Leader si nasce non si diventa. E’ il caso del Presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che nella sua vita politica molte volte è stato lasciato solo, dagli altri partiti, a fare veramente opposizione, io ho avuto il privilegio di intervistare uno degli uomini politici più carismatici del panorama politico italiano, e devo dire che questo personaggio è veramente una figura di primo piano nello scenario istituzionale del nostro paese. Uomo che prima di arrivare ad essere un leader di partito è stato funzionario di Polizia e Pubblico ministero, ricoprendo i vari ruoli con grande coraggio è determinazione, come fosse tra i più prestigiosi guerrieri mediavali. L’ex Pm durante l’intervista ha affrontato il tema sul Lodo Alfano tracciando anche un bilancio molto interessante dell’ultimo G8. Vediamo come ha risposto alle mie domande (Agrippino Castania ).
Non essendo la Sibilla di Cuma, non posso conoscere in anticipo quale sarà il giudizio della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, per saperlo bisognerà aspettare il 6 Ottobre, data in cui è previsto il pronunciamento della Consulta. Anche se gli eventi più recenti hanno fatto suonare non uno,ma decine e decine di campanelli d’allarme e mi riferisco alla cena dell’imputato Berlusconi e del Ministro Alfano a casa di Luigi Mazzella, giudice della Corte Costituzionale. Quella cena carbonara, in cui era presente anche un altro giudice della Consulta Paolo Maria Napolitano, non è una tresca che si può liquidare sbrigativamente,come hanno tentato di fare i partecipanti rivendicando il diritto a comportarsi, dentro le mura di casa loro, come vogliono. Il problema non è infatti la privacy, ma l’atteggiamento che deve tenere chi riveste incarichi istituzionali che richiedono terzietà, anche e soprattutto nei confronti del potere politico. La sacralità della Corte, la sua indipendenza e imparzialità, è evidente che sono tutte compromesse da questo summit piduista, che ha visto la partecipazione di coloro che dovranno decidere su una legge da cui dipende la processabilità o meno del Presidente del Consiglio per corruzione dell’avvocato Mills. Ora aspettiamo la decisione del 6 Ottobre, da cui dipendono le sorti del Governo Berlusconi e del paese, forti di quel milione di firme raccolte per il referendum di abrogazione di questo lodo truffa, omicida della democrazia che stralcia il principio de “ la legge è uguale per tutti “.
Come giudica l’ultimo G8 svoltosi all’Aquila?
Credendo nella democrazia e nel protagonismo civile, il summit de L’Aquila mi sembra sia nato male, per una questione di metodo che finisce per intaccarne anche il merito. L’agenda dei temi affrontati è stata conosciuta soltanto working in progress, non è stata indicata in anticipo, cosicchè i cittadini sono stati privati dal diritto di condizionare decisioni che pure li riguardano direttamente. Nessuno dei nostri rappresentanti politici ha pensato di affrontare in Parlamento le proposte che il Governo avrebbe portato all’attenzione dei leader mondiali. Eppure il G8 dovrebbe essere l’occasione in cui i Paesi sottosviluppati discutono soluzioni globali condivise dai cittadini che rappresentano, e siccome riguardano il futuro del pianeta, l’Italia avrebbe dovuto premere affinchè ci si occupasse degli aiuti ai paesi poveri, coinvolgendo anche questi ultimi. Invece è stata una riunione a porte chiuse di super potenze spesate dai contribuenti. Nel caso italiano, poi, si è allestito un vero e proprio “Truman Show ” del Presidente del Consiglio: tutto affannato nel tentativo di rifarsi una verginità internazionale dopo escort, veline, procedimenti penali, per altro senza indietreggiare dall’aggressione verso la Stampa mondiale, rea di minare la sua credibilità e accusata perché, unica, svolge il dovere che le spetta: informare in modo libero.
Tutti abbiamo visto l’ottimo risultato dell’Italia dei Valori alle Europee 2009, quale è stato il motivo principale di tal consenso?
L’Italia dei Valori è stata premiata per l’opposizione dura, intransigente e chiara che ha portato avanti in Parlamento, perché ha dimostrato di essere una forza non disponibile al compromesso. Noi, infatti, siamo distanti dalle logiche di palazzo, non stiamo zitti davanti ai soliti giochi che avvengono nelle stanze del potere, alle vergognose spartizioni del servizio pubblico radiotelevisivo, alla mortificazione e svuotamento delle istituzioni. Questo Governo sta calpestando i principi fondamentali della nostra democrazia, lentamente, goccia a goccia. Noi abbiamo detto in modo chiaro un “no” a questo scempio della Carta Costituzionale, e lo ribadiamo, perché vogliamo che i cittadini si riapproprino della res pubblica ed abbiano un controllo su ciò che gli appartiene: la democrazia. Noi chiamiamo le cose con il loro nome, senza se e senza ma. Nel nostro Dna c’è il ritorno alla politica con la P maiuscola, alla partecipazione dal basso che ha nella rete, nei referendum, nelle proposte di legge popolare i suoi strumenti di azione. Trasparenza nell’azione politica, meritocrazia nelle università come nei luoghi di lavoro, informazione libera, giustizia celere uguale per tutti i cittadini, fonti energetiche rinnovabili, contrasto alla degenerazione del mercato del lavoro, tutela delle fasce più deboli: questo è quello che abbiamo proposto e quello che l’elettorato ha premiato.
Intervista a cura di Agrippino Castania per Criticamente.it
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