La Turchia teme una nuova Susurluk

Circa 10 anni dopo l’incidente di Susurluk, un nuovo scandalo travolge la Turchia. I lettori italiani forse non ricorderanno, ma a Susurluk -una cittadina nel nord-ovest del Paese- venne documentata per la prima volta la connivenza tra il governo turco, la mafia e i servizi segreti deviati. A Susurluk, il 3 novembre 1996 tre persone persero la vita nello scontro tra un camion e una mercedes. L’identitàƒ delle vittime che viaggiavano assieme, il capo della polizia Huseyin Kocadag, Abdullah Catli (un mafioso influente da anni al soldo dei servizi deviati e responsabile dell’assassinio di decine di esponenti della sinistra turca), il deputato  Sedat Bucak (l’unico sopravvissuto) e una donna di nome Gonca Us, rivelarono all’opinione pubblica quel legame incestuoso [di Asli Kayabal Zavaglia].

Adesso la Turchia sta vivendo uno scandalo simile. Brevemente il fatto:  lo scorso 9 novembre a Semdinli, una localitàƒ vicina a Hakkari nel sud-est della Turchia, viene lanciata una bomba contro la libreria Umut. Una persona rimane uccisa, decine i feriti. L’immediata reazione popolare consente di acciuffare l’autore della tentata strage mentre cerca di salire su una macchina che l’aspetta per portarlo al sicuro. Si tratta di Veysel Ates, un ex militante del Partito Comunista Curdo attualmente collaboratore dei servizi segreti. Nella macchina che aspetta Ates per portarlo via ci sono Ali Kaya e Ozcan Ildeniz, entrambi col grado di sergente maggiore dell’esercito turco. Un altro militare, il sergente Tanju Cavus, di copertura su una macchina civetta con targa civile, durante i tafferugli spara verso la gente e uccide una persona. La polizia turca lo arresteràƒ assieme a Veysel Ates.

La macchina che doveva essere utilizzata per la fuga, una Renault 19 con targa civile, è risultata in uso diretto dello stato maggiore dell’esercito. Nel bagaglio verranno trovati, assieme  al  documento identificativo  della macchina, tre fucili Kalashnikof, due bombe a mano di tipo  MKE, la pianta del quartiere e del passaggio dove è ubicata la libreria Umut.

Da circa due mesi, Semdinli e Hakkari erano state individuate come un obiettivo militare. Molti attentati con bombe si erano susseguiti. Dopo la tentata strage del 9 novembre, Ankara ha inviato nella zona una commissione per fare luce sull’accaduto e sul coinvolgimento di militari in servizio. La gente del luogo peràƒÂ² non si fida del governo e addirittura lo rifiuta, temendo una scarsa volontàƒ politica di arrivare alla veritàƒ . Oltre agli esponenti del governo islamico di Tayyip R. Erdogan si sono immediatamente recati a Semdinli alcuni deputati del partitito kemalista all’opposizione in Parlamento, il Partito Popolare della Repubblica (CHP) di Deniz Baykal.

Secondo i deputati del CHP i fatti accaduti a Semdinli sono assolutamente inquietanti e tali da richiamare alla memoria lo scandalo di Susurluk.

Per Esat Canan, deputato locale del CHP, i responsabili della bomba lanciata contro la libreria Umut  e degli scontri successivi nel centro di Semdinli tra la popolazione locale e i miltari sono  i servizi di sicurezza. L’inchiesta svolta dal deputato assieme alla procura di Hakkari sulla macchina usata dai militari ha consentito recentemente di individuare una lista con centocinque potenziali obiettivi.

Anche Ahmet per un altro deputato del CHP, Ahmet Kucuk, eletto a Canakkale, la situazione è davvero tragica. La gente locale è molto tesa. E’ come vivere una seconda Susurluk. Se lo stato crea organizzazioni illegali e le usa per combattere il terrorismo, prima o poi la veritàƒ viene a galla. I responsabili delle bombe nella zona di Hakkari sono stati i servizi di sicurezza. Ad aspettare in macchina la persona che ha lanciato la bomba erano due agenti dei servizi segreti.

E i militari come vedono la situazione? Il potentissimo capo di stato maggiore, generale Hilmi Ozkok, ha detto testualmente: “Non posso accusare, nàƒÂ© difendere il mio personale. Mi fido dei giudici.” Yasar  Buyukanit, comandante delle truppe militari di terra, ha dichiarato: “Ho visto la foto di un sergente in un quotidiano. Ha collaborato con me durante l’operazione di Cevik contro i terroristi curdi. Non mi pare sia un tipo che possa commettere azioni illegali. Capiremo di più dopo l’inchiesta.”

Per l’opinione pubblica turca la vicenda di Semdinli riporta l’orologio della storia indietro di dieci anni. Ci sono solo due possibilitàƒ : o la vicenda è stata organizzata direttamente dai servizi segreti militari o da una cellula deviata attiva sotto la stessa organizzazione, da quello che in Turchia viene individuato come lo “stato profondo”, un’organizzazione attiva al di sotto dello stato ufficiale. Certo la gravitàƒ dell’accaduto e l’impatto emotivo sulla popolazione sono stati enormi. Il 15 novembre il parlamento turco si riuniràƒ per discutere della vicenda di Semdinli e in tale occasione maggioranza e opposizione proporranno di avviare un’inchiesta ufficiale e trasparente per individuare i responsabili della vicenda.

Per tantissimo tempo dopo lo scandalo di Susurluk la popolazione civile ha organizzato tutta una serie di  manifestazioni creative per auspicare uno stato trasparente. Neanche quelle manifestazioni sono riuscite a dipanare l’intricato gomitolo di Susurluk. Penso che molti non immaginavano che quella brutta esperienza si potesse ripetere. Semdinli ha fatto crollare quelle speranze. Vedremo cosa faràƒ il governo e come reagiràƒ   il popolo turco. 

Be the first to comment on "La Turchia teme una nuova Susurluk"

Leave a comment