Diritti civili, memoria storica e pari opportunità

La discriminazione è una piaga da superare e combattere, certamente riportando il tema della laicitàƒ a essere al centro del dibattito politico e culturale attuale. Là¢â‚¬â„¢Europa nel 1994 ha varato una direttiva in cui si invitano gli stati membri di varare delle normative che possano prevedere il pieno riconoscimento della paritàƒ tra cittadine e cittadini dello stesso sesso di contrarre forme di convivenza civile e di accordo matrimoniale, a prescindere dallà¢â‚¬â„¢apparteneza di genere e di orientamento sessuale [Alessandro Rizzo].


La battaglia che alcune associazioni stanno promuovendo, impegnate nel dicembre scorso a Cracovia nella 22à‚° Conferenza dell’Organizzazione Internazionale dei Giovani GLBT, nel varare delle linee di rivendicazione politica per i diritti degli omosessuali, transessuali e transgender, incomincia ad avere frutti di non indifferente portata e innovazione normativa in vari stati europei.

In Gran Bretagna abbiamo avuto le prime nozze gay, ossia delle forme di accordo contrattuale che ha consentito a coppie del medesimo genere di prevedere una convivenza civile e sociale paritaria in opportunitàƒ a quelle di diritto eterosessuali: nel Paese conservatore per eccellenza e patria della monarchia, dove il regnante è anche espressione religiosa massima dellà¢â‚¬â„¢anglicanesimo protestante, è un passo avanti di notevole portata. CosàƒÂ¬ come è un passo notevole in avanti quello eseguito da poco in Spagna, dove il governo socialista di Zapatero, ha approvato una normativa che estende la possibilitàƒ di contrarre matrimonio per persone del medesimo sesso: la cattolicissima penisola iberica ha attuato una rivoluzione laica di forte portata, da subito osteggiata da movimenti di conservazione clericale e curialista.

Ricordiamo anche che la prima nazione a provvedere forme di contrattualizzazione di convivenza tra persone omosessuali è stata la Danimarca, nel 1989, precorritrice addirittura della normativa varata dal Parlamento Europeo. Ma accanto a queste forme di forte novitàƒ culturale e sociale, di impronta democratica e civile, abbiamo alcuni stati in cui ancora esiste una subordinazione estenuante del potere legislativo e della potestàƒ autonoma statuale rispetto allà¢â‚¬â„¢ideologismo confessionale di maggiore radicalitàƒ e di maggiore incidenza: riportiamo il caso della Lettonia, nella cui neo approvata costituzione vi è espressamente scritto che il matrimonio è consentito solamente tra soggetti di esso differente e opposto; oppure ricordiamo la Polonia, in cui vige una repressione acerrima dei diritti di libertàƒ di manifestazione del proprio orientamento sessuale, nonchàƒÂ© normative discriminanti contro là¢â‚¬â„¢autodeterminazione sessuale.

Il 27 gennaio celebriamo la giornata della memoria: nel 1945 là¢â‚¬â„¢Armata Rossa liberava il campo di concentramento di Auschwitz. Soggetti alle norme razziali e discriminatorie non erano solamente gli ebrei, vittime di un genocidio di massa, scientemente e artatamente perpetrato dal regime nazifascista: ricordiamo che vittime della barbarie del totalitarismo e assolutismo sanguinario della follia dittatoriale tedesca e italiana furono anche i testimoni di geova, gli zingari, le minoranze etniche e religiose, donne e bambini indifesi e deboli, i diversamente abili, gli affetti da malformazioni e, per finire, gli omosessuali. Questi ultimi hanno sofferto unà¢â‚¬â„¢azione di repressione sanguinaria di inaudita portata.

à¢â‚¬Å“L’odio nazista à¢â‚¬ come dice Le Bitoux nel suo libro à¢â‚¬Å“Les oubliàƒÂ©s de la màƒÂ©moireà¢â‚¬? à¢â‚¬ travolge ogni cosa al suo passaggio: i centri di ricerca, i beni culturali, i commerci, i mass media, le organizzazioni socialià¢â‚¬? e, quindi, anche gli omosessuali. Gli omosssuali subirono violenze e deprivazioni da parte del regime nazifascista ma, anche, forme di esclusione sociale, e forme persecutorie mai conosciute: torture e sperimentazioni scientifiche di inconcepibile disumanitàƒ . Il ricordo delle violazioni dei propri diritti e della propria dignitàƒ di esseri umani fu reso taciuto, nonchàƒÂ© mai oggetto di ricordo e di memoria storica, da parte della cittadinanza anche nella fase post bellica: la giornata della memoria e la manifestazione del 14 gennaio in nome della laicitàƒ come princpio di libertàƒ e di autodeterminazione civile e sociale devono indurci a considerare come gravi e condannabili canali di repressione dellà¢â‚¬â„¢emancipazione sessuale, che ancora vigono in alcuni ordinamenti europei e che ancora sono presenti in correnti ideologiche di stampo nazionalista e xenofobo, come si è potuto riscontrare in Polonia, a Cracovia, durante là¢â‚¬â„¢incontro internazionale del Movimento gay lesbico e omosessuale.

Il progresso è tale se riesce a comprendere il rispetto e la tutela di ogni tipo di esistenza e se riesce a promuovere organizzazioni alternative di autoaffermazione della cittadinanza, sia essa intesa singolarmente, sia essa intesa in forme organizzate di stampo collegiale e collettivo. La laicitàƒ non è intolleranza verso le confessioni religiose, ma è garanzia della sussistenza delle medesime, nel momento in cui si evince che deve esistere una separazione tra attivitàƒ legislativa, che deve saper apportare mediazione dei diversi interessi e delle diverse culture sociali, e credenza ideologica, che deve saper costruire una propria base di autonomia interna allo stato ma non prevaricante, nàƒÂ© influenzante il giusto cursus di formulazione legislativa.

In questa versione è possibile oggi parlare di laicitàƒ . Ed è in questa tendenza che dobbiamo rivendicare come assoluti i diritti civili di coloro che aderiscono a forme di orientamento sessuale differenti ma che, essendo cittadine e cittadini a pieno titolo, devono essere sottoposti a una normativa che garantisca a loro medesimi pari opportunitàƒ rispetto ad altre categorie di cittadinanza sociale. Ed è per questo che la base di proposta del Movimento Gay Lsbico Transgender e Bisessuale italiano è di alto senso civile e di forte portata progettuale, nel momento in cui in essa si stabilisce come imprescindibile là¢â‚¬â„¢approvazione dei PACS, giàƒ adottati in Francia, come primo passo propedeutico al riconoscimento del matrimonio come convivenza civile tra persone del medesimo sesso. Eà¢â‚¬â„¢ un primo passo, questo, inderogabile di una lunga scalata in un Paese dalla Costituzione di alto tessuto democratico, ma ancora lontano dai parametri di laicitàƒ e progresso definiti e attuati in altri e vicini contesti statali comunitari.

Alessandro Rizzo

Be the first to comment on "Diritti civili, memoria storica e pari opportunità"

Leave a comment