Secondo le proprie dichiarazioni dei redditi, nel 2005 gli italiani con un reddito da lavoro hanno guadagnato in media 16.210 euro lordi all’anno: 1.350 euro lordi al mese. Secondo i dati dell’Indagine sui consumi dell’Istat nello stesso anno la famiglia media ha speso per consumi 2.398 euro al mese [Chiara Saraceno, La Stampa web]. E’ bene dunque che il governo riveda i meccanismi non solo di controllo ma di imposizione fiscale. In un Paese in cui, come è stato detto, lo Stato non si fida dei cittadini e questi non si fidano dello Stato, l’oscillazione tra condoni e strette fiscali si è rivelata doppiamente inefficace: sul piano dei risultati pratici e su quello della costruzione della fiducia. Del resto, uno Stato che, oltre ai condoni, per una intera categoria, per altro molto variegata, come gli autonomi ha inventato uno strumento di imposizione «statistico» – gli studi di settore – non ha del tutto le carte in regola per acquisire fiducia: avalla l’evasione di chi guadagna di più della media statistica, e tassa di più chi guadagna di meno. E difficilmente coglie in flagrante chi ha tutti gli strumenti per evadere «legalmente». E’ giusto che tutti paghino le tasse. Ma anche che nessuno ne venga schiacciato.
La denuncia dei grandi ricchi finti poveri e dei non poveri che un po’ sono poveri cristi e un po’ furbetti, non deve tuttavia fare dimenticare che effettivamente in Italia sono in molti a guadagnare meno di mille euro al mese, vuoi perché non riescono a trovare altro che part time, vuoi perché anche il lavoro full time, alle dipendenze o autonomo, è poco remunerato e a volte non c’è neppure tutti i mesi. E’ vero, in famiglia i redditi si combinano. Tuttavia, se si pensa che il consumo medio di una giovane coppia senza figli è di 2.572 euro mensili, che salgono a 2.887 per una coppia con un figlio, si capisce bene come per molti, giovani e meno giovani, avvicinarsi al consumo medio sia una chimera, anche quando si guadagna in due.
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