La manovra e il nostro piano B

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L’Italia dell’Euro deve trovare denaro per pagare i tassi sul suo debito, poiché la differenza fra la sua crescita economica e i tassi che paga è enorme (crescita quasi 0%, tassi quasi 7/8%). Quindi tasse ,  tagli, cioè impoverimento, con meno potere d’acquisto si frenano i consumi ,  le imprese sono costrette a licenziare o a pagare di meno i dipendenti  che nello stesso tempo hanno visto allontanarsi l’età pensionabile. Per essere competitivo,  esportare di più e importare di meno  il paese ha tre strade:una moneta sovrana, che non abbiamo più; la seconda è calare il costo del lavoro, così che i nostri prodotti costino un po’ meno di quelli stranieri. La terza è di, ovviamente, far sì che gli italiani desiderino meno prodotti esteri e consumino prodotti italiani, che sono sempre meno, ma soprattutto consumino meno gas e petrolio. Meno consumi di gas e petrolio vuole dire meno entrate per lo stato. Ma come è possibile pensare di pagare gli interessi solo con nuove tasse ? Vedete via di uscita ? Non se ne esce. Perché esiste un altro problema,  non se ne deve uscire, bisogna indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un imminente tracollo energetico e ecologico.

Nel dettaglio:  meno produzione industriale più costi per il paese = crollo pilotato, un lavoro  da ragionier Fantozzi.

La manovra di Monti è l’atto conclusivo del sistema che ha individuato nei cosidetti PIIGS le nazioni meno affidabili e più dipendenti da gas e petrolio.

Si è iniziato con la guerra per il petrolio Libico e  eliminato l’alleato scomodo dell’Italia

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L’Italia  infatti per  i suoi consumi  di gas e petrolio è il soggetto designato ad avere una rapida decrescita.

Quanto costa oggi la benzina ?

Il secondo passaggio è che l’unico modo di far consumare meno gli Italiani è impoverirli.

Se fosse così l’azione di Monti parrebbe pure meritevole, in fondo c’e da salvare il pianeta , non pensate ? Peccato che qualche miliardo di asiatici stanno crescendo nei consumi per cui questa ipotesi è vanificata dallo stato delle cose e non è altro che una strategia per garantire a qualcun altro  l’uso di queste risorse.

 

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Prendete queste considerazioni come pura fantasia,  le immagini dimostrano che  le materie prime non rinnovabili diventeranno sempre più rare e costose ,   solo per questo l’Italia è  tra le nazioni più vulnerabili e a rischio di  Black out .

L’età della pietra non finì per mancanza di pietre, e l’età del petrolio finirà molto prima che il mondo finisca di petrolio.

Fine del petrolio, fine del mondo?

Dialogo con Kjell Aleklett, Ugo Bardi, Marco Cattaneo

Se entriamo nel merito della manovra dal punto di vista finanziario è ormai evidente a tutti che la cosiddetta “crisi” non è altro che l’applicazione di un modello strategico tendente ad eliminare le sovranità degli stati a favore di un “nuovo ordine mondiale”

 

Veniamo al nostro  piano B.

In questo sito è molto chiaro dove e come vogliamo intervenire, decine di articoli suffragati da dati e ricerche vanno a delineare un quadro che merita una strategia e una pianificazione che non vediamo nelle azioni di governo e delle pubbliche amministrazioni.

Che il cambiamento verrà dal basso lo indicano i corsi e ricorsi storici.

Progetti Sargo

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Augusto Anselmo – Sargo Consulenze

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