L’Italia è stata la prima fornitrice di armi al Libano tra il 2000 e il 2004 e con 34,1 milioni di dollari, dopo Russia e Cina, è il maggior esportatore di materiali bellici in Medio Oriente. Lo svela un’inchiesta del mensile Microfinanza, basata sui dati del commercio estero delle Nazioni Unite. Il traffico d’armi e munizioni verso Iran, Sudan, Libia, Siria e Libano ha reso ai Paesi occidentali ben 327 milioni di dollari in quattro anni. In testa la Russia con 86 milioni di dollari di materiali, in gran parte destinati all’Iran, ma anche alla Siria, al Libano e alla Libia. I clienti preferiti del nostro Paese sono soprattutto la Siria, rifornita per oltre 20 milioni di dollari, e il Libano, a cui sono andate armi per 13,8 milioni. Le esportazioni italiane a Damasco hanno riguardato parti e accessori di mirini telescopici per carri armati, prodotte da Galileo Avionica, la società controllata da Selex Sensors and Airborne Systems (Finmeccanica 75%, Bae Systems 25%); nel caso del Libano, invece, le vendite sono state di armi leggere e munizioni.
Fonte: http://www.metamorfosi.info/infodetail.asp?infoid=3615
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