La mamma

Vladislav e’ cresciuto dentro una centrale nucleare in disuso. Le stanze non avevano finestre. Nel cortile si giocava con pezzi di ferro, mattoni spezzati, lastre di materiale trovate nei prati li attorno. A pranzo patate, la sera insalata. Carne o pesce una volta a settimana, il latte a colazione. Vladislav un giorno e’ arrivato in Italia […](Leggi tutto l’articolo tratto da: Il Fatto Quotidiano)

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