Sono le prime avvisaglie di cio’ che potrebbe accadere in vaste parti dell’ex ricco Occidente. Anche da noi, in Italia. La societa’ industriale crolla per dissanguamento finanziario. I signori del mondo, i plutocrati delle centrali bancarie e i loro solerti funzionari come Draghi, stritolando nazioni coi finti ‘salvataggi’, per ora vincono (nonostante le marcette stile Assisi, e grazie al potente aiuto degli idioti incappucciati). I milioni di uomini e donne comuni, invece, sono i perdenti, ridotti in poverta’. E allora non resta che riprendersi la vita ricominciando dal bene piu’ concreto: la terra. L’obiezione radicale al modello di sviluppo basato sull’impossibile crescita infinita e sull’ammassare debito a debito: il ritorno all’autoproduzione-autoconsumo. Ragionandoci sopra, come fanno da qualche tempo i sostenitori delle monete locali, dei mercati su piccola scala e della decrescita volontaria, potrebbe essere una soluzione non solo obbligata, ma auspicabile.Leggetevi l’articolo qui sotto, e’ molto istruttivo. (Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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