33449. ROMA-ADISTA. Anche gli scout dell’Agesci prendono posizione contro la modifica di riforma costituzionale proposta dall’imminente Referendum. Si legge sul documento approvato dal Consiglio Generale dell’associazione: “La legge di revisione costituzionale su cui ci è richiesto di esprimerci si caratterizza sul piano del metodo per essere stata approvata, a partire da un testo di proposta del governo, dalla sola maggioranza parlamentare; per questo viene richiesto il Referendum confermativo (vale la pena ricordare che la Carta Costituzionale del dicembre 1947, nonostante la forte conflittualità sociale e politica, venne approvata con il 90% dei voti favorevoli)”. “Fare della Costituzione un ‘prodotto di maggioranza’ tradisce l’idea stessa di Costituzione e appare un processo distorto che non ci sentiamo comunque di condividere anche se già avvenuto in un’altra occasione nella precedente legislatura nel 2001”. Ma le critiche dell’Agesci non vertono semplicemente su questioni di metodo: “La nostra Carta fondamentale è stata voluta dai Padri costituenti per evitare che gli italiani dovessero riattraversare le tragedie umane e storiche vissute. La soluzione allora realizzata è stata quella di completare il principio democratico del governo della maggioranza con l’indicazione di limiti alla maggioranza stessa, a tutela dei diritti fondamentali del singolo e delle minoranze. Tale tutela si realizza in particolare attribuendo specifici poteri ad organismi di Garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e Consiglio Superiore della Magistratura); individuando un attento equilibrio fra i Poteri esecutivo e legislativo e dando alla Magistratura garanzie costituzionali. La riforma, tra l’altro, va ad incidere proprio su questi aspetti”.
Il documento richiama quindi ad una “scelta di grande responsabilità personale a cui come scout non possiamo sottrarci”, per poi concludere: “Ci sta a cuore una Costituzione che possa essere veramente patrimonio comune per tutti i cittadini e quadro di riferimento condiviso all’interno del quale possano incontrarsi e confrontarsi le forze politiche e sociali. Ci sta a cuore una Costituzione che assicuri un ordinamento e una forma di governo coerente con i principi fondamentali enunciati nei primi articoli; una Costituzione che prevede un equilibrio tra i poteri e un ruolo delle assemblee elettive tali da garantire la sempre più piena attuazione dei diritti e doveri dei cittadini affermati nella prima parte della Carta. Ci sta a cuore una Costituzione che preservi il valore dell’unitarietà dello Stato, secondo il principio di sussidiarietà e di tutela dei cittadini, in particolare delle fasce più deboli. Ci sta a cuore una Costituzione che promuova il consolidamento di una rinnovata coscienza civile”.
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