(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Una pattuglia di presunti ‘progressisti’ al centro del piu’ riuscito esempio di spazzatura televisiva.
Il critico televisivo de ‘Il Corriere della Sera’, Aldo Grasso, a proposito de ‘La Pupa ed il Secchione’, la trasmissione condotta da Enrico Papi e Paola Barale, ha sostenuto che quel programma e’ “l’ultima risorsa della famosa superiorita’ morale della sinistra, qui rappresentata dal capo progetto Simona Ercolani, da Claudio Sabelli Fioretti e dall’imbucata Alba Parietti”, che partecipano ad uno spettacolo del genere perche’ “il cinismo e’ la crudelta’ dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze”.
Simona Ercolani e’ la moglie di uno di quel gruppo di collaboratori che hanno contribuito in passato all’inizio della devastazione dell’immagine di Massimo D’Alema, Fabrizio Rondolino, ed e’ nota per aver prodotto ‘Sfide’ per Raitre.
Grazie a quel programma si e’ conquistata la fama di autrice di televisione di qualita’, anche se non si ricorda la sua ‘opera’ in altre pietre miliari del trash del piccolo schermo, come ‘La Talpa’ o il Festival di Sanremo di quest’anno, quello che ha sostituito la scalinata storica del varieta’ con un montacarichi, in omaggio alla ‘modernizzazione’ culturale del Paese.
In una vecchia intervista del 2002 concessa a Sabelli Fioretti, Ercolani disse: “Vieri. E’ proprio bello bello bello. Quando l’ho visto per la prima volta, mi ha folgorato. E ho pensato che esistono uomini fatti proprio come si deve, fianchi stretti, le spalle larghe, pieni di muscoli”.
Ma Ercolani non era stata solo ‘folgorata’ dall’ex attaccante della Nazionale. Sempre nello stesso articolo racconto’ gli effetti di un incontro avvenuto durante le riprese di un reportage sull’ex segretario socialista latitante ad Hammamet: “Sono rimasta affascinata da Craxi morente […] Sono partita pensando che Craxi fosse un orco, sono tornata dicendo: ‘Ha la luce negli occhi'”.
Quindi, per raccontare i suoi esordi televisivi la ‘capo progetto’ de ‘La Pupa ed il Secchione’ confido’ a Sabelli Fioretti quello che accadde al “convegno del Pci di Rimini” (in realta’ il XX Congresso, quello dello scioglimento del partito): “Ero li come militante. Mi ero portata una telecamerina e giravo tutto. L’alba, in puro stile sovietico, Natta che ciancicava nervosamente la carta della gomma americana, quelli che dormivano durante le votazioni. Filippo Ceccarelli, della Stampa, mi chiese: ‘Ti dispiace se ti seguo tutto il giorno?’. Ebbi anche fortuna. Tutti pensavano che sarebbe stato eletto Achille Occhetto e se ne erano andati. Cosi io fui l’unica a filmare la sua sconfitta. Quando tornai a Roma mi telefono’ Giuliano Ferrara. ‘Voglio l’esclusiva per l’Istruttoria’. Come nei film americani. Apro ‘la Stampa’ e vedo mezza pagina tutta dedicata a me”.
Sabelli Fioretti curioso le chiese ancora: “Come ando’ a finire?”. Lei rispose: “Giuliano Ferrara mi disse: ‘Ti compro il materiale pero’ lo monta un altro’. ‘Ma quando mai’. ‘Ti do dieci milioni’. ‘Non se ne parla nemmeno’. Ho chiamato il segretario di sezione, Giorgio Arlorio, che lavorava in Rai, e gli ho raccontato la cosa. Mi disse: ‘Chiamo il vicedirettore di Rai Tre’. Conobbi Balassone, conobbi Guglielmi. Mi dettero 18 milioni. E montai tutto io”.
Per chi ha pratica della Rai e l’aveva allora, la cifra di 18 milioni per un video da utilizzarsi come ‘contributo’ e girato con una ‘telecamerina’ era per l’epoca un vero e proprio ‘terno al lotto’, per cui alla giovane militante del Pci (che descriveva il proprio partito con un disprezzo ignoto al piu’ astioso reporter di destra) la definizione di ‘cinismo’ fatta da Grasso non appare cosi inappropriata.
Per chi criticava allora lo ‘stile sovietico’ del Pci e raffigurava come individui che “dormivano durante le votazioni” dei delegati travolti da crisi personali dilanianti, mentre si rompevano amicizie decennali, matrimoni, sodalizi antichi, non c’e’ dubbio che l’esperienza de ‘La Pupa ed il Secchione’ possa apparire piu’ stimolante.
Infine, in quella lontana intervista Ercolani, disse a Sabelli Fioretti: “Il tributo al capo non e’ piaggeria, e’ riconoscergli autorevolezza e autorita’. A me la redazione mi fa il cesto di Natale, una cosa che adoro. E’ normale: onore al capo. Avendo fatto la gavetta da ragazzina so cosa significa conquistarsi la simpatia dei capi, adesso quando vedo qualcuno che cerca di conquistare la mia simpatia, mi intenerisco”.
Tutto e’ chiaro, per fortuna. Ma dovrebbe tenerne conto Grasso quando parla di ‘sinistra’, perche’ anche oggi i cittadini che si rifanno a quell’area politica sono tutt’altro e nulla c’entrano con “l’abissale ignoranza delle ragazze e l’inesperienza sessuale dei ragazzi” che sono il perno sul quale ruota ‘La Pupa e il Secchione’.
E per fortuna anche perche’ milioni di ragazzi italiani non sono come i concorrenti di quel programma e neppure vorrebbero esserlo. E neanche sono in grado di capire come mai un autore televisivo sia pagato profumatamente per scrivere la seguente domanda: “Oltre ai ‘boxer’ gli uomini portano come biancheria intima i ‘dobermann’?” (Rai, Carlo Conti, ieri sera), mentre loro continuano a cercare un lavoro che non c’e’.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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