Usa, una protesta intelligente contro le banche

Negli Usa non c’e’ solo Occupy Wall Street. Per il Bank Transfer Day centinaia di migliaia di risparmiatori hanno trasferito miliardi di dollari dalle grandi banche agli istituti di credito cooperativo

C’e’ chi continua a sfasciare le vetrine delle banche – che tanto sono assicurate – e chi invece si inventa forme di protesta intelligenti ed efficaci. Come quella che negli Stati Uniti ha avuto la sua giornata clou sabato scorso.

Il 5 novembre – data simbolica in quanto legata al bombarolo britannico del 16° secolo Guy Fawkes, ispiratore di V per Vendetta e icona del movimento degli Indignati – era il Bank Transfer Day: la giornata entro la quale i risparmiatori erano invitati a chiudere i loro conti correnti presso le grandi banche (Bank of America, Fells Fargo, JPMorgan Chase, ecc.) e a trasferire i loro soldi presso istituti di credito cooperativi.

L’iniziativa e’ stata lanciata un mese prima da una ragazza californiana: Kristen Christian, 27 anni, gallerista di Los Angeles. Infuriata contro la decisione della sua banca, la Bank of America, di imporre una tassa mensile di 5 dollari sulle carte bancomat, ha lanciato su Facebook un appello perche’ tutti trasferissero i loro risparmi ai crediti cooperativi.

‘Insieme faremo ricordare per sempre alle banche il 5 settembre. Entro questa data, spostate i vostri risparmi dagli istituti pro-profita’ a quelli no-profita’ di credito cooperativo, inviando un chiaro messaggio: i consumatori consapevoli non sosterranno piu’ le banche che adottano pratiche commerciali contrarie all’etica. E’ ora di investire nella crescita della comunita’ locale!’.
E una precisazione: ‘So che questa iniziativa e’ sostenuta dal movimento Occupy Wall Street, ma non c’entra nulla con loro’. Invece c’entra, eccome.

Gli istituti di credito cooperativo, molto diffusi negli Stati Uniti, sono considerati il volto buono e sociale del sistema finanziario e creditizio, quelli che stanno dalla parte del 99 per cento, in contrapposizione ai ‘bankster’ dell’1 per cento. Le Credita’ Union americane sono di proprieta’ dei correntisti e da essi democraticamente controllate, operano con assoluta trasparenza fornendo credito a basso interesse con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico della comunita’ locale. Niente investimenti speculativi su mercati internazionali e in aziende multinazionali.

La stampa locale americana ha riferito di lunghe file davanti alle Credita’ Union, molte delle quali eccezionalmente aperte di sabato per l’occasione. In diverse citta’ ci sono state anche manifestazioni davanti alle grandi banche, in particolare a Los Angeles (nella foto). Secondo la Credita’ Union National Association (Cuna), solo sabato oltre 40mila persone hanno trasferito ai crediti cooperativi 80 milioni di dollari. Dall’inizio della protesta, i primi d’ottobre, fino al 3 novembre 650mila risparmiatori avevano spostato oltre 4 miliardi e mezzo di dollari dalle grandi banche ai crediti cooperativi.

 

 

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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