“Eravamo convinti che la Coldiretti avesse abbandonato l’idea di promuovere la concorrenza sleale ma evidentemente ci siamo sbagliati. I farmer’s market, così come sono regolamentati più che un sostegno ai consumi si prefigurano come l’ennesimo aiuto agli agricoltori e non mantengono certo le promesse per cui sono nati”.
“I prezzi praticati nei farmer’s – ha precisato Abbascià – non sono certo inferiori a quelli praticati dai commercianti, e poi questa modalità di vendita di fatto è una concorrenza sleale sia rispetto alla equità fiscale che alle condizioni igienico sanitarie”.
Arriva immediato il commento di Federconsumatori: “Confcommercio, anziché sparare contro i farmer’s market e la vendita diretta, dovrebbe piuttosto darsi da fare per diminuire i prezzi che ha fatto aumentare, in maniera speculativa, soprattutto nel 2002 in occasione del cambio Lira/Euro” – ha scritto in una nota Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori. “I mercati di vendita diretta sono infatti un obiettivo primario, non solo di Coldiretti, ma anche della Federconsumatori, che continuerà a perseguire con forza la realizzazione di tale progetto.
A maggior ragione alla luce del protocollo siglato con Coldiretti, che prevede dei codici di comportamento e di correttezza da adottare all’interno dei mercati di vendita diretta, e che consentirà un risparmio di oltre il 30% rispetto al prezzo medio del prodotto, praticato in quello specifico territorio. Se, da un lato, si vorrà continuare a speculare sui prezzi, dall’altro, Federconsumatori sarà sempre schierata dalla parte delle famiglie e della salvaguardia dei loro diritti e dei loro bisogni”.
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