AL FINE di non essere provocatori, ma piuttosto realistici, non si ha alcuna esitazione ad affermare che ascoltando il recente messaggio rivolto di Giovanni Paolo II ai membri della Fondazione ‘Centesimus Annus – Pro Pontifice’ sia venuta spontanea una domanda: ma quanti cristiani laici impegnati in politica nei vari partiti italiani e soprattutto nei cosiddetti parti di orientamento cristiano, avranno letto questo discorso.
Bontà sua, il Papa, come è nel suo inconfondibile stile, si è augurato che l’impegno sociale di questi cristiani laici possa ‘essere nutrito e coerente, tenace e coraggioso spinto soltanto da una profonda spiritualità ‘ Parole sacrosante.
Purtroppo, però, non c’è chi non si renda conto che oggi giorno, per incontrare persone di tale statura e levatura morale, bisognerebbe andare in giro con il lanternino di Diogene.
Ci si riferisce non soltanto ai membri dei grossi partiti politici, ma anche a quanti aderiscono alla colluvie dei partiti e partitini che, più o meno, si dichiarano eredi della ormai defunta Democrazia Cristiana. Il bello è che tutti o quasi tutti conoscono la dizione ‘Doctrina Sociale della Chiesa’ ed anche il nome di qualche famosa enciclica sociale. Quanti, poi,
effettivamente l’abbiano letta studiata, è un’altra cosa. Chi sappia, inoltre, che esiste pure la possibilità di conseguire un ‘Master’ in materia non lo si potrà mai dire. Non pochi, se mai, – è da pensarlo – faranno pure a gara per munirsi di quest’altra scartoffia; se non altro, ai fini della carriera politica come se si trattasse di una specie di nastrino di onorificenza conseguita non si sa bene a quale titolo.
Il guaio, ed è veramente un grave intoppo, è che il Papa si è messo a parlare di una strana ‘profonda spiritualita’: di cui dovrebbero essere impregnati i cristiani desiderosi di immettersi nella vita politica. E qua veramente casca l’asino, con tutti i barili e barilotti che si porta appresso. Dove sono piu i Lazzati, i La Pira, Dossetti, i Giordani, i Medi, i Marvelli, gli Zaccagnini, Moro, gli Andreotti, i Fanfani, i Piccoli ecc.?
Se si vuol essere sinceri, infatti, a guardare l’attuale classe politica [sia pure fatta qualche debita eccezione, si porrebbe parlare addirittura di qualche lupo bianco], si riscontra se mai una grande litigiosità a tutti i livelli, anche tra cosiddetti cattolici, prontissimi se mai a cambiare di giubbotto dalla mattina alla sera ed in ogni occasione favorevole ai propri disegni. Il fatto è che ci si trova di fronte ad una sempre crescente filastrocca di partitini cosiddetti cristiani, animati da un unico comune denominatore: quello dei vari leader che si ritengono investiti dall’Alto e mai disposti a cedere lo scettro.
Occorrono, allora, uomini nuovi, dice il Papa nel menzionato intervento, con ‘la conresapevolezza che soltanto uomini nuovi possano far nuove tutte le cose’ poichè ogni vera novità nell’economia, nella politica, nelle istituzioni sociali, nasce dal cuore, da una coscienza
riscattata, illuminata e abilitata a vera libertà dall’incontro vivo con Cristo. E’ necessario però che i laici cattolici veramente preparati e pregni di autentica spiritualità non si tirino indietro, ma abbiano il coraggio di rifarsi vivi, di rigettarsi nell’arena agonistica, e di correre il rischio che fu proprio di quanti, alla Tommaso Moro proprio nella vita politica percorsero la via della santità traducendo in concretezza la stupenda ‘Doctrina Socialis della Chiesa’.
Soltanto, allora, forse, questa stucchevole frantumazione politica, in cui si sono rintanati i cattolici, potrebbe cercare e trovare la forza di spezzare la presunzione e la sicurezza della propria infallibilità che emerge dal volto di alcuni cosiddetti politici di stampo cristiano. Ma quando spunterà l’alba di questo nuovo giorno?
Girolamo Grillo
Vescovo di Civitavecchia e Tarquinia
La Stampa del 14/07/2003
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