Il Parlamento europeo ha dato il via libera, lo scorso 19 gennaio, alla direttiva europea contro là¢â‚¬â„¢omofobia. Qualche mese prima alcune dichiarazioni di esponenti preminenti di stati come la Polonia, il suo primo ministro, il suo presidente della repubblica, avevano esposto frasi di forte dileggio contro chi apparteneva a un orientamento sessuale differente. La politica in Europa prosegue verso la piena accettazione di forme e condizioni che possano condurre al pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali. [Alessandro Rizzo]
Ricordiamo come la stessa Unione Europea avesse giàƒ recepito, nel Trattato di Nizza, come assoluto il diritto di manifestare liberamente le proprie scelte in questo campo. E oggi deve essere, questo, un fondamento esclusivo di indirizzo politico per i provvedimenti che nelle diverse realtàƒ statuali dovranno essere presi. In Spagna, in Gran Bretagna il matrimonio tra omosessuali è giàƒ legge, mentre in Danimarca il diritto a contrarre unione tra persone dello stesso sesso è giàƒ normativa nazionale dal lontano 1989, molto prima dellà¢â‚¬â„¢approvazione della disposizione comunitaria, in cui si invitavano i Paesi membri a prendere in considerazione forme giuridiche che potessero estendere i diritti delle coppie giuridiche alle coppie di fatto, sia esse di impostazione eterosessuale, sia omosessuale.
La direttiva europea di ultima approvazione è diventata, giustamente, secondo i canoni organizzativi e costitutivi dellà¢â‚¬â„¢Unione, fortemente vincolante tanto da considerare come non possibile là¢â‚¬â„¢entrata e la piena adesione della Croazia nella stessa comunitàƒ . Lo stato balcanico non ha ancora formalmente recepito nel proprio ambito ordinamentale la disposizione e, questo ritardo, potrebbe fare scattare per lo stesso una sanzione tale da non recepire il paese nel novero delle future nuove entrate nellà¢â‚¬â„¢area dellà¢â‚¬â„¢Unione.
La questione dellà¢â‚¬â„¢omofobia è di grave entitàƒ e assume sempre maggiormente caratteri di forte pericolo per coloro che si professano liberamente di orientamento omosessuale, nei propri ambiti quotidiani, relazionali e lavorativi. Sono in forte aumento azioni di mobbing e di discriminazione ad alto contenuto negli uffici e si presentano forme di aggressione verbale e sostanziale, fisica, in differenti contesti: dalle violenze alle minacce, a forme di emarginazione sociale. Questi episodi si verificano non solo in paesi lontani dalla nostra tradizione di stampo liberale e illuministica, basata sul concetto della cittadina e del cittadino visto come persona, come soggetto di diritti e come eguale di fronte alla legge ma, anche, nellà¢â‚¬â„¢area cosiddetta fondata sulla democrazia occidentale. In Polonia ricordiamo atti di aggressione e di repressione manifestati dalle autoritàƒ locali in occasione del convegno internazionale del Movimento Gay Lesbico Bisessuale e Transgender . Nel Sud Africa, patria del liberalismo di ultima avanzata, dopo la sconfitta del sanguinario e vergognoso apartheid, abbiamo casi di dileggio e dilapidazione di donne lesbiche, vittime ormai da anni di unà¢â‚¬â„¢escalation senza fine e senza termine di violenze di tipo sessuale: là¢â‚¬â„¢ultimo è quello di una ragazza di diciannove anni uccisa barbaramente da stupratori davanti agli occhi della propria famiglia, nel momento in cui stava correndo verso casa per salvarsi dalla tortura feroce che veniva contro di lei perpetrata con cinismo e freddezza assolute. Tante sono, infine, nello stesso paese, le donne omosessuali vittime di violenze carnali in quanto divenute sieropositive dopo il verificarsi dellà¢â‚¬â„¢atto ignobile.
Durante là¢â‚¬â„¢approvazione della direttiva europea, in aula, il laburista Michael Cashman ha avuto occasione di pronunciare queste parole nel suo importante discorso: à¢â‚¬Å“La questione, per me è personale sono omosessuale. PerchàƒÂ©, visto che sono gay, dovrei veder rinnegati i mie diritti come uomo?à¢â‚¬?. Eà¢â‚¬â„¢ possibile oggi come oggi avere ancora forme di emarginazione e di discriminazione basate sul semplice orientamento sessuale? Quale è il limite che si pone alla libertàƒ e allà¢â‚¬â„¢autodeterminazione delle altre cittadine e degli altri cittadini eterosessuali, nel momento in cui qualcuno, di tendenze sessuali alternative, godesse degli stessi diritti e delle stesse garanzie di cui godono le prime e i primi? Ma perchàƒÂ© impedire che un omosessuale possa vivere dignitosamente come vivono gli altri suoi simili? Le domande sono molte e le risposte possono essere date solamente dallà¢â‚¬â„¢affermazione di una legislazione coerente, che consenta veramente là¢â‚¬â„¢affermazione del principio illuministico, ossia la piena opportunitàƒ paritetica per tutte e per tutti, in quanto esseri umani, civili e sociali. Là¢â‚¬â„¢Unione Europea ha spinto, nonostante irresponsabili e irrazionali spinte conservatrici contrarie, palesatesi da alcuni gruppi politici, allà¢â‚¬â„¢approvazione di questo grande atto legislativo quadro comunitario che condiziona gli stati allà¢â‚¬â„¢adeguamento del riconoscimento del principio di pari dignitàƒ tra soggetti a prescindere dagli orientamenti sessuali professati. La Croazia se non recepisse questa direttiva rischieràƒ gravi sanzioni comunitarie, pena la sua esclusione dal novero dei nuovi membri dellà¢â‚¬â„¢Unione. In altri contesti nazionali, peràƒÂ², non vi sono elementi esterni che possano rendere percepibile e, pertanto, vincolante questo principio di civiltàƒ e di progresso.
Alessandro Rizzo
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