La Morsa che si stringe su Grecia, Portogallo e Irlanda

euroTra il terremoto, tsunami e reattore nucleare da una parte e la Libia dall’altro nessun media ha notato tre notizie drammatiche: 1) sabato in Portogallo 300mila persone sono scese in piazza contro l’austerità imposta dalla UE e dal G10 al paese che in pratica equivale ad un taglio del PIL del -5.6% (tramite riduzioni di spesa pubblica e aumenti di tasse massicci). In Portogallo ci sono solo 10 milioni di persone per cui è come se in Italia avessero manifestato quasi 2 milioni di persone. I tagli che vengono imposti al Portogallo sono equivalenti a una finanziaria da 70 miliardi di euro in Italia. Il Portogallo ha debito totale pari al 330% del PIL, senza una svalutazione del -30% del cambio è fritto, coi tagli di spesa soffoca lentamente e basta. Ma non finirà così, la disoccupazione giovanile ufficiale è al 35-40% e i manifestanti si ispiravano negli slogan e striscioni all’Egitto, Bahrein, Libia, Tunisia e Yemen.

2) L’altra notizia, veramente incredibile, è che come se niente fosse sabato il “direttivo” della UE assieme al FMI e la BCE ha chiesto alla Grecia in cambio di una riduzione di un punto percentuale dei tassi di interesse che paga sul suo debito pubblico di privatizzare e vendere per pagare debiti CINQUANTA MILIARDI DI EURO di infrastrutture (porti, aereporti, ferrovie…). Questa estate il governo greco aveva concordato come parte del piano di tagli ed austerità di vendere 5 miliardi di asset dello stato. Ieri l’altro come se niente fosse il “governo globale” (FED,BCE, UE, FMI, G10) ha aumentato a 50 miliardi.
La Grecia ha debiti per 200 miliardi circa. Per ridurgli i tassi di interesse dal 6% al 5%% sugli “aiuti” della UE-FMI le chiedono, in aggiunta a tagli di spesa pubblica e aumenti di tasse, di vendere anche 50 miliardi (MILIARDI) di asset dello stato ad investitori esteri (!!!!). Cosa aspettano i greci a fare come l’Islanda e mandarli a affanc… dicendo: “ehi calma… i debiti verso Paribas, Barclay’s, Unicredit, Commerzbank e Deutsche Bank… li paghiamo …per metà… e quando possiamo, come la Russia e l’Argentina …Il porto del Pireo non lo vendiamo, lo abbiamo dai tempi di Socrate e siamo affezionati… la prossima volta state più attenti a fare credito…”

3) Infine, c’è stato il summit europeo che si è sostanzialmente piegato alla Germania e alla sua richiesta che chi vuole credito deve soffrire aumenti di tasse, riduzioni di spesa pubblica e vendite di infrastrutture e asset statali massicci. La Merkel, avendo appena perso altre elezioni locali, è andata giù pesante. Ha detto: “…non siamo soddisfatti di quello che promette l’Irlanda per cui non le abbiamo ridotto i tassi che deve pagare per l’assistenza che la UE le fornisce… per cui abbiamo ridotto i tassi solo alla Grecia (che ha accettato di vendere 50 miliardi di asset)

Quanto tempo occorrerà perchè greci, irlandesi, portoghesi e spagnoli a cui vengono imposti aumenti di tasse, tagli di pensioni e stipendi, vendite di infrastrutture… si ribellino come in Egitto ?

(se vuoi leggi qui tutto il quadro su Grecia, Portogallo e Irlanda)

Fonte: Blog CobraF
22:43 14/03/11  

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