Qualche giorno fa leggendo un articolo dallà ¢â‚¬â„¢eloquente à ¢â‚¬Å“titolo il fondo del barileà ¢â‚¬?* che spiegava come nel giro di qualche decennio (ad essere ottimisti) dovremmo abituarci a convivere con un petrolio sempre più scarso, sono rimasto sbalordito dalla didascalia che spiegava là ¢â‚¬â„¢ultima moda, in fatto di auto per le famiglie negli stati uniti. Dalle nostre parti quando parliamo di à ¢â‚¬Å“auto per famiglieà ¢â‚¬? ci vengono in mente gli station-wagon o al massimo le monovolume che da qualche anno si sono diffuse nelle nostre città ƒ . Ma negli stati uniti, si sa sono più à ¢â‚¬Å“avantià ¢â‚¬? e le famigliole americane vanno pazze per gli à ¢â‚¬Å“hummerà ¢â‚¬?. Che altro non sono che una sorta di carri armati cittadini.
Di Luca Breda
Questa la didascalia:
LA NUOVA AUTO PER FAMIGLIE: 2394 chilogrammi, 4 chilometri con un litro, 400 dollari di gasolio al mese tonnellate di divertimento: a questi bambini di Atlanta, in Georgia, lo Hummer piace in versione ridotta come a grandezza naturale.à ¢â‚¬?A volte ci dormono la notte, per giocoà ¢â‚¬?,dice la mamma, che lo ha comprato per lavoro ma ora lo usa sempre.à ¢â‚¬?So che consuma troppo,ma mi piace sapere che ,se vado a sbattere contro qualcosa, vinco sempre ioà ¢â‚¬?.
Ragionamenti come questi basterebbero da soli per includere la demenza precoce tra le malattie à ¢â‚¬Å“da benessereà ¢â‚¬? (assieme allà ¢â‚¬â„¢obesità ƒ e al colesterolo alto): girare con un carro armato per le vie della città ƒ puà ƒÂ² anche dare un senso di sicurezza, augurandoci perà ƒÂ² di non andare a cozzare contro una betoniera, una sequoia o un altro Hummer. Ma è preoccupante il fatto che esistano industrie automobilistiche che immettono sul mercato mostri del genere; nel mondo si scatenano guerre per accaparrarsi più petrolio possibile prima che finisca, governi stanziano ingenti somme per incentivare le energie rinnovabili, scienziati di mezzo mondo si arrovellano per cercare fonti energetiche alternative, e questi mettono sul mercato delle divoratrici di gasolio. Fatti come questi fanno capire come sia possibile che i consumi petroliferi americani siano più che doppi rispetto a quelli italiani; ogni italiano consuma infatti mediamente poco più 5 litri di petrolio al giorno, contro gli 11 della media americana. Eppure usiamo condizionatori, frigoriferi, lavastoviglie nelle nostre case. Nelle nostre famiglie abbiamo spesso due automobili (e magari solo una è unà ¢â‚¬â„¢utilitaria). Insomma non si puà ƒÂ² certo dire che la nostra vita sia sacrificata dal fatto di usare molto meno petrolio degli americani.
Probabilmente un americano medio con il nostro tenore di vita potrebbe sentirsi meno libero, non avendo a disposizione auto che divorano quantità ƒ spropositate di petrolio, ma si puà ƒÂ² misurare la libertà ƒ e il benessere con un simile à ¢â‚¬Å“metroà ¢â‚¬?? Benessere vuol veramente dire spreco delle risorse naturali? Oppure possiamo vivere ugualmente bene utilizzando quello che il nostro pianeta puà ƒÂ² darci senza mettere in pericolo il futuro energetico delle prossime generazioni? Forse siamo ancora in tempo perchà ƒÂ© questo stile di vita possa essere scelto liberamente e non imposto dagli eventi.
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