L alternanza è una tragedia per i politici non per i cittadini

In Italia si respira un clima da psicodramma. Entrambe le parti, destra e sinistra, prefigurano scenari da incubo nel caso vincano gli avversari. Umberto Eco ha annunciato che riparerà all”estero se verrà riconfermato Berlusconi, un noto regista di sinistra fa uscire, al momento opportuno, un film dove l”attuale premier è definito, graziosamente «il Caimano». Giuliano Ferrara evoca la caduta del Fascismo e lo scenario pavoliniano della «bella morte» e, mentre i due schieramenti si scambiano insulti feroci e si accusano reciprocamente di sesquipedali menzogne (avendo entrambi ragione), si è tornati a sentire, come nel 1948, che i «comunisti mangiano i bambini» [Autore: Massimo Fini].


E che è? I liberaldemocratici non ci hanno rotto i timpani per anni spiegandoci che l”alternanza è la fisiologia della democrazia, la sua essenza stessa, il suo senso, ciò che la distingue dalle dittature? Che dopo cinque anni il popolo sovrano giudica l”operato di un governo e, col libero voto, lo riconferma o lo boccia? Che una maggioranza di governo, quando cade, accetta il verdetto insindacabile di un sistema che ha nelle libere elezioni il suo fulcro, oltre che il suo culto, e si prepara a fare l”opposizione e a esercitare quella funzione di controllo politico che è altrettanto essenziale in una democrazia?

E allora dov”è il dramma se vince l”uno invece che l”altro? Il dramma c”è e spiega tutti questi isterismi. Ma non riguarda il popolo italiano per il quale, vinca la destra o la sinistra, cambierà ben poco, anche perchè ben poco può fare oggi un governo nazionale condizionato da fattori globali che sfuggono completamente al suo raggio d”azione. Il dramma riguarda le oligarchie politiche, di destra e di sinistra, con il loro enorme codazzo di apparati, di adepti, di giornalisti e di famuli terrorizzati all”idea di perdere i propri privilegi, vantaggi, rendite di posizione, le possibilità di esercitare i consueti abusi e soprusi ai danni della cittadinanza o galvanizzati al pensiero di conquistarli per poi distribuirli, come nel feudalesimo, ai loro fedeli.

La democrazia in tutto questo non c”entra nulla. E tantomeno il popolo italiano la maggiorenza del quale guarda, credo, questo scomposto accapigliarsi con idifferenza, disincanto, ironia o disgusto, aspettando di sapere da quale di queste oligarchie, oggi così trepide e imploranti nel chiedere, con promesse improbabili, il suo consenso, dovrà essere, dopo il 10 aprile, oppressa, schiacciata e sbeffeggiata. Auguri.

Be the first to comment on "L alternanza è una tragedia per i politici non per i cittadini"

Leave a comment