à‚«Der Spiegelà‚»: saràƒ una vera orgia. E scoppiano le polemiche. La struttura a Berlino, nuovi palazzi chiusi in tutta la Germania. In arrivo 40 mila prostitute. Quando il Frauenrat, il Consiglio federale delle donne tedesche, ha chiesto alla nazionale di calcio di patrocinare la sua campagna à‚«Cartellino rosso per la prostituzione coattaà‚», un solo giocatore, il portiere di riserva Jens Lehmann, ha dato la sua adesione, salvo a ritirarla dopo qualche giorno [Paolo Valentino, Corriere.it]. E la domanda non è per nulla retorica, in un Paese come la Germania, che dal 2001 ha legalizzato la prostituzione, riconoscendola come normale attivitàƒ di lavoro e trasformando le lucciole in soggetti fiscali a pieno titolo, con diritto alla mutua e alla pensione. Secondo stime ufficiose, ci sono oggi circa 400 mila à‚«lavoratrici del sessoà‚» operanti nei sedici Laender federali, con un giro di 1 milione di clienti al giorno e un volume d’affari calcolato intorno ai 14 miliardi di euro l’anno. Il mondo a luci rosse ha giàƒ fiutato l’affare. Si inaugurano nuovi bordelli, per tutti il giàƒ celebre e sterminato Artemis, tremila metri quadrati su quattro piani con piscina, sauna, sale per massaggi, ristorante e cinema, aperto alcuni mesi fa a meno di un chilometro dall’Olympiastadion di Berlino. à‚«La più grande casa chiusa d’Europaà‚», dichiarano orgogliosi i suoi proprietari. Esagerati o meno, a pieno regime la maison vedràƒ operative un centinaio di signore. Ma i luoghi come Artemis, dove tutto saràƒ nei termini di legge, non bastano. Neppure il più grande mercato europeo dell’antico mestiere sembra in grado di soddisfare il plus di utenza, che si verificheràƒ durante le quattro settimane dei Mondiali. Una cifra è sulla bocca di tutti.
Quella che fa parlare il settimanale Der Spiegel di à‚«una vera orgiaà‚»: almeno 40 mila nuove professioniste sbarcheranno in qualche modo in Germania in vista del 9 giugno, data d’inizio dei Campionati. E tutte o quasi saranno gestite da sfruttatori senza scrupoli o da centrali internazionali del traffico di esseri umani. Vera o irrealistica che sia la stima, cosàƒÂ¬ temono le organizzazioni per la difesa delle donne, le Chiese cattolica e protestante, esponenti politici di destra e di sinistra, preoccupati che la grande kermesse si riveli irresistibile calamita per prosseneti di ogni risma e provenienza. Paure confermate dall’Interpol: à‚«In occasione dei grandi avvenimenti sportivi, le reti della prostituzione internazionale organizzano strutture specificheà‚». E il Bundeskriminalamt, l’Fbi tedesca, precisa che à‚«è difficile distinguere tra prostituzione legale e illegaleà‚». Del lancio di un’iniziativa europea di informazione si occuperàƒ in marzo il Parlamento della Ue: si tratta, spiega la Commissione per i diritti delle donne, à‚«di informare sportivi e tifosi su prostituzione coatta e traffico illegaleà‚». La mobilitazione del movimento femminista e dei cattolici ha peràƒÂ² trovato fin qui scarso riscontro. Detto dell’insensibilitàƒ della Federcalcio, nessuna campagna ufficiale di sensibilizzazione è prevista dai Laender o dal governo federale, secondo i quali basteranno le misure di sicurezza giàƒ approvate. La linea delle cittàƒ è al momento piuttosto quella di prendere atto. CosàƒÂ¬, il Senato di Berlino prevede la distribuzione gratuita di 100 mila profilattici, accompagnati da un volantino in inglese, con dieci regole di buona condotta per i potenziali clienti: siate cortesi, lavatevi, non bevete troppo, eccetera. Con buona pace dell’illegalitàƒ .
Paolo Valentino
28 febbraio 2006
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E’ possibile firmare online la petizione “Diciamo NO alla prostituzione delle donne in Germani durante i mondiali di calcio 2006“.
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