Premessa: questo articolo parla della Grecia, ma non solo.
Quello che succede in terra ellenica e’ solo una anticipazione dello scenario che attende gran parte del mondo occidentale.
Settembre 2007 Farsi trovare pronti
L’attuale sistema, basato su denaro creato dal nulla da magiche stampanti e organismi nazionali e sovranazionali che saggiamente pianificano e danno direttive, l’attuale sistema si diceva e’ destinato ad un crollo, un crollo che fara’ apparire la grande depressione del 1929 come un evento storico di seconda categoria.
Gennaio 2009 Cosa succede in Grecia?
Fare i conti con i propri debiti, questa in qualche modo sara’ la sorte che attende anche gli altri paesi europei, una sorte che la Grecia ha sperimentato per prima a causa del suo debole sistema produttivo.
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Ed ora che la crisi e’ dilagata, ora che il flusso di denaro in prestito si e’ interrotto, la Grecia si e’ improvvisamente svegliata senza fondi e con una marea di debiti.
Si sta concludendo un banchetto durato 30 anni.
Settembre 2009 La crisi e i turchi sotto le mura
E mentre osservavo il mare e le persone che si rilassavano nelle loro vacanze, mi sembrava a volte di cogliere quella stessa spensieratezza degli abitanti della Citta’, convinti che nessun esercito nemico avrebbe mai potuto sovvertire un ordine che reggeva da secoli.
Oggi non ci sono invasori che premono contro le mura, e l’ordine attuale e’ minacciato da fattori ben diversi.
Ed oggi come allora la possibilita’ che da un giorno all’altro il corso delle proprie esistenze possa subire degli sconvolgimenti pare una eventualita’ lontana, voci di sventura a cui e’ bene non porre troppo ascolto.
Aprile 2010 Finche’ c’e’ il sole
E nel vedere il costante viavai di gente, di ragazze uscite direttamente dalle pagine patinate delle riviste di moda e di giovani che paiono testimonial dei piu’ famosi marchi multinazionali, nell’osservare i locali pieni oltre le loro possibilita’, si ha quasi la sensazione che i giornali e i media parlino di un’altra nazione, e non certo della Grecia, quando raccontano di un paese sull’orlo della bancarotta, un paese il cui premier gira il mondo come un vagabondo elemosinando ‘sostegni morali’ e cercando folli disposti a concedergli prestiti.
Qualcuno forse immagina un paese depresso, un popolo preoccupato ed esasperato dalle drastiche misure attuate dal governo.[‘¦]
Ma l’immagine generale e’ ben diversa, e la stessa crisi viene trattata piu’ con ironia che preoccupazione.
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Fatto sta che da quelle parti, per adesso, nessuno si e’ ancora alzato per andare ad aprire alla realta’ che bussa alla porta.
E con una estate che sta per arrivare, e migliaia di chilometri di spiagge dorate da vivere, e’ probabile che quella realta’ attenda alla porta fino all’autunno.
Dopo, probabilmente, non vi saranno piu’ scuse.
Giugno 2011 Atene, 100.000 manifestanti circondano il parlamento
Oggi 15 Giugno in Grecia e’ stato indetto uno sciopero generale, una protesta contro le nuove misure di austerity che il governo e’ in procinto di varare per cercare di fronteggiare la crisi.
Una folla di circa 100.000 manifestanti ha circondato il parlamento[…]
Un aspetto dell’animo degli esseri umani che mi ha sempre affascinato e’ la capacita’ di far coesistere una costante preoccupazione per le sorti future del proprio vivere unita all’impossibilita’ di cogliere la reale portata di tragedie che evidentemente stanno per abbattersi.
Si tratta della contrapposizione della visuale della formica con quella dell’aquila, ovvero la dicotomia tra l’osservare gli avvenimenti dal proprio limitato punto di vista e il coglierli da una prospettiva piu’ ampia.
In tempi di prosperita’, la visione della formica permette di concentrarsi sugli aspetti concreti della vita, fa in modo che le proprie energie non vengano sprecate in dispersive paranoie speculative sui massimi sistemi.
Ma nei periodi di grandi cambiamenti sociali, come quelli in atto negli ultimi anni, il concentrarsi esclusivamente in una visuale circoscritta, ovvero il dedicarsi ‘al proprio orto’, impedisce di vedere l’arrivo dei grandi sconvolgimenti, con la conseguenza di farsi cogliere di sorpresa dallo svolgersi degli eventi.
Quello che succede in Grecia, e quello che succedera’ nel resto dell’occidente, era perfettamente prevedibile, era evidente, cosi come e’ evidente che un masso che rotola sul fianco della montagna in direzione di un paese che sta a valle prima o poi impattera’ e fara’ molti danni.
Non occorreva essere dotati di preveggenza, nemmeno aver conseguito una laurea in economia (al contrario, forse quest’ ultima eventualita’ avrebbe funto da intoppo nel cogliere la situazione).
Il masso rotolante dell’economia greca (e non solo greca) pronta a collassare era davanti agli occhi di tutti, ma non c’erano molte persone che alzavano la testa.
Dopo aver sentito il botto, in seguito, si sono tutti precipitati a gridare per le strade.
Ho vissuto diversi mesi in Grecia negli ultimi anni, ed ho visto direttamente l’evoluzione dello stato d’animo delle persone: fino all’ultimo c’era la convinzione che tutto alla fine si sarebbe risolto, in qualche modo, che tutto bene o male sarebbe andato avanti come prima, come sempre.
E chi si assumeva il ruolo, di tanto in tanto, di profeta si sventura risultava un po’ fastidioso, cosi era meglio non affrontare troppo il discorso.
Forse non c’era comunque molto da fare, in ogni caso, forse era inutile tentare di fermare il masso, ed allora tanto valeva davvero fare finta di niente e godersi il mare.
Finche’ c’era il sole.
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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