Il consumo mondiale dà¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia, nel 2004, ha raggiunto i 154 miliardi di litri, il 57% in più, rispetto ai 98 miliardi di litri di cinque anni prima. Anche dove là¢â‚¬â„¢acqua di rubinetto è sicura, la domanda dà¢â‚¬â„¢acqua imbottigliata è in crescita, portandosi dietro un incremento, non necessario, di rifiuti e di consumi energetici [RSI News]. Gli Stati Uniti sono i maggiori consumatori di acqua in bottiglia, con 26 miliardi di litri nel 2004, seguiti dal Messico con 18 miliardi di litri, da Cina e Brasile, con 12 miliardi di litri ciascuno, mentre Italia e Germania sono quinta e sesta, con oltre 10 miliardi di litri.
Ma il nostro Paese è il primo al mondo per consumo pro capite di quasi 184 litri, seguita da Messico ed Emirati Arabi Uniti, con 169 e 164 litri, Belgio e Francia con 145, Spagna con 137.
Tra il 1999 e il 2004, il consumo pro capite in Libano, Emirati Arabi e Messico è cresciuto tra il 44 e il 50%.
In Cina e India, il consumo per persona è cresciuto meno ma, date le loro dimensioni, il consumo è triplicato in India e più che raddoppiato in Cina, con grandi potenzialitàƒ di ulteriore crescita.
Questi sono alcuni dati di uno studio presentato dallà¢â‚¬â„¢Earth Policy Institue, organizzazione no profit statunitense, presieduta da Lester Brown.
A differenza dellà¢â‚¬â„¢acqua di rubinetto, che viene distribuita attraverso infrastrutture energicamente efficienti, il trasporto dellà¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia su lunghe distanze comporta forti consumi di combustibili fossili. Basti pensare che, nel 2004, la finlandese Nord Water ha imbottigliato e trasportato 1,4 milioni di bottiglie di acqua finlandese per 4.300 chilometri, dal suo impianto di imbottigliamento di Helsinki allà¢â‚¬â„¢Arabia Saudita.
Ai consumi energetici per il trasporto, si aggiungono quelli per la produzione delle bottiglie di plastica, che poi diventano rifiuti, con ulteriori costi di smaltimento. Il consumo mondiale di plastica per la produzione di bottiglie per là¢â‚¬â„¢acqua ammonta a 2,7 milioni di tonnellate annue.
Il rapporto punta poi il dito sulle conseguenze che la rapida crescita di questo settore industriale comporta allà¢â‚¬â„¢ecosistema, dal momento che il prelievo dellà¢â‚¬â„¢acqua è concentrato nelle zone dove sono localizzati gli impianti dà¢â‚¬â„¢imbottigliamento.
In India, ad esempio, là¢â‚¬â„¢estrazione, da parte di Coca-Cola, dellà¢â‚¬â„¢acqua per le bottiglie Dasani e altre bevande ha causato carenza dà¢â‚¬â„¢acqua ad oltre 50 villaggi. Problemi simili si registrano in Texas e nella regione dei Grandi Laghi del Nord America, con danni per gli agricoltori e i pescatori.
Diversi studi hanno mostrato che i consumatori associano il consumo di acqua imbottigliata con uno stile di vita salutare. Tuttavia, circa il 40% dellà¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia proviene dal rubinetto e spesso la sola differenza è costituita dallà¢â‚¬â„¢aggiunta di sostanze minerali, che non hanno proprietàƒ curative.
Là¢â‚¬â„¢Earth Policy Institute sottolinea che non è in discussione là¢â‚¬â„¢importanza, per la salute a livello globale, della disponibilitàƒ dà¢â‚¬â„¢acqua potabile pulita. Ma là¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia non è la risposta nel mondo sviluppato e non risolve il problema dellà¢â‚¬â„¢1,1 miliardo di persone, cui manca un rifornimento idrico sicuro.
Migliorare ed estendere i sistemi esistenti di trattamento e sanificazione dellà¢â‚¬â„¢acqua è il modo più opportuno per fornire fonti idriche sicure e sostenibili nel lungo termine. Nei villaggi, la raccolta dellà¢â‚¬â„¢acqua piovana e lo scavo di nuovi pozzi puàƒÂ² creare fonti dà¢â‚¬â„¢acqua maggiormente accessibili.
Gli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile, indicano la necessitàƒ di dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone cui non è assicurato un accesso sostenibile allà¢â‚¬â„¢acqua potabile. Per far questo, sarebbe necessario duplicare i 15 miliardi di dollari annui, che vengono attualmente spesi nel mondo per la fornitura dellà¢â‚¬â„¢acqua e il risanamento delle fonti.
Si tratta di una cifra apparentemente ingente ma che non lo è se la si compara con i 100 miliardi di dollari che si stima vengano spesi ogni anno per l’acqua in bottiglia.
Ma il nostro Paese è il primo al mondo per consumo pro capite di quasi 184 litri, seguita da Messico ed Emirati Arabi Uniti, con 169 e 164 litri, Belgio e Francia con 145, Spagna con 137.
Tra il 1999 e il 2004, il consumo pro capite in Libano, Emirati Arabi e Messico è cresciuto tra il 44 e il 50%.
In Cina e India, il consumo per persona è cresciuto meno ma, date le loro dimensioni, il consumo è triplicato in India e più che raddoppiato in Cina, con grandi potenzialitàƒ di ulteriore crescita.
Questi sono alcuni dati di uno studio presentato dallà¢â‚¬â„¢Earth Policy Institue, organizzazione no profit statunitense, presieduta da Lester Brown.
A differenza dellà¢â‚¬â„¢acqua di rubinetto, che viene distribuita attraverso infrastrutture energicamente efficienti, il trasporto dellà¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia su lunghe distanze comporta forti consumi di combustibili fossili. Basti pensare che, nel 2004, la finlandese Nord Water ha imbottigliato e trasportato 1,4 milioni di bottiglie di acqua finlandese per 4.300 chilometri, dal suo impianto di imbottigliamento di Helsinki allà¢â‚¬â„¢Arabia Saudita.
Ai consumi energetici per il trasporto, si aggiungono quelli per la produzione delle bottiglie di plastica, che poi diventano rifiuti, con ulteriori costi di smaltimento. Il consumo mondiale di plastica per la produzione di bottiglie per là¢â‚¬â„¢acqua ammonta a 2,7 milioni di tonnellate annue.
Il rapporto punta poi il dito sulle conseguenze che la rapida crescita di questo settore industriale comporta allà¢â‚¬â„¢ecosistema, dal momento che il prelievo dellà¢â‚¬â„¢acqua è concentrato nelle zone dove sono localizzati gli impianti dà¢â‚¬â„¢imbottigliamento.
In India, ad esempio, là¢â‚¬â„¢estrazione, da parte di Coca-Cola, dellà¢â‚¬â„¢acqua per le bottiglie Dasani e altre bevande ha causato carenza dà¢â‚¬â„¢acqua ad oltre 50 villaggi. Problemi simili si registrano in Texas e nella regione dei Grandi Laghi del Nord America, con danni per gli agricoltori e i pescatori.
Diversi studi hanno mostrato che i consumatori associano il consumo di acqua imbottigliata con uno stile di vita salutare. Tuttavia, circa il 40% dellà¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia proviene dal rubinetto e spesso la sola differenza è costituita dallà¢â‚¬â„¢aggiunta di sostanze minerali, che non hanno proprietàƒ curative.
Là¢â‚¬â„¢Earth Policy Institute sottolinea che non è in discussione là¢â‚¬â„¢importanza, per la salute a livello globale, della disponibilitàƒ dà¢â‚¬â„¢acqua potabile pulita. Ma là¢â‚¬â„¢acqua in bottiglia non è la risposta nel mondo sviluppato e non risolve il problema dellà¢â‚¬â„¢1,1 miliardo di persone, cui manca un rifornimento idrico sicuro.
Migliorare ed estendere i sistemi esistenti di trattamento e sanificazione dellà¢â‚¬â„¢acqua è il modo più opportuno per fornire fonti idriche sicure e sostenibili nel lungo termine. Nei villaggi, la raccolta dellà¢â‚¬â„¢acqua piovana e lo scavo di nuovi pozzi puàƒÂ² creare fonti dà¢â‚¬â„¢acqua maggiormente accessibili.
Gli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile, indicano la necessitàƒ di dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone cui non è assicurato un accesso sostenibile allà¢â‚¬â„¢acqua potabile. Per far questo, sarebbe necessario duplicare i 15 miliardi di dollari annui, che vengono attualmente spesi nel mondo per la fornitura dellà¢â‚¬â„¢acqua e il risanamento delle fonti.
Si tratta di una cifra apparentemente ingente ma che non lo è se la si compara con i 100 miliardi di dollari che si stima vengano spesi ogni anno per l’acqua in bottiglia.
Vedi tutto il report su:
http://www.earth-policy.org/Updates/2006/Update51_data.htm
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