Il mondo brucia, l’America vacilla: si prepara una guerra?

[tratto da http://www.libreidee.org]

Signori, sveglia: nessuno ne parla, ma il pericolo non è mai stato così vicino. Ha un nome antico e, purtroppo, senza tempo: è la guerra, il conflitto planetario, l’incubo che il mondo si ostina a rimuovere dalla propria narrazione quotidiana. Eppure: se la Cina continua a crescere in modo impressionante, e l’Occidente non accenna a voler ridurre i propri smodati consumi, nel giro di pochissimi anni la torta sarà impossibile da spartire. E visto che la potenza militare americana è super-indebitata, il pericolo cresce: qualcuno – i soliti banchieri che governano l’economia mondiale? – potrebbe spingere verso una drastica soluzione finale, ancora una volta militare, per azzerare il debito e conquistare l’accesso alle risorse strategiche.

Lo scrive Giulietto Chiesa in un intervento su “Megachip”, mentre il Maghreb è in rivolta e di ora in ora i network aggiornano il bilancio della Libia rivolta 4spaventosa crisi della Libia sull’orlo della guerra civile, se è vero che a Bengasi – nel bagno di sangue scatenato da polizia e mercenari – reparti dell’esercito sono passati con gli insorti fino a far tremare il potere di Tripoli, col quale l’Italia, l’Europa e l’America sono scese a patti affidando al Colonnello il ruolo di gendarme mediterraneo, in cambio del controllo sulla regione. Controllo che ormai sta sfuggendo: prima la Tunisia e poi l’Egitto, quindi lo Yemen e il Bahrein, tutta la regione petrolifera è in rivolta contro le dittature con le quali l’Occidente ha commissariato i paesi arabi per avere libero accesso all’estrazione petrolifera, motore dello sviluppo industriale. Ora il castello sta crollando, e le avvisaglie sono quelle di un rivolgimento epocale.

«Trovo davvero strano che nessuno parli di guerra», scrive Giulietto Chiesa. «E’ come se fosse in atto una rimozione collettiva, come se nessuno volesse guardare in faccia la realtà». Destra e sinistra: nessuno avverte il rischio di un conflitto imminente, anche se – come ha denunciato il Global Research Institute di Ottawa diretto dal professor Michel Chossudovsky, l’attuale spiegamento di forze militari nel mondo non è paragonabile neppure all’epoca della Guerra Fredda: bisogna risalire alla Seconda Guerra Mondiale per rilevare un analogo dislocamento di forze strategiche – aeree, navali – nei punti chiave del mondo, dal Golfo Persico all’America Latina, dall’Africa all’estremo Oriente. L’opzione guerra è sul tavolo del Pentagono come ipotesi concreta, avverte Chossudovsky, ma nessuno sembra volerlo ammettere.

«Chi di voi – dice Giulietto Chiesa – è sicuro che questo o il prossimo presidente degli Stati Uniti dirà la verità ai 300 milioni di suoi concittadini, e cioè che toccherà loro ridurre il loro tenore di vita nel corso della prossima generazione?». Lo stesso discorso vale anche per la Merkel, per Sarkozy e per chi verrà dopo Berlusconi, ma l’Europa conta meno perché non è armata come l’America e negli ultimi sessant’anni non è stata “impero”. La leva storica fondamentale per questa destabilizzazione planetaria? Pechino, ovviamente. «Se la Cina continua a crescere al tasso medio annuo del suo Pil pari a circa il 10% a – continua Chiesa – tra cinque anni avremo di fronte una Cina e mezzo. E non ci sarà spazio per l’America, con i suoi 300 milioni di abitanti (che Libia rivolta 6consumano l’ira di Dio) e la Cina, con i suoi 1300 milioni di abitanti (che stanno cominciando a consumare anch’essi), su questo pianeta».

Altra domanda: «Qualcuno ha un’idea di come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, fratello minore e sodale – che sono entrambi tecnicamente in bancarotta – risolveranno il problema del loro mostruoso indebitamento? Non sfiora la mente di nessuno l’ipotesi (peraltro già verificatasi in diversi momenti storici) che il modo migliore con cui i nove banchieri che si incontrano una volta al mese a Wall Street, in segreto (fonte “New York Times”), decidano semplicemente di cancellare tutti i conti e di mandare all’aria il tavolo con una bella guerra Giulietto Chiesarisolutiva? Se fossero saggi non lo farebbero. Ma già sappiamo che saggi non lo sono affatto. Altrimenti il mondo non si troverebbe dove si trova».

Secondo Giulietto Chiesa, del resto, «non c’è altro modo, a breve, per togliere di mezzo le decine di trilioni di dollari fasulli che hanno invaso il mondo». L’allarme è evidente: «Non credo sia salutare starsene tranquilli ad aspettare, sapendo che il paese militarmente più forte di tutti gli altri messi insieme sta per perdere il suo status imperiale. E che i suoi cittadini non hanno ancora capito cosa sta succedendo attorno a loro. Tant’è che fanno i “tea party” in cui sognano ancora di dare ordini alla Cina» (info: www.megachip.info).

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