Una storia del Brasile raccontata solo attraverso le musiche, le danze, i canti più caratteristici dei suoi popoli, e portata in scena da una ventina di ragazzi provenienti dalle baraccopoli di Recife, nello stato nordorientale del Pernambuco. Una grande carica di energia che parla di tradizioni popolari, mescolanza di genti, influenze culturali, voglia di riscatto, speranza di liberazione [Cinzia Agostini].
Historia do Brazil, questo il titolo della tournàƒÂ©e che sta girando per là¢â‚¬â„¢Italia in questi giorni grazie al sostegno dellà¢â‚¬â„¢organizzazione Mani Tese, è frutto del lavoro del gruppo Peà¢â‚¬â„¢ no ChàƒÂ£o (unà¢â‚¬â„¢espressione che in portoghese significa à¢â‚¬Å“con i piedi per terraà¢â‚¬?), nato nel 1994 tra i quartieri ad alto rischio di Santo Amaro e di Canal de Arruda per opera di alcuni educatori e sociologi del luogo.
Attraverso una personale metodologia pedagogica, basata sulla manifestazione dei desideri e dei pensieri giovanili per mezzo della musica, della danza e dei graffiti, e partendo dai ritrovi dei ragazzi di strada, gli educatori sono divenuti promotori di iniziative con le famiglie e collaborazioni con le istituzioni per là¢â‚¬â„¢assistenza allà¢â‚¬â„¢infanzia, sino a promuovere eventi di sensibilizzazione sul problema dei bambini di strada e sullà¢â‚¬â„¢importanza della scolarizzazione come metodo per uscire dalla povertàƒ .
à¢â‚¬Å“Historia do Brazilà¢â‚¬? unisce elementi di danze indie tradizionali come il caboclo, che simula i momenti della caccia e del raccolto, o il gioco del maracantu naàƒÂ§àƒÂ£o, che rappresenta un corteo regale, ad altri importati dai colonizzatori portoghesi (la ciranda), per finire ai ritmi, gesti e movimenti imparati dagli schiavi neri (samba, coco, maculele, capoeira) fino alla più recente espressione acrobatica della breakdance.
Per saperne di più: www.manitese.it
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