(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Il Mediterraneo e’ scosso da profonde inquietudini, la crisi finanziaria mondiale ha messo in ginocchio le economie piu’ forti e strangolato quelle deboli. Nella capitale del Senegal si discutera’ di questo ed altro.
L’equilibrio del pianeta e’ in pericolo. La Fao ha lanciato l’allarme sull’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime alimentari per colpa di speculazioni, i cambiamenti climatici stanno devastando a velocita’ crescente territori immensi, la disoccupazione e la poverta’ invece di diminuire aumentano. In uno scenario cosi difficile si e’ aperto ieri a Dakar, in Senegal, il Forum Sociale Mondiale che fino all’11 febbraio concentrera’ i propri lavori sulle risposte della societa’ civile internazionale ad alcuni dei problemi che ipotecano il futuro.
Il Forum e’ tornato in Africa dopo la puntata di Nairobi nel 2007. Saranno migliaia le occasioni di confronto. Incontri, dibattiti ed iniziative saranno organizzate da centinaia di associazioni che cercano di costruire un ‘altro mondo possibile’.
Tra 20 mila e 60 mila i partecipanti attesi nel Campus della Universita’ Cheikh Anta Diop della capitale africana. Ci saranno anche l’ex presidente del Brasile, Ignacio Lula Da Silva, Martine Aubry prima segretaria del Partito socialista francese, il presidente della Bolivia Evo Morales e Segolene Royal, ex candidata alla presidenza francese.
Fitto il calendario di iniziative: ogni giorno circa 300 diverse attivita’ si svolgeranno tra panel, conferenze e workshop dove i partecipanti scambieranno le proprie esperienze. Per moltiplicare la presenza, rendere visibili le attivita’ e sensibilizzare la popolazione africana sulla presenza del Forum nel continente, sono state organizzate diverse ‘carovane’, partite nei giorni scorsi da Paesi vicini. Fra queste una carovana di ciclisti italiani che e’ arrivata da Bamako, capitale del Mali.
Insieme al Forum Sociale Mondiale, torna in Africa anche il Forum mondiale di Teologia e Liberazione (Fmtl), ma non piu’ in contemporanea come e’ stato nelle tre edizioni precedenti, ma direttamente al suo interno. Al Fmtl, partecipa un gruppo di circa 80 teologi di differenti tradizioni e regioni del mondo, allo scopo di offrire un contributo alla discussione in termini di “relazione tra spiritualita’ ed etica a partire dal dialogo tra tradizioni religiose e pratiche sociali”.
Il Forum africano si propone di affrontare “le quattro dimensioni – sociale, geopolitica, ambientale e ideologica – della crisi strutturale della globalizzazione capitalista”, hanno spiegato gli organizzatori. La crisi sociale verra’ affrontata partendo dalle diseguaglianze, dalla poverta’ e dalle discriminazioni. La crisi geopolitica, invece, sara’ al centro di un confronto sulle guerre e i conflitti in corso, sull’accesso critico alle materie prime, sull’ascesa di nuove potenze sullo scacchiere internazionale. Della crisi ambientale si parlera’ affrontando i cambiamenti climatici, l’esaurimento di risorse naturali essenziali come l’acqua, l’accaparramento delle terre, la desertificazione e la perdita di biodiversita’. La crisi di idealita’ si rivelera’ evidente nell’ideologizzazione del tema della sicurezza, l’attacco alle liberta’ e alla democrazia, alla cultura, alla socienza e alla modernita’.
Il Forum si concentrera’, inoltre, su molte questioni relative alla crisi e al modello di sviluppo dominante che hanno stretti riferimenti al contesto africano. L’Africa e’ un laboratorio e un punto d’osservazione privilegiato della situazione globale. L’Africa – sostengono gli organizzatori del Forum – non e’ povera, e’ stata dissanguata, non e’ emarginata, e’ stata messa all’angolo. E’ essenziale per l’equilibrio economico ed ecologico delle materie prime e delle risorse naturali e umane mondiali, che tuttavia vengono messe a rischio dai Paesi del Nord e da quelli emergenti, con la complicita’ attiva di alcuni leader africani.
Al centro del Forum anche le tematiche della “decolonizzazione come processo storico incompiuto”. Si parlera’ di diaspora e migrazioni come di questioni strutturali legate alla globalizzazione, dei diritti e delle condizioni e dei migranti. Sara’ rivolto anche uno sguardo all’estensione e ai profitti legati alla vecchia e nuova tratta degli schiavi, che di recente e’ diventato un nuovo problema incombente.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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