Il WWF dàƒ un giudizio complessivamente positivo sulla COP9 (nona Conferenza delle parti nell'ambito della Convenzione sui Cambiamenti Climatici) conclusasi a Milano lo scorso 12 dicembre. Nonostante le pressioni della delegazione americana, è stato confermato il percorso del Protocollo di Kyoto e il ruolo delle Nazioni Unite.
Il Summit ha portato dei risultati concreti sulle trattative, riuscendo a evitare i molti pericoli e ostacoli sul percorso. Non è riuscita la manovra degli Stati Uniti, giunti a Milano con una foltissima delegazione, di minare il percorso del Protocollo di Kyoto, che invece continua e viene rafforzato. Vengono anche rafforzati il multilateralismo e le Nazioni Unite, con unà‚´inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni di politica internazionale.
In questa conferenza è stato confermato che gli Stati Uniti continuano a essere il maggior inquinatore del mondo e non hanno intenzione di porre rimedio a tale poco invidiabile primate, dato che invece di ridurre le emissioni di anidride carbonica puntano su tecnologie opinabili e comunque molto futuribili (sequestro di carbonio, idrogeno à‚´sporcoà‚´ derivato dal carbone, ecc.). Complessivamente gli USA, a causa della crescita dei consumi spinta anche dalla ripresa economica, hanno aumentato le emissioni del 17% rispetto ai valori del 1990.
Il mondo va avanti su Kyoto
In questo Summit il mondo ha dunque deciso di andare avanti sul Protocollo di Kyoto: in due settimane di lavori i 120 paesi firmatari del Protocollo di Kyoto hanno mantenuto la propria posizione intorno alla validitàƒ di questo strumento completando alcuni meccanismi tecnici per la sua applicazione.
Cosa devono fare i Paesi firmatari
In questo senso è importante che i paesi firmatari, ed in prima linea là¢â‚¬â„¢Unione europea spingano affinchàƒÂ© la Russia firmi al più presto. Il WWF chiede che i paesi mettano da subito in atto gli interventi necessari a ridurre le loro emissioni ed in tal senso accolgono con favore là¢â‚¬â„¢impegno annunciato proprio a Milano da parte della Germania, delle Filippine e del Regno Unito, di mantenere la temperatura globale al di sotto della soglia dei 2 gradi di aumento, considerato dagli scienziati un à¢â‚¬Ëœpunto di non ritornoà¢â‚¬â„¢ in grado di portare il pianeta a conseguenze disastrose.
Cosa si aspetta il WWF dall'Italia
Auspichiamo che là‚´Italia giochi un ruolo positivo nella chiusura delle trattative sullà‚´ultimo punto ancora aperto, quello del fondo speciale sul clima. Il WWF ritiene improponibile che Paesi come là‚´Arabia saudita pretendano di avere sovvenzioni sia per là‚´adattamento ai mutamenti climatici che per la riconversione dal petrolio, togliendo cosàƒÂ¬ risorse ai paesi che ne hanno davvero bisogno. Il WWF si augura che là‚´Italia dimostri la propria fiducia nel protocollo di Kyoto, cominciando a ridurre le emissioni in casa propria e invertendo la tendenza attuale, che ha visto le emissioni inquinanti aumentare del 7,3% rispetto al 1990.
Eà¢â‚¬â„¢ necessario per questo che si dia maggiore concretezza attuativa sia in termini tecnici che finanziari agli impegni annunciati sullà¢â‚¬â„¢ efficienza energetica (che da sola il WWF considera capace di ridurre le emissioni del 25%) e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (che potrebbero facilmente coprire il 30% dei consumi nazionali entro il 2010). In tal senso è necessaria maggiore coerenza tra i vari ministeri.
Il Protocollo di Kyoto in casa nostra
Anche nei comportamenti quotidiani di ciascun cittadino sta il segreto della riduzione delle emissioni, visto che le emissioni nascono dai 20 kg. di CO2 che ogni italiano produce senza accorgersene con i suoi normali gesti quotidiani. Se ogni italiano nellà¢â‚¬â„¢ambiente in cui trascorre più ore di lavoro sostituisse, ad esempio, una lampadina convenzionale con una a basso consumo si potrebbero evitare ben 3 milioni di tonnellate allà¢â‚¬â„¢anno di CO2. Il WWF, attraverso il progetto Banca del Clima lanciato insieme a Cittadinanzattiva, si propone proprio di informare e orientare i cittadini nelle scelte quotidiane sui trasporti e su come utilizzare là¢â‚¬â„¢energia in casa, attraverso dei à¢â‚¬Å“piani fatti in casaà¢â‚¬? di riduzione delle emissioni. Facendo proprio ciàƒÂ² che i governi sono ancora restii a fare.
Chiusa la partita foreste
Alla COP9 si è chiusa innanzitutto la à¢â‚¬Ëœpartitaà¢â‚¬â„¢ delle regole sulla gestione dei progetti che riguardano i cosiddetti à¢â‚¬Ëœsinksà¢â‚¬â„¢, ovvero, là¢â‚¬â„¢uso delle foreste per là¢â‚¬â„¢assorbimento del carbonio dallà¢â‚¬â„¢atmosfera. Eà¢â‚¬â„¢stato riconosciuto il fatto che i progetti sui sinks potranno avere un impatto significativo sullà¢â‚¬â„¢ambiente e sulle realtàƒ socio-economiche dei paesi nei quali verranno sviluppati. Per il WWF ora saràƒ importante monitorare attentamente le modalitàƒ con le quali questi progetti verranno messi in atto visto che non sono stati adeguatamente considerati problemi come il possible uso di piantagioni commerciali su larga-scala, là¢â‚¬Ëœuso di specie contenenti OGM o non autoctone e infestanti.
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