in un giorno , il numero e valore di acquisti immediatamente verra’ moltiplicato per 7 esattamente come se fosse stata immessa una quantita’ di denaro pari a 6 volte quella esistente. E credo che questo concetto non sia difficile da capire, essendo i commercianti a loro volta datori di lavoro ma anche acquirenti.
Un’altra considerazione importante da fare e’ che la liquidita’ che crea l’eventuale percezione di inflazione, quindi perdita di valore del denaro stesso, e’ solo quella destinata all’acquisto dei beni di largo e comune consumo. Della serie che se aumenta il prezzo del pane o della pasta, si diffonde immediatamente la sensazione di un avvio dell’inflazione, ma se aumentano i valori di borsa ? no vero ? tutti felici e contenti anche se tali valori fanno riferimento ad aziende che non avrebbero proprio nulla da festeggiare, oppure se aumentano i valori dell’immobiliare, c’e’ forse chi la ritiene inflazione ? no vero ? tutti proprietari felici e contenti dell’aumento dei loro investimenti. Ma anche in questi settori, aumenti di prezzi significano aumento di denaro necessario a che si possano fare.
Ecco quindi che se la liquidita’ immessa dalle banche finisce ad aumentare i prezzi di questi beni, nessuno pensera’ all’inflazione, presente o anche solo possibile nel futuro. Solo tante persone contente di sentirsi un po’ piu’ ricche. Aggiungiamo il fatto che la presenza di un 15-20% di persone senza piu’ reddito o con reddito ridotto, calmierano i prezzi proprio di quei beni che diffondono l’eventuale percezione dell’inflazione. Se aumenta un po’ la pasta, ma questi poveracci sono costretti a limitarne gli acquisti, verra’ percepita la situazione che tali beni non possono aumentare di valore se non a scapito della quantita’ venduta, pertanto tenderanno a restare stabili. Ecco, questa e’ la fotografia dell’attuale equilibrio.
Supponiamo ora , che Dio non voglia, che accada qualcosa che renda inevitabile l’aumento del prezzo di tali beni. Tanto per essere ottimisti, pensiamo che gli incendi Russi non abbiano effetti sul raccolto del grano, e che la speculazione non si butti a pesce sui futures del grano stesso, cosa che potrebbe impennare il prezzo del grano. Ecco che questo potrebbe essere uno di quegli eventi che fanno deflagrare il tutto. Con la seguente sequenza. Rialzo sensibile del prezzo di tutti i derivati del grano : pane, pasta, ecc’. Enfasi e proteste di quel 15-20% di persone a bassissimo reddito. Contemporanea ricerca da parte degli altri di risorse per compensare tali aumenti. Diffondersi della percezione di forti aumenti sui generi di prima necessita’ con effetto moltiplicatore dato dai commercianti e di tutti coloro che possono scaricare immediatamente sui prezzi, i loro aumentati fabbisogni degli altri beni di prima necessita’. Corsa all’accaparramento, che diminuendo le disponibilita’ ne fa lievitare ulteriormente i prezzi. Quindi aumento della velocita’ di circolazione del denaro, con richiamo di denaro precedentemente parcheggiato in borsa o altri ‘investimenti’ per far fronte a tali nuove necessita’. Innesco quindi della spirale inflazionistica, super alimentata dalla grande massa di liquidita’ precedentemente ‘investita’ ed ora riversatasi sui beni di primaria necessita’. Ecco, questa e’ la dinamica di tale fenomeno, e come vedete i componenti sono oggi tutti presenti.
E quale sarebbe oggi, l’unico modo per scongiurare il pericolo ? Congelare o meglio, togliere definitivamente ricchezza e disponibilita’ da chi ne ha in eccesso, e la puo’ manovrare facilmente, con forti tassazioni sui capitali e sui redditi alti, creando un fondo per supplire al sostentamento di tutti coloro che ne hanno perso il mezzo. Cosa che ovviamente suona come un’eresia. Toccare i patrimoni ? giammai ! elevare le aliquote marginali sui redditi ? ma scherziamo ? bene, quindi aspettiamo, incrociamo le dita, e speriamo in bene ‘.. E intanto i nostri governanti giocano a chi ce l’ha piu’ lungo…. poi in autunno vedremo!
Auguri !
Andrea Mensa |
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