Neo-Paganesimo verde

fonte: ambientalismo di razza

di Mariopaolo Fadda

Riusciranno gli ambientalisti dove nazisti e comunisti hanno fallito? L’ambientalismo ha tutti gli elementi che contraddistinguono una religione pagana
‘¢ Un panteon di divinita’: la terra, l’orso polare, lo scarafaggio della Namibia;
‘¢ Il peccato: il depauperamento del pianeta, l’uso del bidet;
‘¢ I rituali: la giornata della terra, le domeniche senza auto;
‘¢ Le crociate: il DDT, gli OGM, il caldo, il freddo;
‘¢ La persecuzione degli eretici: i capitalisti, gli africani;
‘¢ Le offerte propiziatorie: i carbon offsets, l’etanolo;
‘¢ La redenzione: il ritorno alle caverne, i prodotti organici.

Ecco la descrizione che ne da’ uno che li conosce bene, Patrick Moore, che e’ stato tra i fondatori di Greenpeace, da cui e’ uscito nel 1986, non condividendone la deriva ideologica:
Sono anti-genere umano. Gli esseri umani sono caratterizzati come il cancro sulla terra.

 

Per citare un eco-estremista Herb Hammond «di tutte le componenti di un ecosistema, l’uomo e’ l’unico che sappiamo essere completamente opzionale». Non e’ un pensiero carino? Sono contro la scienza e la tecnologia. Tutte le macchine sono viste come inerentemente distruttive e innaturali. La scienza viene invocata per giustificare posizioni che con essa non hanno nulla a che fare. Un’opinione infondata e’ accettata piu’ di un fatto dimostrato. Sono contro il commercio, non solo il libero scambio ma il commercio in generale. In nome del bioregionalismo essi ci conducono verso un’era di xenofobia ultra-nazionalista. L’originaria visione di una ‘Whole Earth’, di una famiglia mondiale, si e’ persa in una isterica campagna contro la globalizzazione e il libero scambio. Sono contro il business. Tutte le grosse compagnie sono raffigurate come inerentemente guidate da avidita’ e corruzione. I profitti sono definitivamente non politically correct. La democrazia liberale, il modello basato sul mercato, sono rifiutati senza proporre valide alternative per soddisfare i bisogni di 6 miliardi di persone. Come espresso dal Native Forest Network «e’ necessario adottare una strategia terrestre di eliminazione graduale del consumo basato sul capitalismo industriale». Penso intendano dire: civilizzazione. Sono semplicemente anti-civilizzazione. In ultima analisi, gli eco-estremisti, proiettano una candida visione di ritorno ad una supposta utopica esistenza nel giardino dell’Eden, dimenticando, per convenienza, che nel passato la gente viveva una media di 35 anni e non c’erano dentisti. Nel loro Brave New World non ci saranno piu’ sostanze chimiche, non piu’ aerei e sicuramente non piu’ abiti al poliestere. Pensavamo che con la caduta del muro di Berlino e del regime sovietico ci fossimo liberati per sempre delle ideologie totalitarie invece eccoli qua i cocomeri, verdi fuori e rossi dentro, pronti a redimere non piu’ l’umanita’ ma la Gaia Terra. Lo dice uno che di comunismo se ne intende, il presidente ceco Vaclav Klaus, economista, «Il comunismo e’ stato rimpiazzato dalla minaccia dell’ambizioso ambientalismo». Sara’ pure un caso, ma Mikhail Gorbachev, l’ex-dittatore sovietico, e’ oggi presidente della Green Cross International, una organizzazione non-governativa che si occupa problemi ambientali e in particolare di riscaldamento terrestre.

Le crociate anti-scienza ed anti-tecnologia dei ‘verdi’ sono la condanna a morte per milioni di esseri umani. Gli africani, innanzitutto, a cui e’ impedito l’uso del DDT per combattere la malaria, gli affamati del terzo e quarto mondo a cui e’ impedito l’uso di organismi geneticamente modificati. In un articolo pubblicato sul blog di Doctor Zero (alias John Hayward) titolato The Green Death (La morte verde) ricorda lo sterminio, nei paesi del terzo e quarto mondo, prodotto dalla proibizione del DDT. «La conseguente esplosione, in Africa, della malaria dovuta alla zanzara e’ costata oltre sessanta milioni di vite». Agghiaccianti le dichiarazioni di personaggi contrari al suo uso. Il fondatore del Club malthusiano di Roma, Alexander King, ha scritto nel 1990 «I dubbi mi vennero quando il DDT venne introdotto in Guayana; nel giro di due anni, ha quasi eliminato la malaria. Quindi, con il senno del poi, il mio dissidio con il DDT ha accresciuto il problema della [sovra]popolazione». Un’altra nota carina viene dal Dott. Charles Wurster, uno dei leader degli oppositori del DDT, che ha detto a proposito dei morti di malaria «La gente e’ la causa di tutti i problemi. Ce n’e’ troppa, abbiamo bisogno di sbarazzarci di un po’ di essa e questa e’ una via praticabile al pari di tante altre». I gerarchi del terzo Reich avrebbero sottoscritto senza riserve. Ma perche’ questi eco-nazisti vengono ascoltati? Perche’, con la complicita’ dei mezzi di comunicazione, creano ad arte allarmismo, profilano scenari catastrofici e manipolano dati scientifici. Per fare queste crociate usano ‘trucchi’ di ogni genere, primo fra tutti quello di arruolare l’ONU, organismo la cui credibilita’ e’ ormai solo un gradino al di sopra di quello della malavita organizzata.

Prima del riscaldamento terrestre il piu’ fruttuoso allarmismo era quello sui cibi. Scrive sempre Patrick Moore «Essi fanno comparire, come per magia, invisibili veleni che ci daranno cancro, difetti di nascita, mutazioni o che ci uccideranno nel sonno. E presto, composti endocrini mimetizzati, ci ridurranno in frenetici ermafroditi, man mano che ci avviciniamo al Punto di Saturazione Tossica». Nel frattempo il National Cancer Institute of Canada ha condotto uno studio, a partire dal 1994, in collaborazione con le controparti statunitensi per indagare la possibile correlazione tra i residui dei pesticidi nel cibo e i tumori negli esseri umani. I risultati, pubblicati nella peer-reviewed [valutazione scientifica da parte di addetti ai lavori, NdT] rivista Cancer nel 1997, concludono che «non e’ stata trovata nessuna definitiva prova che indichi che i pesticidi sintetici contribuiscano in modo significativo alla mortalita’ complessiva per cancro», un modo prudente per dire che hanno trovato zero connessioni. Ancora, l’articolo fa rilevare che il 30% dei tumori e’ causato dal tabacco, una sostanza naturale e un’altro 35% e’ causato da una dieta povera, principalmente troppi grassi e colesterolo e non abbastanza frutta e vegetali freschi. Il principale effetto della campagna ambientalista contro i pesticidi e’ di spaventare i genitori nell’uso, per se’ stessi e per i loro bambini, di frutta e vegetali freschi. Neanche sulla biotecnologia il neo-paganesimo concede sconti. Scrive sempre Moore «anche se non c’e’ nessuna prova di effetti negativi per la salute umana e le preoccupazioni degli ambientalisti sono completamente sproporzionate, nella gente e’ stata instillata grande paura…Credo che la campagna di paura ora intrapresa contro la modificazione genetica sia basata largamente sulla fantasia e su un completa mancanza di rispetto per la scienza e per la logica. Tutto sommato e’ chiaro che i reali benefici della modificazione genetica sovrastano largamente gli ipotetici e, spesso inventati, rischi rivendicati dai suoi detrattori…I programmi sulla ricerca e sullo sviluppo genetico, in corso ora nei laboratori e nelle stazioni sul campo intorno al mondo, sono interamente dedicati ai benefici per la societa’ e per l’ambiente. I loro scopi sono quelli di migliorare la nutrizione, ridurre l’uso dei prodotti chimici sintetici, aumentare la produttivita’ dei nostri terreni coltivabili e foreste e migliorare la salute umana. Quelli che hanno adottato un’attitudine di tolleranza-zero verso la modificazione genetica cercano di negare tutti questi benefici, giocando con la paura per lo sconosciuto e per il cambiamento».

Per non parlare delle verita’ nascoste sulle energie alternative. Il problema dell”energia netta’, cioe’ l’ammontare di energia ottenuta dopo la sottrazione di quella utilizzata per produrla, e’ furbescamente trascurato in qualsiasi programma per lo sviluppo di queste fonti. Lo scandalo dell’etanolo prodotto dal mais e’ a questo proposito emblematico. Dice Robert Bryce, direttore editoriale della rivista Energy Tribune, in un’intervista alla U.S. News «L’imbroglio dell’etanolo da mais e’ una della piu’ durevoli rapine dei contribuenti americani della nostra storia. u fiscalmente una follia. Non c’e’ altro modo di definirlo. Sta causando il drammatico aumento dei prezzi del cibo, peggiorando la qualita’ dell’aria e aumentando il consumo delle risorse idriche. Ironia delle ironie, ci sono sempre piu’ prove, incluso un rapporto nell’ultimo numero del mensile Science, che mostra che le emissioni di gas dell’effetto-serra dell’etanolo da mais sono maggiori di quelle del regolare petrolio. L’etanolo da mais e’, per l’ambiente, peggio del petrolio».

Un altro particolare che viene tenuto nascosto e’ che per avere energie alternative ci vuole comunque energia prodotta con il petrolio. Le celle a combustibile non possono essere rese pratiche perche’ questi congegni richiedono idrogeno ricavato da combustibili fossili (carbone o gas naturale). L’energia ricavabile dalle biomasse (legno, concime animale, torba, mais) richiederebbero enormi distese di terreno e produrrebbero comunque insufficienti quantita’ di energia netta, forse persino quantita’ negative. L’energia solare, eolica e geotermica sono effettive solo in certe zone e per scopi delimitati; tali tipi di energia, in ogni caso, hanno un significativo valore solo quando sono convertite in energia elettrica che richiede l’uso di batterie che, sappiamo, sono ecologicamente non corrette.

Insomma il grande imbroglio ‘verde’, ben orchestrato dalla stampa amica, continua. Avranno anche una gran voglia di fare del bene ma sappiamo anche che di buone intenzioni e’ lastricata la via dell’inferno. A cosa, in definitiva, puo’ condurci queste scellerata campagna anti-umanista? Alla liquidazione della civilta’. Ma non era cio’ che sognava il miglior generale dell’armata rossa Mikhail Tukhachevsky, quando minacciava di ‘ridurre la civilta’ in rovina’ e fare di Mosca ‘il centro mondiale della barbarie’? ‘u chiaro che piu’ la societa’ e’ povera ”’ dice sempre Klaus -, piu’ brutalmente si comporta verso la Natura e viceversa. u altrettanto vero che esistono sistemi sociali che stanno danneggiando la Natura ”’ eliminando per esempio la proprieta’ privata e cose simili ”’ molto piu’ che le societa’ libere.’ Nonostante le grida d’allarme, i nostri politici sono sempre piu’ proni a questa ideologia totalitaria. Anche coloro che vorrebbero distinguersi da questa ondata di follia collettiva hanno la voce strangolata dalla political correctness. Ricorderete anche gli allarmismi degli anni settanta su una possibile nuova glaciazione. Finiti nella pattumiera della storia. Cos’altro inventarsi? Se non ha funzionato con la nuova glaciazione perche’ non provare con il riscaldamento? Detto fatto. Ma creare allarmismo non basta se da questo non si ricava un ritorno economico. Il club degli ambientalisti costruisce su una bufala pseudo-scientifica un business da rapina, di dimensione globali. Un business che vede coinvolti disinvoltamente e indistintamente scienziati, finanzieri d’alto bordo, politici, multinazionali, anti-global. Quale sede migliore per benedire questa santa alleanza, se non l’ONU?

Nascosti dietro di ‘dati scientifici inoppugnabili’, cioe’ taroccati, gli ambientalisti invocano nuove drastiche norme, nuove leggi planetarie per mettere l’umanita’ alla sbarra. E ben vengano le forzature autoritarie, se sono necessarie! Non solo l’uomo non e’ al centro delle loro preoccupazioni ma cercano in tutti i modi di addebitargli le cose piu’ turpi e lanciano, come abbiamo visto, periodiche campagne allarmistiche per dimostrarne l’indegnita’ a popolare il pianeta. Sul riscaldamento terrestre, per convincere scettici e riottosi hanno scritto persino una Bibbia: il trattato di Kyoto (l’antico testamento) e quello (mezzo abortito) di Copenhagen (il nuovo testamento). E, benedetto da Hollywood, arriva il verbo del loro profeta: Al Gore. I vari rapporti del braccio politico dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’ONU, vengono spacciati come risultati di studi scientifici su cui ci sarebbe generale consenso, insomma un fatto inoppugnabile. Gran parte della stampa quotidiana, con in testa quella progressista, accecata da pregiudizi ideologici, fa da cassa di risonanza. Dopo una serie di scandali che hanno messo in luce gli imbrogli messi in atto per costringere i governi a varare piani sempre piu’ suicidi contro il riscaldamento terrestre, la credibilita’ di questo organismo e’ andata a farsi benedire. Ma vediamo, rapidamente, i punti-chiave del grande imbroglio. I modelli computerizzati prevedono un drammatico incremento della temperatura terrestre con conseguenti siccita’, carestie, scomparsa di specie animali e vegetali. Insomma, una catastrofe di immani proporzioni. «Le rilevazioni della temperatura mostrano che la zona calda [dei modelli di previsione della medio-troposfera] e’ inesistente. Questo e’ piu’ che sufficiente ad inficiare i modelli climatici e le proiezioni basate su di essi!» Steven M. Japar, chimico atmosferico e membro nel 1995 e nel 2001 dell’IPCC.

Richard S. Lindzen, meteorologista del Massachusetts Institute of Technoly, in una testimonianza di fronte al Congresso americano dichiara «I modelli computerizzati del clima non sono in grado di simulare le maggiori caratteristiche del clima del passato e neppure fenomeni meno drammatici e di corto periodo come El Niu±o. » Questo non impedisce ad Al Gore, pur privo di qualsiasi credenziale scientifico, di predire con estrema precisione la temperatura terrestre del 2057! Una fantasia galoppante…da Oscar. Anche le credenziali di integrita’ morale del profeta non sembrano poi cosi ineccepibili. Questo quanto scriveva il Tennessee Center for Policy Research «L’abitazione di Gore’¦ Secondo il Nashville Electric Service (NES) consuma ogni mese piu’ elettricita’ di quanto consumi in un intero anno una casa media americana. Una casa media americana consuma 10.656 kWh all’anno, secondo il Dipartimento dell?Energia. Nel 2006 la casa di Gore ha divorato 221.000 kWh ”’ piu’ di 20 volte la media nazionale.» Ma l’ipocrisia di Gore non finisce qui, quando si sposta da un convegno all’altro per sponsorizzare la riduzione delle emissioni di anidride carbonica non lo fa a piedi o in bicicletta o a nuoto, ma con un aereo privato che emette anidride carbonica solo quando lo usano gli altri. Aggiungiamo infine che questo campione dello sciacallaggio acquista crediti per i carbon offsets da una compagnia, Generation Investment Management, di cui e’ socio e presidente. Una compagnia creata per trarre vantaggi finanziari dalle tecnologie connesse alla battaglia contro il riscaldamento terrestre. Grazie ad un sistematico, scientifico, lavaggio del cervello dei cittadini ignari, la lobby ambientalista occidentale puo’ sfregarsi le mani per il succulento affare.

Dicevamo, i modelli computerizzati, imbottiti di dati inaccurati e poveramente definiti, vengono ‘aggiustati’ a piacimento per ragioni puramente politiche. Ed e’ esattamente cio’ che hanno fatto l’IPCC e Gore. «Le questioni sono scientifiche ma le risposte dell’ONU sono politiche. Il dibattito sul riscaldamento terrestre e’ difficilmente definibile scientifico» dice Allen Simmons, ingegnere, esperto in modelli computerizzati e principale scienziato del clima alla NASA. Di fronte ad una campagna allarmistica cosi sapientemente orchestrata, le osservazioni sperimentali che smentiscono questi modelli finiscono per apparire ingenue e superflue. Dove sarebbe la prova scientifica che dimostri la responsabilita’ umana nel riscaldamento terrestre? Nel fatto che la temperatura e’ in aumento negli ultimi anni a causa del boom industriale, e’ la risposta degli ambientalisti. Philip Stott, professore emerito di bio-geografia all’Universita’ di Londra, ricorda il periodo di riscaldamento del medioevo (per inciso, piu’ caldo di oggi), quando le temperature superarono le medie. Niente catastrofi e fioritura dell’agricoltura. A questo riscaldamento segui la cosiddetta piccola era glaciale con temperature ben piu’ basse di quelle che avevano preceduto il riscaldamento. Due secoli fa l’emisfero settentrionale emerse da una piccola glaciazione, un millennio orsono la stessa regione era in un periodo caldo, come abbiamo visto. Allora il cambio climatico avvenne indipendentemente dall’attivita’ umana. Quindi perche’ ora lo si attribuisce al solo fattore umano?

Ancora Lindzen «L’aumento terrestre della temperatura rispetto al secolo scorso e’ di circa 0.5 gradi Celsius che e’ minore del normale grado di variabilita’ per piccole regioni quali Nord America ed Europa e comparabile con il grado di variabilita’ del globo. Che e’ come dire che la temperatura sta sempre cambiando e quindi ecco perche’ si e’ dimostrato difficile attribuirlo all’attivita’ umana.» Dov’e’ la prova scientifica che l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera, dovuta all’attivita’ umana, e’ l’agente scatenante del riscaldamento? La maggior parte dell’aumento della temperatura dalla fine dell’ottocento ad oggi si e’ avuta prima del 1940. Sallie Baliunas, astrofisica, sostiene che l’80% della produzione umana di CO2 e’ stata immessa nell’atmosfera dagli anni ’40 in poi. Ma gli ambientalisti sono in grado di fare l’impossibile: sovvertire le leggi della fisica. Infatti siamo di fronte ad uno sconcertante caso in cui la causa e’ posteriore all’effetto! Roy Spencer, scienziato del Marshall Space Flight Center della NASA, che studia il clima, sostiene che l’anidride carbonica non e’ nemmeno il principale gas dell’effetto serra. Il vapore acqueo naturale inciderebbe per il 95% mentre la CO2 sarebbe responsabile del 5%. Gli scienziati ricordano, per chi se lo fosse scordato, che l’anidride carbonica non e’ un gas inquinante ”’ come scioccamente gli allarmisti vorrebbero far credere e come l’Agenzia americana per l’ambiente ha ridicolmente decretato ”’ ma e’ l’elemento chimico singolo piu’ importante nel ciclo vitale di piante e animali. Perche’ gli scienziati catastrofisti non citano mai l’influenza del sole tra le cause del riscaldamento terrestre? Non possono negarla, percio’ meglio tacere.

Secondo George C. Reid del National Oceanic and Atmospheric Association’s Aeronomy Laboratory di Boulder in Colorado, durante la piccola glaciazione medievale si ebbe una diminuzione della luminosita’ del sole durante una fase conosciuta come Maunder Minimum (1645-1715). Anche accettando il supposto ruolo dell’effetto serra, sostiene Reid, l’attivita’ solare comunque «e’ stato il piu’ importante fattore nel recente cambio climatico’¦». Un recente studio di scienziati svizzeri e tedeschi guidati da Sami Solanki, direttore del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottingen, evidenzia che «Il sole e’ stato al suo punto piu’ intenso negli ultimi 60 anni e ora starebbe condizionando le temperature.» Sarebbe questo il generale consenso del mondo scientifico, sbandierato dall’IPCC e dai media, sulle cause del riscaldamento? Richard Lindzen, che e’ stato, ricordiamolo, componente del comitato scientifico dell’IPCC, smentendo il New York Times, dice che il rapporto redatto dagli scienziati, non quello preconfezionato dai politici, «mette in chiaro che non esiste consenso, unanime o altrimenti, circa i trends e le cause delle variazioni climatiche nel lungo-periodo». E denuncia senza peli sulla lingua pressioni e attacchi su chi non si allinea alla linea politica degli oltranzisti. Timothy R. Minnich, scienziato atmosferico membro della American Meteorological Society, «Siamo chiari: il lavoro scientifico non ha niente a che vedere con il consenso che e’ roba politica…Quello che e’ importante e’ la riproducibilita’ dei risultati. I piu’ grandi scienziati della storia sono grandi proprio perche’ hanno rotto con il consenso».

Questo irresponsabile allarmismo ha un costo. Il climatologo inglese Bill Borrows, membro della Royal Meteorological Society sostiene che «forse stiamo destinando troppe risorse per correggere gli effetti umani sul clima senza essere sicuri che siamo noi i maggiori contribuenti.» Un’altro climatologo, il canadese Timothy Ball scrive che «stiamo sprecando tempo, denaro, energia e miliardi di dollari, creando paure e costernazione non necessarie, per un argomento privo di giustificazioni scientifiche.» Dello stesso avviso la climatologa e ricercatrice paleoclimatica americana Diane Douglas «Il recente panico per controllare le emissioni dei GHG (i gas dell’effetto serra) e i miliardi di dollari destinati per l’operazione mi preoccupa profondamente. Altri paesi stanno spendendo preziosi fondi per bloccare il riscaldamento terrestre quando questo e’ principalmente guidato da meccanismi naturali». Bju¸rn Lomborg, autore de L’ambientalista scettico, stima che, in forza il trattato di Kyoto, l’economia mondiale perderebbe da qui al 2100 circa 274 miliardi di dollari e non avrebbe che miseri effetti sul riscaldamento. A pagarne le piu’ alte conseguenze sarebbero, come e’ ovvio, i paesi in via di sviluppo. Dove sarebbero allora le basi ‘scientifiche’ del trattato di Kyoto e del documentario di Al Gore? Se proprio volessimo cercare le basi ‘scientifiche’ di simile imbroglio potremmo trovarle nel famigerato falso, che produsse l’ondata antisemita sfociata nell’olocausto, dei cosiddetti Protocolli dei Saggi di Sion. I nazisti miravano alla purezza della razza, i comunisti si erano messi intesta di redimere l’umanita’, sappiamo come e’ andata a finire. Gli ambientalisti vogliono per forza trasformare la terra in un paradiso disantropizzato, non e’ difficile prevedere come andra’ a finire se non li fermiamo in tempo.

Esageriamo? David Roverts, su un blog della rivista ambientalista Grist, ha scritto «In un momento in cui gli impatti [del riscaldamento] ci stanno colpendo veramente, ci troviamo nel bel mezzo di una corsa planetaria a minimizzare i danni; dovremmo processare per crimini di guerra questi bastardi, una sorta di Norimberga del clima.» Va bene, un ambientalista arrabbiato non fa primavera. Vediamo allora le dichiarazioni, riportate dal Las Vegas Review-Journal, di uomini che dovrebbero misurare le parole: «Il ministro degli esteri inglese ha dichiarato ‘che gli scettici dovrebbero essere trattati come i sostenitori del terrorismo islamico ed essergli impedito l’accesso ai media» e Stavros Dimas della commissione Ambiente dell?Unione Europea ha dichiarato alla BBC «che la gente dovrebbe vedere la battaglia contro il cambio climatico come una guerra, accettando le privazioni dell’economia di guerra e aspettandosi milioni di vittime.» E che questi signori non stiano scherzando lo dimostra il fatto che «molti scienziati dissenzienti sull’allarmismo hanno visto sparire i loro fondi, i loro lavori denigrati e loro stessi etichettati come tirapiedi dell’industria, scienziati da strapazzo o peggio», accusa Richard Lindzen. «Solo i piu’ eminenti scienziati possono oggi contrastare questa forza allarmista’¦», conclude sconsolato.

E venne infine il Climategate. Prima le e-mails violate che svelano al mondo l’abbruttimento morale e intellettuale di un pugno di scienziati del clima, che manipolano i dati distorcendoli, nascondendoli o bloccandone la pubblicazione quando in contraddizione con le loro teorie. Poi la notizia che il presunto scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya entro il 2035 e’ basato su una pubblicazione della federazione del WWF invece che su dati scientifici. Poi ancora l’allarme sull’Amazzonia, il cui 40% sarebbe in pericolo di distruzione a causa del riscaldamento terrestre, un allarme basato anche questo non su dati scientifici ma su un articolo di attivisti anti-fumo. Poi il sospetto sulla selezione dei dati da cui si scopre che l’aumento delle temperature medie viene registrato dopo il crollo del regime sovietico e la conseguente chiusura di un consistente numero di stazioni di rilevamento in Siberia. Poi il falso della ‘mazza fa hockey’, cioe’ quel grafico che mostra un andamento costante nella variazione della temperature per un millennio per impennarsi nel XX secolo, cancellando fatti storicamente accertati come il periodo caldo medievale (700 – 1300) e la piccola era glaciale (‘Maunder Minimum’) (1560 ”’ 1830). Interessante il fatto che nel rapporto del 1995 dell’IPCC compariva un grafico che illustrava proprio queste due fasi, ma nel 2001 quel grafico scompare ed appare la ‘mazza da hockey’. Al Gore ne ha fatto un cavallo di battaglia per la sua crociata. Lo scienziato responsabile della ‘mazza’, redatta manipolando i dati, come viene fuori dalle emails finite su internet, Michael Mann della Penn State University, finito sotto inchiesta, e’ ormai in disgrazia come il famigerato Phil Jones.

Inutile continuare. Diceva Einstein «ci vogliono molti esperimenti per provare che sono nel giusto, ma basta uno solo per provare che sto sbagliando». Come ha scritto Walter Russell Mead del Council on Foreign Relations in The American Interest «Il movimento sul riscaldamento terrestre come lo abbiamo conosciuto e’ morto. Ed e’ morto per due motivi: cattiva scienza e cattiva politica». San Paolo avrebbe sentenziato: ‘Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti’.

I neo-pagani hanno subito un duro colpo ma tenteranno di riciclarsi e venir fuori con qualche altro allarmismo per continuare nella messa a punto della soluzione finale: la liquidazione della civilta’.

(Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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