Il "regime" delle case editrici

Ha fatto un certo effetto leggere nella prima pagina di La Repubblica del 18 aprile scorso il riquadro pubblicitario del libro di Enrico Letta “Costruire una cattedrale”.  Il motivo è molto semplice. L’autore è un politico del Partito Democratico, di quel partito che nel Parlamento italiano dovrebbe rappresentare la cosiddetta opposizione. Una “strana opposizione” se poi si fa pubblicare il libro sopracitato dal capo del Governo attuale.

di Davide Pelanda


Sì, perchè l’editore è Mondadori. Credo che Enrico Letta non sia certo uno sprovveduto e quindi saprà sicuramente che l’azionista di quella casa editrice è Fininvest (50,1%) e che il Consiglio di Amministrazione di quell’editrice è presieduto da Marina Berlusconi, mentre il Vice Presidente e Amministratore Delegato è Maurizio Costa ed i Consiglieri attualmente in carica sono Pier Silvio Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Bruno Ermolli, Martina Mondadori, Roberto Poli, Mario Resca, Marco Spadacini, Umberto Veronesi, Carlo Maria Vismara.

Certo, si dirà, scegliere oggi un editore dove non ci sia lo zampino in qualche modo dall’attuale premier è cosa ardua.

Perchè, ad esempio, se Letta fosse andato a bussare alla porta della Giulio Einaudi Editore od a quella della Sperling & Kupfer, Frassinelli o Piemme avrebbe scoperto che anch’esse fanno parte della Divisione Libri del Gruppo Mondadori.

Allora a quale editore si può rivolgere un politico cosiddetto “di opposizione” oggi in Italia per pubblicare un suo libro per una “politica – come lo stesso Letta scrive nel volume sopracitato – non fatta per gestire la realtà. E’ fatta per cambiarla”?

Certo è difficile individuare il cosiddetto “editore puro” di sinistra, che faccia vendere più copie possibili, che faccia girare le idee innovative e progressiste oggi in Italia in modo sano ed onesto. Perchè, oltre al conflitto d’interessi anomalo delle televisioni, l’attuale premier gestisce buona parte dell’editoria italiana.

Forse però Letta non sapeva che esistono editrici più piccole, fuori dalla gestione berlusconiana? Bastava chiedere al suo compagno di partito Giorgio Merlo che ha fatto ben due libri con “Effatà editrice” di Cantalupa, in provincia di Torino (www.effata.it), moglie e marito editori con un manipolo di dipendenti e collaboratori che costituiscono una vivace piccola realtà editoriale libera da vincoli berlusconiani e fuoriuscita da quei muri del provincialismo torinese. Il primo, in ordine di tempo di pubblicazione a firma appunto dell’onorevole Merlo, si intitola “Democratici e cattolici” mentre il secondo è “PD, l’utopia possibile” entrambi con la prefazione di Dario Franceschini, attuale leader del partito di Enrico Letta. Due libri di successo, presentati a Torino in due occasioni affollatissime di pubblico. E non sono libri di poco conto!

La prossima volta che Letta ha intenzione di pubblicare un libro è necessario che si consulti meglio!

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Prendiamo spunto da questa vicenda per segnalare che sul sito http://www.pianetascuola.it/home si può trovare elenco dei testi scolastici e delle case editrici scolastiche del Gruppo Mondadori: ciò vuol dire che la “longa manus” dell’attuale capo del Governo in qualche maniera gestisce anche i libri su cui studiano i nostri figli! Esiste dunque, scriveva Roberto Carnero sull’Unità del 29 ottobre 2008, “il controllo da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della formazione delle giovani generazioni. Un nuovo, per certi versi più grave e inquietante, conflitto di interessi”.

Anche se, oltre al gruppo che fa capo a Berlusconi, esistono altri tre colossi editoriali “misti” (Pearson, Rizzoli, Corriere della Sera, De Agostini), a fronte del 49% degli editori scolastici “puri” che producono esclusivamente libri scolastici. Da notare che il mercato è attualmente di 31.000 titoli (prezzo medio 15 euro), con un fatturato annuo di 650 milioni di euro.

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