Sono un milione, ma la cifra potrebbe essere in difetto, le adozioni a distanza attivate nell'ultimo anno in Italia, secondo il Comitato Promotore del 5à‚º Forum del Sostegno a Distanza, di cui fanno parte le principali associazioni di questa forma di assistenza. Il Comitato ha predisposto una Carta di Qualitàƒ del Sostegno, che saràƒ presentata oggi (29/11/2003) a Genova durante la riunione del Forum, in occasione di Genova 2004 capitale della cultura.
La Carta, sottoscritta dalle stesse associazioni che tre anni fa avevano aderito a quella dei Principi del Sostegno a Distanza, dovrebbe diventare il codice etico di chi si occupa di adozioni a distanza. à‚«Occorre chiarezza e trasparenza – ha detto ieri Milano Vincenzo Curatola a nome del Comitato Promotore – le associazioni che si occupano di adozione a distanza sono ormai talmente numerose che è necessario garantire sia chi vuole sottoscrivere questa forma di solidarietàƒ che i destinatarià‚».
L'adozione a distanza, un sistema di sostegno iniziato negli anni '60, è praticata in Italia con sempre maggiori adesioni. Il beneficiario è prevalentemente un minore, ma anche un'intera famiglia o una comunitàƒ . I paesi più aiutati sono, in ordine decrescente, Sud America, Africa, Asia, Est europeo, Medio Oriente. Il periodo di aiuto è da un anno a tempo indeterminato. Nel 59% i referenti sul posto sono missionari, per il 30,9 associazioni o gruppi locali, per il 28,7 un italiano volontario sul posto.
Oltre alla Carta di Qualitàƒ , oggi saranno presentate altre due proposte: un telefono nazionale al quale tutti potranno rivolgersi per avere informazioni e l'istituzione di un registro nazionale per le associazioni.
Intanto, dalla discussione sulla Finanziaria spunta un emendamento, proposto da esponenti di maggioranza e opposizione, a favore delle madri in difficoltàƒ che decidono di dare l'assenso all'adozione dei figli invece di abbandonarli. Nel dettaglio à‚«al fine di incentivare la natalitàƒ à‚» si propone di concedere 1.500 euro per ogni figlio nato nel 2004 ed affidato ad un istituto sanitario pubblico à‚«ai fini dell'adozione o dell'affidoà‚». La norma, che varrebbe anche per le cittadine extracomunitarie, è stata presentata da cinque parlamentari della commissione Finanze di Montecitorio, Mario Lettieri (Margherita), Giorgio Benvenuto (Ds), Gabriella Pistone (Pdci), Vittorio Emanuele Falsitta (Fi) e Maurizio Leo (An) che propongono, per reperire risorse, di porre un tetto di reddito a quota 50.000 euro al à‚«bonusà‚» figli giàƒ previsto dal maxi decreto collegato e di elevare di 30 milioni di euro il relativo stanziamento.
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