Pannella sorride a Berlusconi e Bonino non si fida

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Il leader radicale aveva aperto una linea di credito a Berlusconi, lasciando supporre si esser pronto anche lui al saltafosso. La sua storica “ventriloqua” pero’ questa volta sembra poco disponibile ad assecondarne le giravolte.

Pannella non e’ nuovo ai colpi di scena. Apparentemente libertario, il capo dei radicali da molti anni non tollera la presenza di nessuno che possa metterne in discussione il ruolo. Dal suo partito, poi, sono usciti alcuni dei piu’ affermati trasformisti del Paese: Rutelli, Quagliariello, Capezzone, Taradash, Pera, Roccella, Vito, Calderisi ed altri ancora. Agnostici diventati supercredenti, antiproibizionisti trasformatisi in cavalieri della Santa inquisizione, abortisti arruolatisi nelle armate dei difensori dell’embrione.

Gia’ nello scorso novembre un fedelissimo di Berlusconi, Mario Pepe, contemporaneamente iscritto al partito radicale, aveva raccontato cosi un incontro con Pannella: “Gli ho detto:”Marco ti offriamo 6 riforme per i tuoi 6 voti alla Camera””.

Dopo un paio di mesi il vecchio grillo parlante della partitocrazia antipartitocratica deve averci pensato su ed ha scritto: “Sono fermamente convinto che sia metodologicamente necessario, democratico, dovere civile aiutare anche le istituzioni disastrate, tutte; e far durare la legislatura piu’ in la’ che possibile, se possibile fino alla fine. La “alternativa” di elezioni anticipate non e’ tale, ma disastrosa e sintomatica: oltre tutto, avremmo elezioni assolutamente antidemocratiche, fuori legge, di stampo “CL-PD”, di regime violentemente truffaldino, come e piu’ di quello ”’ ad esempio ”’ lombardo-formigoniano, alla Bruti Liberati per intenderci”.

La non improvvisamente ritrovata sampatia di Pannella per il Cavaliere non sembra essere piaciuta ad Emma Bonino, che smentendo di essere la “ventriloqua” del Capo, come molti affermano da anni, ha dichiarato: “Capisco questa iniziativa di Marco quando dice che bisogna scommettere il pochissimo probabile contro il molto possibile. Ma io rispetto a lui ho meno fiducia, Berlusconi non mi pare piu’ in grado di gestire alcunche’ politicamente parlando, non lo ha fatto nemmeno in periodi meno turbolenti, e non vedo perche’ dovrebbe farlo adesso”.

L’ex ministro del gabinetto Prodi ha pero’ precisato: “Non si tratta di entrare al governo o in maggioranza. Ma se, per esempio, arrivasse un’amnistia ci manca pure che i radicali non lo votano. Consiglierei prudenza a chi grida ai tradimenti, e’ gia’ stato fatto prima del 14 dicembre e poi i voti a Berlusconi sono arrivati da qualche transfuga dell’Idv e del Pd, non da noi, cosi come sull’ultima votazione sulla perquisizione per il caso Ruby. Capisco che la gente possa essere un po’ sconcertata perche’ e’ tutto polarizzato su Berlusconi si o no, ma prima di parlare di tradimenti consiglierei un po’ di prudenza perche’ e’ gia’ stato detto e non e’ avvenuto, ne’ penso che avverra’”.

Quello che risulta poco chiaro nella posizione del Pr e’ il rapporto di questo partito con la trasparenza. I radicali, infatti, sono stati eletti all’interno delle liste del Pd, soggetto politico a parere di Pannella promotore di proposte antidemocratiche e forse truffaldine.  Ed hanno condotto battaglie per i diritti civili che il centro destra vorrebbe cancellare senza indugio. Un nuovo mistero aleggia nel Palazzo. Come se quelli che gia’ ci sono non fossero piu’ che sufficienti.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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