In un articolo articolo per World Net Daily, il dottor Jerome Corsi scrive: ‘Un ex consulente scientifico del Primo Ministro Margaret Thatcher afferma che il vero scopo della Conferenza ONU sul cambiamento climatico, che si terra’ a Copenhagen tra il 7 e il 18 dicembre, e’ usare la grande rilevanza mediatica del riscaldamento globale come pretesto per gettare le fondamenta di un unico governo mondiale.’
Corsi cita Lord Christopher Monckton che, davanti al pubblico del Minnesota Free Market Institute, Bethel University a St. Paul, avrebbe detto ‘Il vostro presidente lo sottoscrivera’. La maggior parte dei Paesi del Terzo Mondo lo sottoscrivera’ perche’ pensano di ricavarci dei soldi. La maggior parte dei regimi di sinistra dell’Unione Europea l’approvera’ senza discussioni. Essenzialmente, non ci sara’ nessuno che non lo firmera”.
Corsi cita ancora Monckton: ‘Ho letto il trattato ed ecco cio’ che dice: verra’ creato un governo mondiale. La parola ‘governo’ in realta’ appare come primo dei tre scopi della nuova entita”.
Su YouTube e’ disponibile un passaggio del discorso di Lord Monckton. Qui c’e’ una sua intervista concessa successivamente a Fox Business, in cui egli sviluppa ulteriormente le sue considerazioni.
Lord Monckton ha esagerato?
Studiando il documento sul cambiamento climatico cui Monckton fa riferimento, ho riscontrato quanto segue: si tratta di un documento operativo di 181 pagine in cui parole quali ‘scheda elettorale’, ‘funzionario eletto’ o ‘voto’ non ricorrono affatto. Secondo me, Lord Monckton non ha esagerato; caso mai, ha minimizzato la situazione. Il documento sembra davvero un accordo quadro per un governo supremo mondiale non eletto in stile comunista.
Firmando questo documento, gli Stati Uniti (e le altre nazioni industriali) si assumeranno per sempre la responsabilita’ dei mali dei Paesi arretrati e del Terzo Mondo. E, secondo Lord Monckton, questi comprenderebbero la Cina e l’India, accanto ai Paesi dell’Africa. Si noti:
Pagina 6, ‘PP.15 Riconoscendo ulteriormente che i Paesi sviluppati hanno una responsabilita’ storica per il loro contributo sproporzionato alle cause e alle conseguenze del cambiamento climatico, contributo che riflette l’uso sproporzionato, fin dal 1850, delle risorse idrocarburiche comuni, cosi come il futuro uso sproporzionato, da parte loro, delle rimanenti risorse idrocarburiche mondiali (‘) Il riscaldamento del sistema climatico, come conseguenza dell’attivita’ umana, e’ inequivocabile’.
Pagina 38, ’28. Gli effetti avversi del cambiamento climatico e le contromisure, cui contribuiscono le emissioni di gas a effetto serra (GHG) dei Paesi sviluppati cumulatesi nel corso della storia, costituiscono, per tutti i Paesi in via di sviluppo (in particolare, territori pantanosi e piccole isole paludose, territori caratterizzati da zone costiere basse, zone aride o semi-aride, o soggette a inondazioni, siccita’ e desertificazione, e Paesi in via di sviluppo con ecostistemi montani fragili), un peso aggiuntivo nelle azioni volte alla riduzione della poverta’, allo sviluppo di strategie per affrontare le vulnerabilita’ sociali e al raggiungimento uno sviluppo sostenibile, nonche’ una minaccia al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio dell’ONU’.
Pagina 122, ’17. (a) Risarcire i Paesi meno sviluppati per il danno arrecato alle economie, nonche’ per la perdita di opportunita’, risorse, vite, territori e dignita’ (‘)’
‘(b) L’Africa, nel contesto della giustizia ambientale, dovrebbe essere risarcita in modo equo per le perdite ambientali, sociali ed economiche (‘)’
Sottoscrivendo questo documento, e quindi diventando una parte contraente, accettiamo la responsabilita’ finanziaria legale a sostenere i Paesi non sviluppati PER SEMPRE.
Pagina 27, ‘(b) Le popolazioni, i gruppi e le comunita’ particolarmente vulnerabili, [oppure] tutti i gruppi vulnerabili la cui capacita’ di adattamento sia bassa, [oppure] i gruppi che necessitano di protezione speciale (‘)’
Pagina 43, ’41. (a) Contributo stimato in almeno lo 0,7% del PIL annuale dei Paesi sviluppati’. Questi fondi andranno direttamente ai governi e alle ‘organizzazioni territoriali’.
Pagina 39, ’33. [Il peso economico] deve ammontare ad almeno 67mila milioni di dollari USA (nell’intervallo dei 70-140 dollari USA) all’anno’.
Gli impegni dei Paesi sviluppati concernono tutte le attivita’ economiche. Pagina 58, ‘7. (a) Gli impegni di mitigazione da parte di tutti i Paesi sviluppati sono impegni alla riduzione delle emissioni legalmente cogenti, relativi a tutte le attivita’ e quantificati in modo assoluto’.
‘(b) Le azioni di mitigazione da parte dei Paesi in via di sviluppo sono VOLONTARIE (‘)’ (enfasi mia)
Il sistema sembra zeppo di disposizioni tali da assicurare che all’organismo governativo che soprintende questo documento sia concesso il totale controllo dell’applicazione dei requisiti in tutti i Paesi sviluppati. L’intero documento e’ costellato di sanzioni in caso di inottemperanza da parte loro.
Sembra che si stia tentando di fare, mediante un trattato internazionale, cio’ che un Presidente e un Congresso USA (Repubblicani o Democratici) non potrebbero fare attraverso il processo legislativo costituzionale. Sulla base del mio studio, sono quindi dell’opinione che la valutazione di Lord Monckton – secondo cui questo imminente congresso sul clima a Copenhagen e’ un ‘pretesto’ per l’istituzione di un unico governo mondiale – sia esatta.
Diventa sempre piu’ chiaro che se i giudici civili eletti a Washington D.C. non si faranno crescere rapidamente un po’ di spina dorsale e non svilupperanno una certa sagacia in merito alla direzione che questi globalisti stanno facendo prendere al nostro Paese, la resistenza sara’ imposta (in un modo o nell’altro) sugli stati della federazione e sul Popolo, perche’ non le politiche e il peso finanziario che sono – e saranno – imposti sulle spalle del popolo americano non possono essere mantenuti senza la rinuncia all’indipendenza, la limitazione del governo costituzionale e la perdita della liberta’. Rimanete in ascolto.
Chuck Baldwin [chuck@chuckbaldwinlive.com] e’ un presentatore di talkshow e un pastore. Questo e’ il suo sito internet.
Fonte: www.newswithviews.com
Link: www.newswithviews.com/baldwin/baldwin543.htm
2.11.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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