Altroconsumo: il commercio equo e solidale promuove la giustizia

N”dem, Senegal: un villaggio ai bordi del Sahel, a 150 chilometri da Dakar. Non c”è telefono né elettricità , ma c”è un contabile amministratore regolarmente pagato, necessario per la gestione degli atelier artigianali di tessitura, sartoria, batik, lavorazione del cuoio, falegnameria e molto altro. Prodotti che trovano il loro canale privilegiato di vendita nei negozi del circuito equo e solidAale. Il punto importante è che il prezzo pagato rende l”attività artigianale a N”dem sufficiente a garantire condizioni di vita accettabili (Altroconsumo).


E questo è solo un esempio (tratto dal sito di chicomendes): sono numerosi e sparsi in tutto il mondo i centri di attività , dove grazie al commercio equo e solidale i produttori ottengono una remunerazione migliore.

Le organizzazioni di commercio equo e solidale (ma si parla anche di commercio etico) permettono a piccoli artigiani e agricoltori nei Paesi poveri di trovare sbocchi sui mercati del mondo più ricco, consentendo loro di sopravvivere grazie al loro lavoro, in un mercato sempre più competitivo e sempre meno sostenibile per chi vive ai suoi margini.

A oggi non esiste ancora un marchio unico che certifichi tutti i prodotti equi e solidali. Una caratteristica di questo tipo di commercio è però la trasparenza e la disponibilità a dare informazioni sull”attività svolta, anche attraverso materiale disponibile nelle Botteghe.

Esistono comunque organizzazioni che raccolgono gli operatori del commercio equo, garantendo che chi è associato segue una serie di criteri: a livello internazionale opera la Ifat, in Italia c”è l”Agices. Soprattutto per gli alimentari, c”è poi il marchio Transfair. Anche se al momento la principale forma di garanzia offerta dal commercio equo è quella data da ciascuna organizzazione che se ne occupa.

I produttori o gruppi di produttori del Sud del mondo, per essere coinvolti nella rete del commercio equo e solidale in Europa, devono essere provvisti di una struttura che permetta una buona rappresentanza dei lavoratori (spesso infatti si tratta di cooperative); devono perseguire anche scopi sociali, come promozione dei diritti della donna o lavoro a persone disabili; e devono fornire prodotti adeguati ai criteri d”acquisto in Europa.

A loro le organizzazioni di commercio equo garantiscono: contatti diretti e continuativi; un prezzo giusto e concordato, per un livello di vita dignitoso; sostegno finanziario, attraverso il prefinanziamento degli ordini e lo sviluppo di progetti di microcredito; valorizzazione della dignità del lavoro, in particolare nei confronti di soggetti svantaggiati e discriminati; rispetto dell”ambiente, incentivazione delle produzioni biologiche.

I prodotti di artigianato sono disponibili principalmente nelle Botteghe del Mondo, ormai diffuse in tutta Italia. Si contano più di 300 punti vendita, distribuiti in maniera particolarmente capillare in Lombardia (86 botteghe), Piemonte (39), Veneto (38) ed Emilia (26).

I prodotti offerti spaziano in un ventaglio piuttosto ampio: dagli oggetti per la casa, ai tessuti, ai gioielli, ai capi di abbigliamento, alle borse e altri articoli di cuoio, ai giocattoli e strumenti musicali etnici, agli articoli da regalo (candele, cartoleria, soprammobili…).

Per quello che riguarda i prezzi, è del tutto logico che i prodotti di artigianato del commercio equo e solidale costino di più dei prodotti di serie importati dal terzo mondo. Anche se non è facile istituire confronti, in mancanza di un paragone preciso, i prezzi sono però complessivamente comparabili a quelli dei prodotti artigianali reperibili sul mercato tradizionale.

Un caso particolare che si può segnalare è quello delle bomboniere, proposte dalle Botteghe del Mondo utilizzando piccoli oggetti di artigianato, come scatoline di legno o pietra intarsiate: il prezzo è competitivo rispetto a quello delle bomboniere tradizionali.

Tra le prossime iniziative a sostegno del commercio equo e solidale, la fiera nazionale del commercio equo e solidale Tuttaunaltracosa, che si terrà dal 3 al 5 giugno 2005 a Parma.

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