Metterci la faccia, contro le armi nucleari

ican_volunteer_1Una Convenzione per mettere al bando le armi nucleari: è quanto si propone la campagna mondiale ICAN (www.icanw.org), che per farlo lancia una raccolta di “firme” in video.
Sarà la più lunga catena di sant’Antonio di tutti i tempi, assicurano gli organizzatori. Visto che i 16 milioni di firme consegnati a New York lo scorso maggio, durante la quinquennale Conferenza di revisione sul Trattato di non proliferazione, non hanno sortito l’effetto desiderato, si passa a un coinvolgimento più totale, se possibile, anche per i firmatari. Chiamati a metterci la faccia oltre che il nome.

E’ così che le Campagne per la messa al bando delle armi chimiche e biologiche e quella per le mine antiuomo hanno avuto successo: cominciando dal basso, da una società civile sollecita e non demordente, capace di far leva sui governi. Lo stesso risultato che i referenti sperano per le armi nucleari.

La catena si chiama “Million Pleas”, un Milione di appelli, e avrà inizio giovedì 5 agosto, vigilia del 65° anniversario del lancio della bomba atomica a Hiroshima, il 6 agosto 1945. La staffetta si aprirà con una classe scolastica: i bambini, di Hiroshima, leggeranno una lettera ai governanti dei nove stati in possesso di armi nucleari; faranno seguito i “please” degli Hibakusha, i sopravvissuti alla tragedia. Quindi ciascuno potrà unire il proprio appello, anche da casa: basterà pronunciare “please” e in meno di due secondi ci si sarà uniti alla causa.

Durante le manifestazioni in memoria dei tristi anniversari di Hiroshima e Nagasaki, tra il 6 e il 9 agosto prossimi, in varie città italiane associazioni e movimenti per la pace saranno a disposizione per filmare gli aderenti all’appello.
Informazioni su www.millionpleas.com.

Cinzia Agostini

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