Dopo il tentato colpo di stato dello scorso aprile, il Ciad è di nuovo vicino a una guerra civile. Negli ultimi giorni sono violentemente ripresi gli scontri tra forze ribelli ed esercito regolare ciadiano, che hanno provocato centinaia di morti e feriti al Sud, ma soprattutto nell’Est del Paese, dove l’arrivo di profughi provenienti dalla confinante regione sudanese del Darfur tiene sempre alta la tensione. Nell’Est Ciad, COOPI – Cooperazione Internazionale (www.coopi.org) sostiene il soccorso medico nell’ospedale di Goz Beida. Nei limitrofi campi profughi di Djabal e Goz Amir, offre assistenza sanitaria e prevenzione di malattie legate alla malnutrizione e alla mancanza di acqua potabile.
Nella giornata di domenica 29 ottobre altri 4 veicoli militari sono arrivati all’ospedale di Goz Beida, trasportando feriti. “Verso le 17.00 sono arrivati in ospedale i primi militari” spiega Olimpio Gasparotto, infermiere di COOPI da poco arrivato sul posto. “Ambrogio Sangalli, medico chirurgo di COOPI che è qui da 10 anni, mi chiede subito di aiutarlo in sala operatoria, e ci restiamo fino alle 20.00, è stato tutto un taglia e cuci frenetico, 35 militari medicati causa ferite da armi da fuoco, ingessature di gambe rotte, amputazione di una gamba causa granata…devo dire che anni di autopsie mi sono stati utili per sopportare la vista di tanto scempio.”
Sul sito di COOPI è possibile leggere la testimonianza completa di Olimpio Gasparotto.
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